Moschophoros

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Il Moschophoros

Il moschophoros (da μοσχος, vitello: "portatore di vitello") è una scultura greca di età arcaica; il corpo fu rinvenuto sull'Acropoli di Atene nel 1864, la base nel 1864, die Basis 1887 negli scavi a sud-est dell'Acropoli nella cosiddetta colmata persiana. La statua è ora conservata nel museo dell'acropoli di Atene.

Risale al 560 o 550 a.C. (per la precisione, risalirebbe agli anni immediatamente posteriori il 566 a.C., anno della riorganizzazione delle grandi Panatenee).

La statua è in marmo dell'Imetto e ha un'altezza di 1,65 m.

La figura originariamente era policroma, con occhi di pasta vitrea, avorio e osso. Ai piedi di questa scultura si legge: "Rhombos, figlio di Palos ha dedicato". L'occasione della dedica fatta ad Atena è incerta: potrebbe trattarsi di un vincitore di una gara che aveva come premio un vitello o di un sacrificio in onore della dea.

Da notare la disposizione chiastica delle braccia del giovane e del vitello sulle sue spalle, le partiture orizzontali dell'addome del moschophoros e le forme corporee (specie delle spalle) ben definite, benché coperte dal mantello.

In questa scultura viene rappresentato un uomo che porta sulle spalle un vitello. Il viso dell'uomo presenta il cosiddetto "sorriso arcaico" (utile per l'arrotondamento degli occhi e della bocca) e lo sguardo diritto. Tra le gambe del vitello e le braccia dell'uomo si viene a formare una sorta di X, simbolo di dinamicità. Inoltre, il mantello addolcisce i lineamenti e crea una continuità tra il gomito e il bacino.

Il moschophoros è realizzato in scultura Attica, che risale al quarto secolo.

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