Puck (hockey su ghiaccio)

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Un puck standard da hockey su ghiaccio

Il puck è il disco di gomma utilizzato nell'hockey su ghiaccio, e svolge il ruolo ricoperto in altre discipline dalla palla.[1]

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

L'origine della parola "puck" è misteriosa. L'Oxford English Dictionary indica che il nome dia collegato al verbo "to puck" (termine imparentato con "poke", letteralmente "colpetto"), utilizzato nel gioco dell'hurling per indicare il contatto o la spinta della palla, proveniente dal gaelico scozzese "puc" o da quello irlandese "poc", termini che indicano l'assestare di un colpo.[2]

È probabile che gli abitanti di Halifax, molti dei quali di origine irlandese e dediti alla pratica dell'hurling, abbiano per primi introdotto il termine in Canada. La prima testimonianza in forma scritta della parola puck risale a un testo stampato a Montreal nel 1867, un anno prima che venisse disputata la prima gara attestata in un palazzetto indoor.

Uso[modifica | modifica sorgente]

La pratica dell'hockey su ghiaccio richiede che i puck siano dei dischi realizzati in gomma vulcanizzata. Il disco standard è di colore nero, alto 1 pollice (2,54 cm) dal diametro di 3 pollici (7,62 cm), e dal peso compreso fra le 5 e le 6 once (160 g - 170 g).[3] Tuttavia alcuni puck speciali posso differire per peso rispetto alla norma. Spesso inoltre su una o entrambe le facce del disco viene applicato il logo del campionato e della squadra.[3] Prima degli incontri i dischi vengono congelati per ridurre i rimbalzi durante il gioco.[3]

Fino al tardo Ottocento l'hockey su ghiaccio e i suoi precursori utilizzavano delle palle, mentre a partire dagli anni 1870 iniziarono ad essere realizzati dei puck piatti in legno o in gomma, di forma quadrata. La prima partita ufficiale al coperto fu giocata con un disco in legno, realizzato affinché non uscisse dal terreno di gioco.[4] I puck di gomma venivano incisi a partire dalla forma di una pallina, modellandoli fino ad ottenere un disco quadrato. Il Victoria Hockey Club di Montreal fu la prima squadra che alla fine degli anni '80 iniziò a realizzare e ad utilizzare puck di forma circolare.[5]

Varianti[modifica | modifica sorgente]

Esistono diverse variazioni rispetto ai tradizionali puck neri da 6 once (170 g). Una delle più comuni è quella di colore blu dal peso di 4 once (113 g), puck utilizzato dagli hockeisti più giovani non ancora in grado di manovrare il disco standard. Invece puck più pesanti da 10 once (283 g), di colore rosa o arancione, vengono utilizzati dagli atleti che cercano di migliorare la forza dei loro tiri o l'abilità di muovere il disco con il bastone. I giocatori che vogliono potenziare il tiro di polso spesso si allenano con puck di acciaio da 2 libbre (900 g); questi puck non vengono utilizzati per il tiro a causa dei danni che potrebbero infliggere agli altri giocatori.

Durante il gioco[modifica | modifica sorgente]

Nel corso di una partita il puck una volta colpito può superare le 100 miglia orarie (161 km/h). Il record della National Hockey League fu stabilito nel 2012 dallo slovacco Zdeno Chára durante la SuperSkills Competition dell'All-Star Game, grazie ad uno slap shot scagliato a 108,8 miglia orarie (175,1 km/h), superando il suo record precedente.[6] Il record mondiale appartiene invece al russo Denis Kuljaš, in grado di raggiungere nel KHL All-Star Game del 2011 la velocità di 110,3 miglia orarie (177,51 km/h).[7]

I puck in volo ad alta velocità sono potenzialmente pericolosi sia per i giocatori che per gli spettatori, e gli infortuni durante le partite di hockey non sono rari. Nel corso degli anni sono state apportate numerose migliorie nell'equipaggiamento dei giocatori per cercare di ridurre i danni, in particolare riguardo alle maschere dei portieri. L'incidente più grave che coinvolse un tifoso accadde il 18 marzo 2002 nell'incontro di NHL fra Calgary Flames e Columbus Blue Jackets, quando una ragazzina di tredici anni, Brittanie Cecil, morì due giorni dopo essere stata colpita da un puck deviato verso gli spalti.[8] Come conseguenza dopo l'incidente nelle arene della NHL sopra i pannelli di plexiglass posti dietro le balaustre per proteggere i tifosi furono installate delle reti protettive.

Fabbricazione[modifica | modifica sorgente]

Le uniche nazioni nelle quali si trovano aziende specializzate nella produzione di puck sono il Canada, la Russia, la Repubblica Ceca, la Cina[3] e la Slovacchia.[9]

La gomma nera con cui sono realizzati i puck è ottenuta tramite l'unione di gomma naturale, antiossidanti, altri leganti e composti chimici per permettere al disco di mantenere sia durezza che un giusto carico di rottura.[10]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Basics About Hockey Pucks, monsterpuck.com. URL consultato il 10 gennaio 2013.
  2. ^ (EN) Online Etymology Dictionary - Puck, etymonline.com. URL consultato il 10 gennaio 2013.
  3. ^ a b c d (EN) Hockey Puck: How Products are Made, eNotes. URL consultato il 10 gennaio 2013.
  4. ^ McKinley, op. cit., 2006
  5. ^ (EN) McGill Man Tells of How First Rules for Hockey Were Written, Montreal Gazette, 17 dicembre 1936, p. 17.
  6. ^ (EN) Chara breaks own Hardest Shot record, hits 105.9 mph, Yahoo! Sports Puck Daddy, 29 gennaio 2011. URL consultato il 10 gennaio 2013.
  7. ^ (EN) World record for fastest slap shot beaten at KHL All-Star game, RT, 6 febbraio 2011. URL consultato il 10 gennaio 2013.
  8. ^ (EN) Death of Brittanie Cecil: 10 years later, calgarysun.com, 14 marzo 2012. URL consultato il 10 gennaio 2013.
  9. ^ (EN) Hockey pucks from Vegum, Slovak Heritage Live. URL consultato il 10 gennaio 2013.
  10. ^ (EN) How it's made: Hockey Pucks, ScienceHack. URL consultato il 10 gennaio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Michael McKinley, Hockey: A People's History, Toronto, McClelland & Stewart, 2006, ISBN 0-7710-5769-5.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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