Nuovi media

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I nuovi media sono quei mezzi di comunicazione di massa (stampa, televisione, radio, ecc.) sviluppatisi posteriormente alla nascita dell'informatica e in correlazione ad essa. È ormai radicato l'uso del termine "media" (plurale di medium, significa stare nel mezzo tra colui che trasmette e colui che riceve) per indicare i mezzi di comunicazione di massa. I nuovi media sono quei nuovi canali della comunicazione creati e utilizzati di volta in volta che il processo tecnologico avanza. Essi vengono definiti «nuovi media» se vengono usati come mezzi di comunicazione di massa (one-to-many) o comunque su larga scala.
L'interattività offerta dalle applicazioni web consente una tipologia di comunicazione propria degli stessi nuovi media, e cioè né one-to-oneone-to-many, ma addirittura many-to-many.
La comunicazione digitale permette infatti una simultaneità intercognitiva delle esperienze collettive. Bolter e Grusin parlano della mediazione dei nuovi media come "la rimediazione (remediation) della realtà perché essi stessi sono reali e perché l'esperienza dei media è il soggetto della rimediazione"[1]. Con il termine remediari, che in latino significa "curare", si vuole intendere che ogni nuovo medium è stato creato per colmare un limite o correggere un errore compiuto da quello che l'ha preceduto, portando, quindi, a termine il lavoro che il medium precedente non ha svolto.

Caratteristiche dei nuovi media[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche salienti dei nuovi media sono:

  • la velocità di comunicazione a distanza;
  • la portata geografica e demografica potenziale;
  • l'enorme potenziale di memoria;
  • l'accuratezza dell'informazione trasmessa;
  • la convergenza
  • l'interattività
  • la partecipazione
  • l'ipertargettizzazione
  • la mancanza di limiti spazio-temporali
  • la selettività dei messaggi[2].

Una delle caratteristiche che distinguono i nuovi media dai vecchi è la variabilità: un nuovo medium riproduce tante versioni diverse spesso assemblate da un computer. La codifica numerica e la loro struttura modulare consentono l'automazione di diverse operazioni, quali manipolazione, creazione e accesso ai media.
Altra caratteristica è la transcodifica, ossia, la traduzione di un oggetto in un altro formato. Le tecnologie digitali hanno prodotto nella seconda metà degli anni Novanta la convergenza di tre media precedentemente separati: il telefono, la televisione, il calcolatore elettronico. I nuovi media sono dunque convergenti: con la convergenza tra telefono e calcolatore, ad esempio, si può accedere al Web. Altre caratteristiche dei nuovi media è che sono personali e ipertestuali: personali perché in rete possono fornire agli utenti servizi on-demand e gli utenti possono richiedere ciò che cercano e che vogliono; sono ipertestuali perché permettono un'esplorazione non lineare attraverso una rete di nodi collegati da link. "Con ipertesto si intende sia scrittura non sequenziale- testo che si dirama e consente al lettore di scegliere; qualcosa che si fruisce al meglio su uno schermo interattivo. Così come è comunemente inteso, un ipertesto è una serie di brani di testo tra cui sono definiti dei collegamenti che consentono al lettore differenti cammini".[3] I nuovi media permettono sia una comunicazione asincrona, in cui lo scambio comunicativo tra gli interlocutori avviene in tempi diversi, come avviene nei forum, che comunicazione sincrona, in cui due o più utenti si scambiano messaggi che vengono fruiti immediatamente, come se gli utenti stessero conversando tra loro o parlando al telefono, ad es. la chat.

I formati dei nuovi media[modifica | modifica wikitesto]

I nuovi media, a differenza di quelli analogici, sono discreti (discontinui). Sono composti da un codice digitale, sono quindi rappresentazioni numeriche aventi in comune l'uso del computer o di altri sistemi digitali. Permettono l'accesso casuale, sono interattivi e bidirezionali, si svincolano dai limiti di spazio e tempo, favorendo la partecipazione al processo della comunicazione. I messaggi sono da molti a molti e non vi è più un'unica direttrice centro-periferia o alto-basso. Sono multimediali; trasformando le informazioni in segnali digitali, è possibile gestire i dati in modo più semplice: con i bit, abbiamo un'omogeneità di diversi formati e possiamo rappresentare, in sequenze di zero e di uno, testi, suoni, immagini statiche e in movimento. I diversi formati divengono così compatibili e questo consente il processo di convergenza teorizzato da Nicholas Negroponte e da ricercatori del Media Lab alla metà degli anni Ottanta, e che ha dato il via alla progettazione di dispositivi multimediali, cioè in grado di trattare indifferentemente formati di tipo numerico, audiovisivo, sonoro.

I nuovi media nella didattica[modifica | modifica wikitesto]

La tecnologia sta acquistando importanza anche nella didattica, offrendo svariate modalità di apprendimento, più attive ed efficaci. Gli ipertesti, la comunicazione virtuale, la ricerca di informazioni in internet, i blog, si sono diffusi sempre più negli ultimi anni, inserendosi in ogni campo dell'educazione e dell'informazione. Molti docenti usano i blog come laboratori di ricerca e di scambio, ad esempio ricordiamo l'Educational Blogger Network, la rete delle reti dei blogger che ha la finalità di facilitare l'accesso alle nuove tecnologie per l'insegnamento di tutte le discipline. Il blog è un website frequentemente aggiornato e consiste in messaggi datati e ordinati cronologicamente. Per gli studenti, apprendere tramite l'utilizzo di tecnologie multimediali, diventa più stimolante. Nell'ambito di quasi tutti i corsi di laurea in scienze della comunicazione sono presenti insegnamenti di teorie e tecniche dei nuovi media, normalmente afferenti al settore scientifico-disciplinare della sociologia dei processi culturali e comunicativi. Oggetto di studio di tali insegnamenti è essenzialmente l'impatto che i nuovi media hanno sulla vita quotidiana delle persone e quindi sul mutamento sociale, nonché, viceversa, come la società influenza i nuovi media.

Si interessano ai nuovi media anche altre discipline, quali l'antropologia, l'informatica e le scienze cognitive (psicologia, percezione), nonché la psicologia sociale e l'epistemologia.

Analizzare i nuovi media[modifica | modifica wikitesto]

Una delle sfide più interessanti, ma anche intimamente controverse, portate dai nuovi media è senza dubbio quella di estrarre informazioni (si parla a questo proposito di Information Retrieval) da ampie moli di dati testuali (scritti, visivi, audio, multimediali, ecc.). Tipaldo scrive a questo proposito che «Internet e, in modo particolare, le applicazioni basate sul World Wide Web (o Web-based Technologies) costituiscono senza ombra di dubbio il più vasto, complesso, controverso e promettente campo di prova che l’analisi del contenuto ha oggi di fronte a sé»[4].

Cosa viene classificato come nuovo medium[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jay David Bolter, Richard Grusin, Remedation Competizione e integrazione tra media vecchi e nuovi, p.88
  2. ^ Jan van Dijk (2002), Sociologia dei nuovi media, Società editrice il Mulino, Bologna, pp.33-35
  3. ^ Ted Nelson, Literary Machines, Pubblicato in proprio, Swarthmore, Pa. 1981, Traduzione italiana Literary Machines 90.1, Padova Muzzio, 1992, p.0/2
  4. ^ Tipaldo, G. (2014). L'analisi del contenuto e i mass media. Bologna, IT: Il Mulino. p. 175, ISBN 978-88-15-24832-9.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero Gaffuri, Webland - Dalla televisione alla metarealtà, Lupetti Rai Eri, Roma 2010
  • Alberto Abruzzese, Alessandro Dal Lago, Dall'argilla alle reti, Costa & Nolan, Ancona-Milano 1999
  • Roland Barthes, S/Z, Einaudi, Torino 1981
  • Tipaldo, G. (2014). L'analisi del contenuto e i mass media. Bologna, IT: Il Mulino ISBN 978-88-15-24832-9.
  • Gianfranco Bettetini, Fausto Colombo, Le nuove tecnologie della comunicazione, Bompiani, Milano 1993
  • Nicholas Negroponte, Essere digitali, Sperling & Kupfer, Milano 1995
  • Monica Banzato (2004), la SSIS ONLINE del Veneto, Venezia.
  • Tratto[non chiaro] dal libro Artigianato & Comunicazione - le nuove tecniche del giovane imprenditore del Prof. Franco Grossi
  • Pierpaolo Limone, Nuovi media e formazione, Armando, Roma 2007
  • Francesca Pasquali, I nuovi media. Tecnologie e discorsi sociali, Carocci Collana università, 2003
  • Antonio Calvani, I nuovi media nella scuola. Perché, come e quando avvalersene, Carocci Editore, Roma 1999.
  • Jay David Bolter, Richard Grusin, Remediation Competizione e integrazione tra media vecchi e nuovi, (p. 88-89) Guerini & associati, Milano 2002
  • Denis McQuail, Sociologia dei media, Il Mulino, Bologna 2007
  • Paolo Mancini, L'evoluzione della comunicazione: vecchi e nuovi media, Atlante Geopolitico 2012 (2011), Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]