Scrittura Vinča

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La scrittura Vinča, nota anche come alfabeto Vinča o scrittura Vinča-Turdaş, è un insieme di caratteri trovati su alcuni manufatti preistorici provenienti dall'Europa sud-orientale.

Alcuni studiosi sostengono che si tratti del primo esempio di scrittura appartenente alla cultura di Vinča, sviluppatasi lungo il corso del Danubio tra il VI e il III millennio a.C.. Secondo la maggior parte degli studiosi, tuttavia, l'insieme di simboli che la compongono non possono rappresentare un sistema di scrittura, data l'eccessiva ripetizione di alcuni di essi e la eccessiva brevità delle successioni di caratteri. Si ritiene quindi che la prima vera testimonianza di scrittura rimanga la scrittura cuneiforme.

Disegno di un vassoio di terracotta con alcuni simboli della scrittura Vinča.

Secondo la maggioranza degli esperti i simboli Vinča possono essere classificati come un sistema di protoscrittura, ovvero come un sistema di simboli che rimanda ad un concetto, ma non a una scrittura vera e propria.

La scoperta di questo sistema simbolico risale al 1875, durante alcuni scavi archeologici eseguiti con la sovrintendenza dell'archeologa ungherese Zsófia Torma presso la località rumena di Turdaş nel distretto di Hunedoara, dove vennero alla luce alcuni manufatti di terracotta contenenti alcuni simboli fino ad allora sconosciuti. Reperti molto simili vennero trovati nel 1908 nei pressi di Vinča, una località nelle prossimità di Belgrado, in Serbia, a circa 120 km dal primo ritrovamento. Successivamente altri reperti della stessa natura furono trovati nei pressi di Banjica, un altro sobborgo di Belgrado.

Questo sistema simbolico venne messo in relazione alle tavolette di Tărtăria, ritrovate dall'archeologo Nicolae Vlassa nel 1961 nei pressi di Săliştea in Romania. Secondo la datazione al carbonio dei reperti, questi risalirebbero a circa il IV millennio a.C., ovvero 1.300 anni prima della scrittura cuneiforme. Dopo queste prime scoperte, sono stati trovati circa un migliaio di reperti della stessa natura, in diversi siti disseminati lungo tutto l'arco dei Balcani, in particolare in Grecia, Bulgaria, Romania, Ungheria orientale, Moldavia e Ucraina meridionale.

Gran parte dei simboli sono incisi su vasellame di terracotta, insieme a piccole statuette e manufatti di altra natura. Gran parte delle iscrizioni, circa l'85%, sono composte da singoli simboli. Essi sono in gran parte simboli astratti mentre altri sono zoomorfi.

L'importanza di questi simboli consiste nel fatto che essi risalirebbero al IV millennio a.C. ovvero sarebbero una scrittura molto precedente a quella ritrovata ad Uruk. L'analisi di questi simboli ha mostrato una forte differenziazione rispetto alle scritture del Medio Oriente e i risultati portano ad ipotizzare che questi due sistemi si siano sviluppati nel tempo in maniera indipendente e separata. Esistono tuttavia delle analogie con altre iscrizioni e simboli trovati altrove, sempre risalenti al neolitico, come in Egitto, Creta e persino la lontana Cina.

La natura e lo scopo di questi simboli rimangono tuttora sconosciuti. Non è infatti chiaro se essi siano stati prodotti con lo scopo di esprimere un linguaggio specifico, o se essi siano una sorta di alfabeto, sillabario o altro del genere. Sebbene siano stati fatti numerosi tentativi di decifrare i simboli, non esiste tuttavia una traduzione plausibile del loro significato.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Shann M. M. Winn, Pre-Writing in Southeastern Europe: The Sign System of the Vinca Culture CA. 4000 B. C. in American Journal of Archaeology, Vol. 88, No. 1 (Gen., 1984), pp. 71-72

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]