Sette fratelli

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Sette fratelli
Titolo originale Seitsemän veljestä
Seitsemän veljestä.png
Autore Aleksis Kivi
1ª ed. originale 1870
Genere romanzo
Lingua originale finlandese

Sette fratelli (Seitsemän veljestä) è il primo ed unico romanzo dello scrittore finlandese Aleksis Kivi, considerato il padre della lingua nazionale.

Pubblicato nel 1870, è stato tradotto da allora in oltre 30 lingue, per la prima volta in italiano nel 1940, ad opera di Corrado Malavasi.[1]

Il romanzo segnò la fine di un'epoca dominata da scrittori di lingua svedese, in particolare da J. L. Runeberg e pose le basi per nuovi scrittori finlandesi come Minna Canth e Juhani Aho, che sono, insieme con Aleksis Kivi, i primi scrittori che rappresentarono nelle loro opere finlandesi comuni in modo realistico.

Il romanzo fu criticato aspramente dai circoli letterari dell'epoca di Kivi, perché presentava un'immagine non lusinghiere dei finlandesi. I protagonisti del romanzo, i sette fratelli del titolo, furono considerati delle rozze caricature degli ideali nazionalistici del tempo. Le critiche più aspre furono quelle dell'influente critico August Ahlqvist, che definì il libro "un'opera ridicola e una macchia sul nome della letteratura finlandese".[2]

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

I fratelli Jukola[modifica | modifica sorgente]

  • Juhani – il fratello maggiore, il più testardo
  • Aapo – fratello gemello di Tuomas, razionale e pacifico
  • Tuomas – scrupoloso, forte come un toro, anche se Juhani sostiene di essere lui il fratello più forte
  • Simeoni – alcolizzato, il fratello più religioso
  • Timo – fratello gemello di Lauri, semplice e onesto
  • Lauri – il fratello più solenne, amico della natura e solitario
  • Eero – il fratello minore, intelligente, furbo, litigioso quando discute con Juhani

Trama[modifica | modifica sorgente]

All'inizio del romanzo i fratelli non sono un gruppo particolarmente pacifico, anzi sono piuttosto litigiosi e finiscono con il litigare con la gente del posto, il connestabile, il giurato, il vicario, il sagrestano, gli insegnanti, i vicini nel villaggio di Toukola. Per questo le madri del villaggio non li considerano dei buoni partiti per le loro figlie. Una volta ai fratelli viene imposto di imparare a leggere, per poter ricevere il sacramento della cresima, ma loro scappano via.

Poi i fratelli si trasferiscono lontano, a Impivaara, in mezzo alla natura selvaggia. Inizialmente i loro sforzi restano senza risultati e alla vigilia di Natale finiscono con l'incendiare la loro nuova casa. La primavera seguente riescono a uccidere una mandria di pericolosi tori. Seguono dieci anni di disboscamento, di duro lavoro, forti bevute, e il delirium tremens di Simeoni. Alla fine i fratelli cambiano il loro modo di vivere, imparano a leggere e tornano a Jukola.

Alla fine del romanzo quasi tutti i fratelli diventano veri pilastri della comunità e uomini di famiglia. Ciononostante, il tono del racconto non è particolarmente moralistico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Aleksis Kivi, lo scrittore nazionale - portale web
  2. ^ www.kirjasto.sci.fi/akivi.html

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]