Reddito dominicale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il termine domenicale o meglio dominicale deriva da dominus in latino signore, per indicare appunto quella parte di reddito relativo alla proprietà dei beni e non al concreto esercizio dell'attività agricola.
Fu merito degli economisti della seconda metà del Settecento aver esaminato a fondo la questione, in particolare i fisiocratici e Adam Smith.
In particolare il reddito domenicale era quella parte del reddito che spettava al padrone del fondo che remunerava la naturale maggiore fertilità di un fondo rispetto ai fondi marginali od altri pregi equivalenti: ad esempio la maggior vicinanza ai mercati di consumo. L'esempio americano induceva a ritenere più apprezzati i fondi vicini alle coste atlantiche, piuttosto che quelli dell'interno più fertili, ma con trasporti più disagiati o soggetti al pericolo degli indiani.

Italia[modifica | modifica sorgente]

Determinazione del reddito dominicale[modifica | modifica sorgente]

La determinazione avviene applicando le tariffe d'estimo che prevedono, a livello locale (per lo più sono elaborate per ogni singolo Comune), per ogni tipologia di coltura una apposita tariffa.
Nella concreta applicazione del reddito catastale, possono verificarsi due casi:

  • se la coltura praticata è uguale a quella risultante in catasto: il reddito corrisponde a quello catastale
  • se la coltura praticata è diversa da quella risultante in catasto: si applica la tariffa d'estimo media attribuibile alla qualità di coltura praticata.

Variazioni delle tariffe d'estimo[modifica | modifica sorgente]

Le tariffe d'estimo sono soggette a revisione quando se ne manifesti l'esigenza e, comunque, ogni dieci anni.
La revisione è disposta con decreto del ministro dell'Economia e delle Finanze, previo parere della Commissione censuaria centrale e può essere effettuata, d'ufficio o su richiesta dei Comuni interessati, anche per singole zone censuarie e per singole qualità e classi di terreni. Prima di procedervi, gli uffici tecnici erariali devono sentire i Comuni interessati.
Le modificazioni derivanti dalla revisione hanno effetto dall'anno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del nuovo prospetto delle tariffe d'estimo.
In attesa della revisione dell'estimo, è comunque previsto che il reddito dominicale da dichiarare deve essere rivalutato dell'80 per cento.

Variazioni del reddito dominicale[modifica | modifica sorgente]

Le variazioni del reddito dominicale, purché non si tratti di eventi transitori o intenzionali, possono essere di due tipi:

  • in aumento
  • in diminuzione

Le variazioni danno luogo a revisione del classamento dei terreni cui si riferiscono. Se a tali terreni non si possono attribuire qualità o classi già esistenti nel comune o nella sezione censuaria, si applicano le tariffe più prossime per ammontare fra quelle attribuite a terreni della stessa qualità di coltura ubicati in altri comuni o sezioni censuarie, purché in condizioni agrologicamente equiparabili.
L'omessa denuncia delle situazioni che danno luogo a variazione in aumento del reddito dominicale comporta una sanzione da 258 a 2.065 euro.

Variazioni in aumento[modifica | modifica sorgente]

Si verifica quando si ha la sostituzione di una coltura risultante dal catasto con una di maggior reddito.
La denuncia deve avvenire entro il 31 gennaio dell'anno successivo a quello in cui si sono verificati i fatti modificativi e hanno effetto da tale anno.

Variazioni in diminuzione[modifica | modifica sorgente]

Si verifica se si introduce una coltura di minor reddito o si verifica una diminuzione della capacità produttiva del terreno per cause di forza maggiore (naturale esaurimento, eventi fitopatologici o entomologici, eccetera).
Se la denuncia è stata presentata entro il 31 gennaio dell'anno successivo, hanno effetto dall'anno in cui si sono verificati i fatti modificativi; se è stata presentata successivamente, hanno effetto dall'anno in cui è stata presentata la denuncia.

Panorama degli altri paesi[modifica | modifica sorgente]

  • Austria: regime normale per le imposte, valore catastale per le successioni.
  • Belgio: regime normale per le imposte e in taluni casi valore catastale per le successioni.
  • Danimarca: regime normale per le imposte.
  • Finlandia: regime normale per le imposte e valore convenzionale per le successioni.
  • Francia: regime normale per le imposte dirette (forfettario per le piccole imprese), valore catastale per il patrimonio e valore di mercato con agevolazioni per l’agricoltura, per la successione e per il registro.
  • Germania: regime normale per le imposte dirette (forfettario per le piccole imprese), valore convenzionale per il patrimonio e le successioni e valore di mercato per il registro, con esenzioni per l'agricoltura.
  • Grecia: regime normale per le imposte.
  • Irlanda: regime normale e agevolazioni per l’agricoltura.
  • Paesi Bassi: regime normale e valore di mercato
  • Portogallo: regime normale (forfettario per le piccole imprese), valore catastale, e valore di mercato se superiore al valore catastale
  • Regno Unito: regime normale e valore catastale per l'imposta sul patrimonio.
  • Spagna: regime normale e valore di mercato se superiore al valore catastale
  • Svezia: regime normale.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]