Sociologia della comunicazione

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La sociologia della comunicazione è la disciplina appartenente al dominio delle scienze sociali deputata alla riflessione critica e allo studio empirico, secondo una prospettiva sociologica, dei fenomeni comunicativi. In altre parole, la sociologia della comunicazione è la branca della sociologia che studia nel dettaglio le implicazioni, le regole e le conseguenze socio-culturali che sottendono i processi di interazione simbolica finalizzati alla produzione di senso. In particolare, gli ambiti performativi della sociologia della comunicazione possono essere distinti in tre settori: 1. Comunicazione interpersonale; 2 comunicazione di massa; 3. Comunicazione attraverso i new media e Internet[1].

Ad un elevato livello di generalizzazione, si può dire che la sociologia della comunicazione si serva dell'analisi del contenuto (dall'inglese content analysis) per sottoporre ad analisi i propri oggetti, quando questi appartengono alla classe dei messaggi. Da questo punto di vista, sono messaggi tutti quei tipi di documentazione empirica che, con Hodder, possiamo definire "documenti silenziosi" (mute evidence), ossia testi e artefatti[2]. Più nello specifico, tenuto conto della tassonomia elaborata da Tipaldo[3], la documentazione empirica tipicamente sottoposta a scrutinio con l'analisi del contenuto proviene o da processi di comunicazione strictiore sensu (ovvero processi in cui esiste un'emittente che attiva il processo comunicativo e un codice sufficientemente condiviso tra emittente e destinatario) o da processi che, in semiotica, sono di solito chiamati di significazione (assenza dell'emitente e di un codice condiviso, la semiosi si sviluppa per abduzione)[4][5]. In accordo a quanto detto, possono essere propriamente definiti testi (scritti, audiovisivi, iconici, multimediali, ecc.) i documenti che provengono da processi di comunicazione in senso stretto; quelli che derivano da processi di significazione si dividono in tracce e manufatti[6].

Sviluppo in ambito accademico[modifica | modifica wikitesto]

In Italia il campo di studi della sociologia della comunicazione si è andato sviluppando a livello universitario a partire dagli anni settanta, con l'attivazione dell'insegnamento di Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa nell'indirizzo politico-sociale del corso di laurea in Scienze politiche dell'Università degli studi di Firenze e successivamente dell'indirizzo "comunicazione e mass media" all'interno dei corsi di laurea in Sociologia delle università di Roma La Sapienza e Napoli Federico II.
Oggi la sociologia della comunicazione, accademicamente abbinata alla sociologia dei processi culturali (a cui è unita nel medesimo settore scientifico-disciplinare), rappresenta il perno su cui si fonda la maggior parte dei corsi di laurea in Scienze della comunicazione.

Pochi sono i manuali di sociologia della comunicazione redatti da autori italiani: nell'università si preferisce adottare i classici. A livello internazionale vanno menzionati John Baptist Thompson, Anthony Gitlin, Erving Goffman, Alfred Schütz. Sono stati inoltre condotti degli studi sulla fruizione dei media di matrice non sociologica o di approccio misto a polarizzazione non sociologica, come quelli di Sonia Livingstone. Bisogna però ricordare che le branche della sociologia della comunicazione toccano in generale numerosissime scienze sociali (psicologia, semiotica, storia dei media, ETC) e che è necessaria una conoscenza delle suddette per una buona comprensione della materia.

Sociologia della comunicazione pubblica[modifica | modifica wikitesto]

La sociologia della comunicazione pubblica è una disciplina di sviluppo recente, che studia origini, modalità e dinamiche della comunicazione della pubblica amministrazione al suo interno e verso i cittadini.
La sociologia della comunicazione pubblica è intimamente connessa sia alla sociologia della comunicazione, intesa come sociologia dei mass media, dal momento che la connessione tra la comunicazione delle pubbliche amministrazioni e i mezzi di comunicazione di massa è inscindibile (lo stesso giornalismo moderno nasce in Inghilterra come strumento di informazione sulle sedute parlamentari), sia alla scienza politica, dal momento che è nella politica che nasce l'esigenza di comunicazione con i cittadini, e a loro volta i cittadini hanno l'esigenza di sapere cosa fanno coloro che condizionano la loro vita quotidiana, ma anche al diritto pubblico, dal momento che spetta al diritto, in séguito al dibattito venutosi a creare a livello sociale, il compito di fornire ai cittadini gli strumenti d'accesso agli atti compiuti dalla politica (e dalle amministrazioni non politiche). Il diritto, d'altro canto, non è solo influenzato dal dibattito sociale, ma lo influenza a doppio filo, dal momento che esso stesso pone i limiti della cosiddetta trasparenza.


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paccagnella L., Sociologia della comunicazione, Bologna, Il Mulino, 2010, 978-88-15-13842-2
  2. ^ I. Hodder, The interpretation of documents and material culture, Thousand Oaks etc., Sage, 1994, p. 155. ISBN 0-7619-2687-9.
  3. ^ G Tipaldo, L'analisi del contenuto e i mass media. Oggetti, metodi e strumenti, Bologna, Il Mulino, 2014, pp. 25-30. ISBN 978-88-15-24832-9.
  4. ^ G. Tipaldo, Santangelo A., Handbook of TV quality assessment, Preston, UK, UCLan Publishing, 2013, p. 29. ISBN 978-0-9926349-1-9.
  5. ^ G. Tipaldo, L'analisi del contenuto e i mass media, Bologna, IT, Il Mulino, 2014, pp. 29-30. ISBN 978-88-15-24832-9.
  6. ^ G Tipaldo, L'analisi del contenuto e i mass media. Oggetti, metodi e strumenti, Bologna, Il Mulino, 2014, pp. 25-30. ISBN 978-88-15-24832-9.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  1. Hodder, I., The interpretation of documents and material culture, Thousand Oaks etc., Sage, 1994, p. 155. ISBN 0-7619-2687-9.
  2. Paccagnella L., Sociologia della comunicazione, Bologna, Il Mulino, 2010, 978-88-15-13842-2
  3. Santangelo Antonio e Tipaldo Giuseppe, "Handbook of TV Quality Assessment: A socio-semiotic approach for Prix Italia jurors", 2013, UCLan Publishing, Preston, UK, ISBN 978-0-9926349-1-9.
  4. Tipaldo, G., L'analisi del contenuto e i mass media. Oggetti, metodi e strumenti, Bologna, Il Mulino, 2014, pp. 25-30. ISBN 978-88-15-24832-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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