Nouveau cirque

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Il nouveau cirque ("nuovo circo" in francese, più raramente cirque nouveau), detto anche circo contemporaneo, è una forma di spettacolo dal vivo impostasi alla fine del XX secolo.

Si basa sulle discipline classiche dell'arte circense (acrobazia, giocoleria, clown, arte equestre, arti aeree, etc.), destituendole dalla unità finita del numero di pochi minuti, a favore di creazioni totali, su basi drammaturgiche e tematiche, sia esse astratte o narrative.

Il nouveau cirque ha tra le proprie basi il lavoro teatrale sul personaggio e un uso interpretativo e non dimostrativo delle tecniche circensi, legando queste alle forme d'arte contemporanee (danza, teatro, musica, poesia, arti plastiche) o a più diretti stimoli estetici e sociali del proprio tempo.

Radici storiche[modifica | modifica sorgente]

Precedenti storici si hanno nelle produzioni tematiche circensi del XIX secolo e poi nelle regie del circo sovietico nel XX secolo.

Tra le prime compagnie storiche di nuovo circo, emerse negli anni '70, vi sono il Circo Bidone, Archaos, Zingaro, e, più tardi, negli anni '80, del Cirque Plume, Cirque Baobab, del Cirque Oz e del Cirque du Soleil, e centinaia di altri in tutto il mondo.


In anni di crisi del circo tradizionale, viene a crearsi l’esigenza di dare alle nuove generazioni di artisti una formazione moderna, più vasta e completa, altamente specializzata, capace quindi di rinnovarlo e rilanciarlo. Nascono così un po’ ovunque (a partire dalla Russia in cui il circo è istituzionalizzato dal 1919 e più di altri ha dato i natali a grandi famiglie d’artisti), vere e proprie accademie che da anni educano i giovani alle arti circensi e ad una formazione di base che non prescinde da altre materie di studio quali la musica, la danza, il teatro ed ogni disciplina che possa accrescerne e valorizzarne le doti atletiche ed espressive.

Un'evoluzione culturale che a partire dagli anni settanta, soprattutto in Francia ma anche in Belgio e in Spagna (grazie anche alla spinta proveniente dai primi riconoscimenti ufficiali avutisi con il Festival del circo di Montecarlo e i successivi sempre più specialistici approdati al piccolo schermo con notevole successo), ha dato origine al così detto nouveau cirque . Il nouveau cirque , forse traendo spunto dalle innovative e talvolta meramente sperimentali esperienze di grandi compagnie teatrali ("Momix", "Pilobolus", "La La La Human Steps", l'italiana "Cripton", per citarne alcune fra le più note del presente e del passato, senza dimenticare però importanti esperienze di teatro-danza come quelle portate in scena dall'indimenticato Lindsay Kemp), fonde insieme danza classica, contemporanea e moderna con le discipline ginniche/acrobatiche (proprie dell'atletica e delle arti circensi più spettacolari) ed esaltando la plasticità e le capacità del corpo in armonia con la musica e le invenzioni sceniche, introduce nel circo moderno suggestioni inedite ed elementi nuovi di grande fascino e interesse capaci di conquistare soprattutto un pubblico più colto e raffinato, o semplicemente curioso, aperto alle novità.

Il circo non è così più legato al tendone ma spesso utilizza teatri o spazi diversi. All'espressione rinascimentale del nuovo circo si associano grandi costumi (tute elasticizzate che esaltano i muscoli scolpiti e definiti degli Artisti ed hanno dei disegni a fantasie tempestate di pietre luccicanti, copricapi aderenti ed impreziositi di materiale simil ferro assieme a scaglie di vetro sopra applicate, ali di piume, elementi in raso con particolari di velluto liscio), fiabesche scenografie accompagnate da strutture di alta ingegneria meccanica come travi americane, strutture metalliche mantenute in aria con le gru, che sorreggono acrobati e musicisti, ma anche allestimenti scarni ed essenziali, basati più sulla poesia e sulla teatralità che su effetti dall'estetica televisiva, o ricerche al confine tra danza e circo, sempre però con un forte riguardo verso la componente musicale.

Si inseriscono nuovi esercizi circensi e musiche moderne, tzigane, rock, new age, sovente e volentieri suonate da esecutori dal vivo, generando una forte richiesta, una moda che piace e fa avvicinare a questo mondo giovani e meno giovani, ed un forte cambiamento culturale, con l'avvicinamento al teatro "colto".

Principali caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Per un gran numero di spettatori a partire dalla fine del Novecento, prevalentemente adulti ma non solo, il fascino del circo tradizionale tende a risultare desueto.Il nouveau cirque , invece, attraverso le sperimentazioni originarie dei "Bidon", "Dromesko", "Bartabas" che rivoluzionarono i fondamenti rinunciando anche all’uso di animali, propone oggi nei singoli numeri, in esperienze e in progetti organici e complessi portati avanti con ambzione a coerenza, indipendenza e successo da "Le cirque du soleil" o "Le cirque Baroque" (ed altre compagnie non meno significative e importanti), un modo nuovo d’intendere e fare spettacolo: con accenti verso un risultato magico, sorprendente, evocativo.


Le coreografie hanno un'importanza fondamentale. Mostrano la grazia e insieme la forza, la resistenza del corpo quasi sino a superarne i limiti. Tutto contribuisce a valorizzarlo, a dare senso e spessore alla storia che racconta, ad esaltarne i virtuosismi, le capacità ginniche e acrobatiche, la bellezza scultorea, la vocazione narrativa, poetica, talvolta trascendente: i costumi, il trucco, l'uso sapiente delle luci, le scenografie, l'attrezzeria, le scelte musicali spesso inedite, affidate alla voce e agli strumenti di autori e interpreti di particolare valore.

Il lavoro di questi artisti tende a fuggire naturalmente le definizioni, le catalogazioni. Il nouveau cirque nasce dalla tradizione, se ne separa e traccia un suo percorso personalissimo, fondendo insieme tutti i generi e tutte le discipline (visive, drammaturgiche, musicali, acrobatiche, atletiche) scrive uno dei capitoli più interessanti e affascinanti dell’arte contemporanea.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jean-Michel Guy, Avant-garde, Cirque! Les arts de la piste en révolution, Editions Autrement, Parigi, 2001, ISBN 2-74670-141-3
  • Paolo Simonazzi, Circo Bidone, Reggio Emilia, SOCIETAS collana di ZOOLIBRI, 2003
  • Leonardo Angelini, L'attore-giocoliere, da Enrico Rastelli al Nuovo Circo, Un mondo a parte, Roma, 2008
  • Raffaele De Ritis, Storia del Circo. Dagli acrobati egizi al Cirque du Soleil, Bulzoni, Roma, 2008
  • Alessandro Serena, Storia del Circo, Bruno Mondadori, Milano, 2008
  • GUY Jean-Michel e ROSEMBERG Julien, Le Nuancier du Cirque. DVD co-edito da CNAC, Scéren-CNDP e HorsLesMurs (2010).
  • KLEIN Véronique e HIVERNAT Pierre, Panorama du cirque contemporain. Éditions Textuel, Paris (2010).