Test di Shapiro-Wilk
Il test di Shapiro-Wilk è un test per la verifica di ipotesi statistiche ed è considerato in letteratura uno dei test più potenti per la verifica della normalità, soprattutto per piccoli campioni. Venne introdotto nel 1965 da Samuel Shapiro e Martin Wilk.
La verifica della normalità avviene confrontando due stimatori alternativi della varianza
: uno stimatore non parametrico basato sulla combinazione lineare ottimale della statistica d'ordine di una variabile aleatoria normale al numeratore, e il consueto stimatore parametrico, ossia la varianza campionaria, al denominatore.
dove
- x(i) (indice i incluso tra parentesi) è l'i-esimo valore più piccolo (rango i) del campione
è la media aritmetica del campione- e le costanti ai sono date da
- dove
- e m1, ..., mn sono i valori attesi dei ranghi di un numero casuale standardizzato, e V è la matrice delle covarianze di questi ranghi.
La statistica W può assumere valori da 0 a 1. Qualora il valore della statistica W sia troppo piccolo, il test rifiuta l'ipotesi nulla che i valori campionari siano distribuiti come una variabile casuale normale.
I pesi per la combinazione lineare sono disponibili su apposite tavole. La statistica W può essere interpretata come il quadrato del coefficiente di correlazione in un diagramma quantile-quantile.
Bibliografia [modifica]
- Sam S. Shapiro, Martin Bradbury Wilk (1965). "An analysis of variance test for normality (complete samples)", Biometrika, 52, 3 e 4, pagine 591-611.
Voci correlate [modifica]
- Test di Jarque-Bera, impiegato molto spesso per la verifica dell'ipotesi di normalità in campo econometrico
- Test di Anderson-Darling
- Test di Kolmogorov-Smirnov
- Test di Cramér-von-Mises

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