The Animal Kingdom

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da The Animal Kingdom (film))
The Animal Kingdom
Animalkingdom.jpg
Ann Harding e Leslie Howard in una scena del film
Titolo originale The Animal Kingdom
Paese di produzione USA
Anno 1932
Durata 85 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Edward H. Griffith
Soggetto Philip Barry
Sceneggiatura Horace Jackson, Edward H. Griffith
Produttore David O. Selznick
Casa di produzione RKO Pictures
Fotografia George J. Folsey
Montaggio Daniel Mandell
Scenografia Van Nest Polglase
Interpreti e personaggi

The Animal Kingdom (distribuito nel Regno Unito col titolo alternativo The Woman in His House) è un film statunitense del 1932 diretto da Edward H. Griffith e tratto dalla commedia omonima di Philip Barry.

Interpreti principali del film sono Leslie Howard, Ann Harding, Myrna Loy, William Gargan, Ilka Chase e Neil Hamilton. Howard, Gargan e Chase facevano parte anche del cast della commedia messa in scena a Broadway il 12 gennaio 1932. Il film rappresentò un'importante occasione nella carriera cinematografica di Myrna Loy, fino ad allora costretta in ruoli di vamp esotica e orientaleggiante, consentendole di diventare in breve tempo una star della commedia sofisticata.

Il film è entrato in pubblico dominio negli Stati Uniti nel 1960, per il mancato rinnovo del copyright dopo 28 anni dalla pubblicazione.[1]

Nel 1946 la Metro-Goldwyn-Mayer realizzò una nuova versione cinematografica della commedia, col titolo ...E un'altra notte ancora (One More Tomorrow), diretta da Peter Godfrey e interpretata da Ann Sheridan, Dennis Morgan, Alexis Smith e Jack Carson.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il giovane editore Tom Collier (Leslie Howard) ha deciso di sposare Cecelia Henry (Myrna Loy): l'annuncio sorprende il padre di Tom, al corrente della relazione che lega da tempo suo figlio a Daisy Sage (Ann Harding), promettente artista. La stessa sera in cui si festeggia il fidanzamento, un messaggio annuncia a Tom il ritorno di Daisy dal viaggio in Europa. Tom si reca subito da lei, ma prima di poterle dare la notizia del suo fidanzamento, Daisy gli annuncia di aver deciso di dedicarsi alla pittura e di desiderare il matrimonio e dei figli. Tom non rinuncia all'idea di sposare Cecelia, ma insiste perché lui e Daisy restino amici, ma la sua ex compagna è profondamente ferita e rifiuta di accettare il compromesso.

Qualche mese dopo, Tom e Cecelia sono ormai sposati. Cecelia riesce a convincere il marito a licenziare il maggiordomo "Red" Regan (William Gargan), un ex pugile al quale Tom è legato da amicizia; Tom è molto dispiaciuto, ma Red si è reso conto dell'antipatia che Cecelia ha per lui, e informa l'amico di aver avuto un'altra offerta di lavoro. Tom legge l'annuncio dell'apertura della prima mostra di Daisy. Desideroso di non mancare all'evento cerca di convincere Cecelia ad accompagnarlo, ma la moglie si rifiuta ed usa tutte le sue arti seduttive per trattenere il marito a casa. Ciò nonostante, qualche giorno dopo Tom va a trovare Daisy e cerca di riallacciare l'amicizia con lei. Daisy accetta i suoi inviti, ma subito dopo, rendendosi conto di essere ancora innamorata di lui, decide di partire. Mentre è lontana, riceve l'invito di Cecelia alla festa per il compleanno di Tom. L'idea di Cecelia, che ha invitato tutti i vecchi amici di Tom e Daisy, è quella di sottolineare la differenza fra il suo mondo raffinato e l'ambiente bohémien di cui Daisy fa parte. Ma il trucco non funziona: Daisy rimprovera a Tom di aver abbandonato l'editoria di qualità per vendere romanzi commerciali, e prima di lasciare la festa assiste ad una conversazione intima fra Cecelia e Owen (Neil Hamilton), suo vecchio innamorato e avvocato di Tom, durante la quale Cecelia preme perché Tom sia convinto a vendere la casa editrice.

Il padre di Tom insiste perché il figlio e la moglie si trasferiscano in casa sua, ma Tom si oppone. Cecelia, indispettita per il rifiuto del marito di cedere alle pressioni paterne, dapprima lo chiude fuori della camera da letto, poi tenta ancora di plagiarlo usando l'arma della seduzione. Ma Tom, che ormai vede con chiarezza la vera personalità della moglie, la lascia per andare a raggiungere Daisy a New York.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ David Pierce: "Forgotten Faces: Why Some of Our Cinema Heritage Is Part of the Public Domain", in: Film History: An International Journal, vol. 19, n. 2, p. 125–43

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]