Rivoluzione Davidiana

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Incisione con la raffigurazione del sigillo di Davide I.

Rivoluzione Davidiana (in inglese Davidian Revolution) è il termine usato da molti studiosi ai cambiamenti che ebbero luogo nel Regno di Scozia durante il regno di Davide I di Scozia (1124-1153). Questi cambiamenti comprendono la fondazione da parte di Davide dei burgh, introduzione degli ideali della riforma Gregoriana, e la creazione di monasteri, la "normandizzazione" del governo scozzese, e l'introduzione del feudalesimo tramite immigranti francesi e nobili anglo-normanni.

Generalità[modifica | modifica wikitesto]

Davide I è ancora diffusamente considerato come uno dei più, se non il più importante dei monarchi nella storia di Scozia. Il motivo è in quella che sia Barrow che Lynch chiamano la "rivoluzione Davidiana" (Davidian Revolution).[1] La rivoluzione di Davide ebbe luogo per sostenere lo sviluppo della Scozia tardo-medievale, dove il cambiamenti apportati crebbero fino a dare luogo alle istituzioni centrali non autoctone del tardo regno medievale. Barrow riassume i molti e vari obiettivi di Davide, che iniziarono tutti con la sua determinazione di:

(EN)
« to surround his fortified royal residence and its mercantile and ecclesiastical satellites with a ring of close friends and supporters, bound to him and his heirs by feudal obligation and capable of rendering him military service of the most up-to-date kind and filling administrative offices at the highest level»
(IT)
« circondare la sua residenza fortificata reale e i suoi satelliti mercantili e ecclesiastici con un cerchio di vicini amici e sostenitori, legati a lui e ai suoi eredi da obblighi feudali e capace di rendergli servizi militari del tipo più aggiornato e eseguire compiti amministrative de massimo livello »
([2])

Rivoluzione europea: il contesto allargato[modifica | modifica wikitesto]

Fin dal lavoro di Robert Bartlett intitolato The Making of Europe: Conquest, Colonization and Cultural Change, 950-1350 (1993), a quello di Moore The First European Revolution, c.970–1215 (2000), è diventato più evidente che si possa comprendere meglio la "rivoluzione Davidiana" individuandola in un processo di generale rivoluzione dell'intera Europa. L'idea centrale alla base di questa teoria è che, a partire dal tardo X secolo in poi, la cultura e le istituzioni delle regioni carolinge del nord della Francia e della Germania occidentale si diffusero in zone periferiche, creando un concetto meglio definibile di "Europa". in questo modello, l'antico Impero Carolingio era il "cuore" del continente, mentre le altre zone costituivano in pratica la sua "periferia". La conquista da parte dei Normanni dell'Inghilterra negli anni seguenti il 1066, è considerata un'esclusione di questa area dal "cuore" del mondo carolingio. Nell'applicare il presente modello alla Scozia, bisogna considerare che il regno di Davide, padre di Mael Coluim III, era una Scozia "periferica" - in relazione al "cuore" culturale delle regioni del nord della Francia, della Germania occidentale e dell'Inghilterra stessa - che presentava un convinto Cattolicesimo, neppure un vero e proprio governo reale centralizzato, documenti scritti di qualsiasi tipo, monete proprie, una città commerciale, così come il tipico castello frequentato dall'élite della cavalleria. Dopo il regno di David si può affermare con certezza che la Scozia avesse acquisito tutte queste conoscenze.[3]

Durante il regno di David I, si ebbe in Scozia un semplice tentativo di "europeizzazione", con l'adozione di moderni sistemi politici, economici, sociali e culturali in linea con il pensiero medievale di allora, opportunamente modificati per adattarsi alla situazione locale, che assieme a simili trasformazion altrove, ha portato alla creazione dell "Europa" come soggetto identificabile per la prima volta.[4]

Davide I e l'economia[modifica | modifica wikitesto]

Davide I: penny
Dabíd mac Maíl Choluim Coinage.JPG
Busto coronato con scettro
Croce a ferro da mulino
(rovescio di tipo inglese, simile alle monete di Stefano di Blois)

Religione[modifica | modifica wikitesto]

I cambiamenti più noti di Davide, sono quelli in ambito religioso. Ciò è dovuto al fatto che praticamente tutte le nostre fonti sono di monaci o clerici che erano grati a Davide per le sue riforme. I cambiamenti di Davide, o supposti cambiamenti, possono essere divisi in due parti: sostegno ai monasteri e ristrutturazione ecclesiastica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Barrow, "The Balance of New and Old", pp. 9-11; Lynch, Scotland: A New History, p. 80.
  2. ^ Barrow, "The Balance of New and Old", p. 13.
  3. ^ Bartlett, The Making of Europe, pp. 24-59; Moore, The First European Revolution, c.970–1215, p. 30ff; see also Barrow, "The Balance of New and Old", passim, esp. 9; this idea of "Europe" seems in practice to mean "Western Europe".
  4. ^ Moore, The First European Revolution, c.970–1215, p. 30 ff; Haidu, The Subject Medieval/Modern, p. 156ff.; Bartlett, The Making of Europe, pp. 24-59, esp. 51-59. L'idea di "Europa" era associata ai contemporanei di David, sotto il concetto di "Cristianità". Questo utilizzo di "Europa" come territorio unito da storia e culture simili verrà introdotto solo dagli storici moderni.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

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Fonti secondarie[modifica | modifica wikitesto]

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  • Barrow, G. W. S. (ed.), The Acts of Malcolm IV King of Scots 1153-1165, Together with Scottish Royal Acts Prior to 1153 not included in Sir Archibald Lawrie's '"Early Scottish Charters' in Regesta Regum Scottorum, Volume I, (Edinburgh, 1960), introductory text, pp. 3-128
  • Barrow, G. W. S., "Beginnings of Military Feudalism", in G. W. S. Barrow (ed.) The Kingdom of the Scots, (Edinburgh, 2003), pp. 250–78
  • Barrow, G. W. S., "David I (c.1085–1153)", in the Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, September 2004; online edn, January 2006 , accessed 11 Feb 2007
  • Barrow, G. W. S., "David I of Scotland: The Balance of New and Old", in G. W. S. Barrow (ed.), Scotland and Its Neighbours in the Middle Ages, (London, 1992), pp. 45–65, originally published as the 1984 Stenton Lecture, (Reading, 1985)
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