Schiava turca

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Schiava turca
Schiava turca
Autore Parmigianino
Data 1532 circa
Tecnica olio su tavola
Dimensioni 67 cm × 53 cm 
Ubicazione Galleria Nazionale, Parma
Dettaglio

La Schiava turca è un dipinto a olio su tavola (67x53 cm) del Parmigianino, databile al 1532 circa e conservato nella Galleria nazionale di Parma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'opera già in collezione del cardinale Leopoldo de’ Medici, passò nel 1675 agli Uffizi, lasciata in eredità alla Guardaroba medicea. Citata negli inventari del 1704 e del 1890, è ricordata in quest'ultimo come "ritratto di giovane donna con turbante in capo, con la sinistra tiene un pennacchio, di mano del Parmigianino"[1].  Il 5 settembre 1928 fu data alla Galleria di Parma in cambio di due tavole duecentesche:  la tavola di San Zenobi assegnata al maestro del Bigallo proveniente dal Duomo di Firenze acquistata da Ferdinando di Borbone per il tramite del marchese Alfonso Tacoli Canacci, e il Redentore di Meliore Toscano. Oltre al dipinto di Parmigianino giunsero alla Galleria parmense  anche il Ritratto della famiglia ducale di Giuseppe Baldrighi[2] e un quadro con Rovine romane assegnato a Hubert Robert.

Nel 1968 fu restaurata e pubblicata dalla Ghidiglia Quitavalle. In quell'occasione venne asportato lo sfondo scuro trovandovi sotto un uniforme color terra. Tale intervento venne criticato da Alessandro Conti (1981), che ritenne il fondo scuro una modifica autografa del pittore, adducendo la sua compatibilità col contorno della figura e la sua presenza nelle copie cinquecentesche.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo di "Schiava turca" è legato al particolare copricapo che venne visto come un turbante, ma in realtà si tratta di un'acconciatura tipica delle nobildonne del Cinquecento, riconoscibile in numerosi altri ritratti della stessa epoca[3].

Una fanciulla dai capelli bruni e dai grandi occhi verdi è ritratta a mezza figura con sguardo malizioso, indossa una veste di seta blu con maniche a sbuffo e sulle spalle porta un velo rigato in oro e arancio.

In grembo ha lo zinale, un grembiule leggerissimo e ricamato, che si vede anche nel ritratto di Antea. In testa ha un'acconciatura a forma di ciambella, la capigliara o balzo, costituita da una rete di fili d'oro, decorata, al centro, da un medaglione con Pegaso, metafora d'iniziazione amorosa e poetica, o forse un riferimento araldico alla famiglia Cavalli[4]: si tratta di un copricapo allora di moda, inventato presumibilmente da Isabella d'Este e presente in numerosi ritratti femminili dei primi decenni del Cinquecento in area lombarda e padana[1].

Una mano dalle dita affusolate, tipica dell'autore, indossa un anellino dorato (indizio che la donna potrebbe essere una giovane sposa) e regge un ventaglio di piume realizzato con grande virtuosismo[3].

Il ritratto è tra i più espressivi, oltre che dei più noti, dell'artista: la maliziosa sensualità del soggetto è esaltata dallo sguardo fisso verso l'osservatore, dal sorriso ambiguo e dalla sapienza compositiva dei ritmi curvilinei che ne incorniciano la figura. La posizione leggermente di sbieco dà un senso di tridimensionalità.

Tra le proposte di identificazione, quella con Giulia Gonzaga al tempo del matrimonio con Vespasiano Colonna[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Di Giampaolo-Fadda, cit., p. 142.
  2. ^ La scheda ufficiale di catalogo del ritratto del Baldrighi.
  3. ^ a b c Viola, cit., p. 75.
  4. ^ Tentolini, 1952.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aimee Ng, with a foreword by David Ekserdjian The poetry of Parmigianino's Schiava Turca, catalogo della mostra   New York, Frick Collection dal 13 maggio al 20 luglio 2014 e a San Francisco, Legion of Honour Fine Arts Museums dal 25 luglio al 5 ottobre 2014 Frick Collection, New York 2014, ISBN 9780912114606
  • Anna De Rossi, La misteriosa “Schiava Turca “ del Parmigianino. Giulia Gonzaga Colonna in “Aurea Parma” XCI, fasc.II, 2007, pp. 159-175
  • Lucia Fornari Schianchi; Sylvia Ferino-Pagden (a cura di), Parmigianino e il manierismo europeo, pp. 230-231, Cinisello Balsamo, Silvana editoriale 2003. ISBN 88-8215-481-5, con bibliografia precedente
  • Mario Di Giampaolo ed Elisabetta Fadda, Parmigianino, Keybook, Santarcangelo di Romagna 2002. ISBN 8818-02236-9
  • Lilli Fröhlich-Bum, Parmigianino und der Manierismus, p. 38, Vienna, Anton Schroll & Co. 1921.
  • Giovanni Copertini, Il Parmigianino, pp. 210-211, Parma 1932.
  • Armando Ottaviano Quintavalle, Il Parmigianino, pp. 154-155, Milano, Istituto Editoriale Italiano 1948.
  • Sydney Joseph Freedberg, Parmigianino, his works in painting, pp. 116, 210-211, Cambridge, Harvard university press 1950.
  • Maurizio Fagiolo Dell'Arco, Il Parmigianino, un saggio sull'ermetismo nel Cinquecento, pp. 80, 137-138, 273, Roma, Bulzoni 1970.
  • Paola Rossi, Parmigianino. L' opera completa del Parmigianino, p. 99, Milano, Rizzoli 1980.
  • Lucia Fornari Schianchi, La galleria Nazionale di Parma, p. 99, Parma, Artegrafica Silva 1983.
  • Maria Cristina Chiusa, Parmigianino, pp. 96-97, 214-215, Milano, Elecata 2001. ISBN 88-435-9643-8
  • Mary Vaccaro, Parmigianino, i dipinti, pp. 204-205, Torino, Allemandi 2002. ISBN 88-422-1130-3
  • Lucia Fornari Schianchi; Sylvia Ferino-Pagden (a cura di), Parmigianino e il manierismo europeo, pp. 230-231, Cinisello Balsamo, Silvana editoriale 2003. ISBN 88-8215-481-5

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