Michael Hudson

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Michael Hudson (1939, Chicago, Illinois) è un economista statunitense.[1]

Cenni biografici[modifica | modifica sorgente]

Michael Hudson è professore emerito di Economia presso l'Università del Missouri-Kansas City. È stato analista finanziario e consulente finanziario a Wall Street, ed è presidente dell'Istituto per lo Studio delle Tendenze Economiche di Lungo Termine (Institute for the Study of Long-term Economic Trends - ISLET).[2][3]

Il pensiero economico[modifica | modifica sorgente]

Il conflitto tra finanza e produzione[modifica | modifica sorgente]

Hudson afferma che il mondo della finanza svolge un ruolo chiave nello spingere all'adozione, da parte dei governi, di politiche economiche finalizzate a ridurre la capacità produttiva sia degli USA sia degli stati europei in modo consistente. La finanza parassitaria si interessa all'economia reale con il fine precipuo di determinare quanta ricchezza sia possibile estrarre dall'industria e dal lavoro per via di tasse, interessi e acquisizioni di beni di pubblica utilità, piuttosto che con la finalità di fornire i capitali necessari ad aumentare la produzione e la capacità produttiva. Hudson ritiene inoltre che la "magia dell'interesse composto" abbia come effetto quello di far aumentare il debito in modo esponenziale, provocando così sia la sottrazione di una quota sempre crescente della ricchezza prodotta nell'ambito dell'economia reale, dall'industria e dal mondo della produzione e del lavoro sia, in ultima analisi, l'impossibilità di ripagare tale debito. In altri termini, le nazioni vengono sospinte a salvare sistematicamente i soggetti creditori, ossia la finanzia parassitaria e il settore bancario commerciale, a scapito dei soggetti debitori, ossia lavoratori, famiglie e imprese che soffrono per il costante aumento dell'imposizione fiscale e per la mancanza di infrastrutture che consentano un aumento di efficienza nel lavoro e nella produzione.

Le conseguenze economiche dell'austerità[modifica | modifica sorgente]

Secondo Hudson, il Washington Consensus incoraggia FMI e Banca mondiale a imporre piani di austerità a cui gli USA si sottraggono grazie alla posizione dominante goduta dal dollaro statunitense nell'ambito dell'economia mondiale. Tali piani mirano a sottoporre le altre nazioni a pratiche commerciali sleali finalizzate allo sfruttamento delle risorse naturali di questi paesi e alla privatizzazione delle loro infrastrutture pubbliche, vendute a prezzi di saldo dagli stati così ridotti in posizione di difficoltà debitoria.[4]

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

  • Super Imperialism: The Economic Strategy of American Empire
  • Global Fracture: The New International Economic order
  • Super Imperialism - New Edition: The Origin and Fundamentals of U.S. World Dominance
  • Global Fracture: The New International Economic order, Second Edition
  • The Fictitious Economy

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Speculazioni finanziarie/ Gli economisti della MMT: le banche sono contro le Pmi e i cittadini. Dì la tua - Affaritaliani.it
  2. ^ Scholars | Levy Economics Institute of Bard College
  3. ^ Hudson CV
  4. ^ Die Herrschaft der Finanzoligarchie: Der Krieg der Banken gegen das Volk - Feuilleton - FAZ

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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