Proiezione di Gall-Peters

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Il mondo nella Proiezione di Peters

La proiezione di Gall-Peters, il cui nome è dovuto a James Gall e Arno Peters, è un particolare tipo di proiezione della sfera su un cilindro che conserva le aree. Raggiunse una grande notorietà alla fine del Ventesimo secolo perché al centro di una controversia riguardante le implicazioni politiche della creazione di mappe.

Mappe basate su questa proiezione sono promosse dall'UNESCO, e sono anche molto usate nelle scuole inglesi.[1]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

È stata pubblicata da Arno Peters nel 1973, in contrapposizione a quella cosiddetta di Mercatore (pseudonimo del cartografo cinquecentesco Gerard De Kremer) che era stata concepita essenzialmente per agevolare il tracciamento di rotte sulla superficie terrestre ma che, per le sue modalità di costruzione, distorce in maniera drastica le effettive proporzioni tra le superfici dei vari continenti.

Proprio per contrapposizione con le distorsioni mercatoriane, la Carta di Peters è realizzata per mantenere tali proporzioni, attraverso una scomposizione del mondo in 100 parti orizzontali e 100 verticali (nella versione originale il rapporto di scala di 1:635.500.000, ossia un centimetro quadrato equivale a 63.550 km quadrati di superficie reale) e a una rappresentazione che mantiene sempre ortogonali, su un piano a due dimensioni, i meridiani e i paralleli. Come ogni proiezione, anche questa perde precisione sotto alcuni punti di vista ed in particolare nella precisione della rappresentazione delle distanze verticali.

In ogni caso, nella Carta di Peters la superficie di ogni elemento cartografato è realmente proporzionale alla vera estensione nello spazio. Senza che ce ne rendessimo conto, le carte del passato davano un'immagine distorta dello spazio. Se si pensa, ciò è inevitabile, in quanto è impossibile rappresentare fedelmente su una carta piana una superficie sferica, qual è quella della Terra (per convincersene, basta sbucciare un'arancia e provare a premere un pezzo di buccia su un piatto, che si deforma e si spezza). Ma gli studiosi (geografi e storici) hanno chiaramente dimostrato che ogni carta geografica, al di là dei dati oggettivi, veicola anche messaggi di tipo ideologico e politico. L'enorme diffusione della proiezione mercatoriana non dipende affatto dalla comodità del calcolo lossodromico (che interessava una parte minuscola dell'umanità), ma solo dalla rilevanza che attribuisce alle regioni dell'emisfero settentrionale che, non a caso, coincidono con le popolazioni attive nell'espansione colonialista ed imperialista tra '500 e '900[senza fonte]: oltre la Germania, Spagna, Francia, Inghilterra, Svezia, e poi Russia e infine Stati Uniti. I paesi nordici appaiono più estesi e quelli vicino all'equatore molto più piccoli. La proiezione, andava quindi bene per i paesi europei. Un'altra proposta di Arno Peters è di collocare il meridiano centrale alla longitudine di Firenze: ne deriverebbe una linea del cambio di data che rispetta lo Stretto di Bering ossia lo iato tra le terre emerse di Alaska e Kamchatka. A parere di Peters sarebbe una scelta convenzionale molto più ragionevole rispetto al mantenere la centralità attribuita per convenzione a Greenwich: convenzione anch'essa politica ed ideologica, imposta da britannici e statunitensi alle altre Potenze nel 1884 (la International Meridian Conference organizzata dal presidente USA Chester A. Arthur).

Il calcolo della lossodromia.[modifica | modifica sorgente]

La carta di Mercatore aveva però il pregio di rispettare gli angoli tra ogni segmento che unisca due punti sulla carta: meridiani e paralleli. Era quindi ideale per la navigazione: bastava che i marinai misurassero sulla carta l'angolo della rotta e che tenessero poi con il timone esattamente quell'angolo, perché la nave arrivasse al porto di destinazione.

Arno Peters modificò questa buona qualità della classica carta di Mercatore, e in più, pur deformando anch'egli i contorni dei continenti, è riuscito a mantenere la proporzionalità delle aree; la sua, insomma, è stata la prima carta del mondo a rispettare sia gli angoli, come quella di Mercatore, sia le superfici. Cade così anche la vecchia distorsione eurocentrica, cara ai colonialisti. Tutti i paesi nel suo planisfero sono rappresentati in maniera equivalente (alcuni vogliono dire "democraticamente"), in base alle loro reali dimensioni. Il fatto che il sud nella carta di Arno Peters non venga sottovalutato, ha determinato non solo il suo successo popolare, ma anche politico. Tra gli sponsor della carta di Arno Peters, infatti, troviamo innanzitutto ONU e poi UNICEF-Italia, la Caritas di vari paesi, tra cui anche quella italiana.

Arno Peters non era un geografo, ma uno storico: ciò può sembrare strano, ma solo se non si tiene conto della forza che i paradigmi scientifici esercitano sulla comunità degli studiosi che ne fanno parte. Infatti le reazioni degli accademici furono fin dal 1973 molto ostili alla Carta di Peters, che mettevano in discussione le pretese di oggettività e di neutralità avanzate dai geografi (i quali invece, nonostante lo neghino, operano sempre in base a un'ideologia e ad una filosofia, sia esplicita oppure no: Monmonier, 2004). Tra le altre obiezioni mosse contro Peters, anche l'osservazione che già nel 1885 un sacerdote scozzese, tale James Gall, aveva già proposto alla Società Geografica di Scozia un analogo sistema di proiezione; pertanto taluni studiosi preferiscono parlare di Proiezione di Gall oppure Proiezione di Gall-Peters. Tuttavia l'opera del Gall sembrava essere del tutto dimenticata. Peters, come storico, ha elaborato una curiosa storia del mondo otticamente sincronico, nella quale ha voluto mostrare la contemporaneità dei fatti storici nelle diverse parti del mondo, in modo da renderli paragonabili obbiettivamente nella loro importanza. Anche quello era un modo di correggere vecchie distorsioni scolastiche: cadevano la centralità di Roma e di Atene, la centralità dell'Europa nel medioevo e nell'epoca moderna, acquistavano un certo rilievo civiltà di solito misconosciute come quella cinese e quella indiana. Con una scelta provocatoria, certo anch'essa ad alto tasso ideologico, Peters ha poi voluto portare la sua rivoluzione anche nella geografia. Non si è fermato neppure davanti alle estreme conseguenze: nel suo planisfero, scompare il meridiano di Greenwich. Non solo, scompare persino la millenaria divisione tra meridiani e paralleli, a favore di una griglia a divisione decimale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Higgins, Hannah B. The Grid Book. Cambridge, Massachusetts: MIT Press, 2009. ISBN 9780262512404 p.94. "Embroiled in controversy from the start, the map is nonetheless widely used in the British school system and is promoted by the United Nations Educational and Scientific Cultural Organization (UNESCO) because of its ability to communicate visually the actual relative sizes of the various regions of the planet."

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • HARLEY, John Brian (1991). "Can There Be a Cartographic Ethics?", in Cartographic Perspectives 10:9–16. 1991
  • MONMONIER, Mark, Rhumb Lines and Map Wars. A Social History of the Mercator Projection, Chicago-Londra, University of Chicago Press, 2004.

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