Manfred (Byron)

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Manfred
Titolo originale Manfred
Altri titoli Manfredi
Lord Byron in Albanian dress.jpg
Ritratto di Byron
Autore George Gordon Byron
1ª ed. originale 1817
Genere poema
Lingua originale inglese

Manfred (in italiano anche Manfredi - Manfredo) è un poema drammatico in tre atti scritto da Lord Byron alla fine del 1816 e pubblicato nel 1817. Byron stesso l'aveva definito un "poema metafisico".

Ritratto del pellegrinaggio di Manfred

Esso contiene elementi fantastici che ben si adattano alla popolarità che le storie di fantasmi avevano all'epoca. Alcuni critici considerano Manfred come autobiografico o addirittura confessionale poiché nel protagonista torturato dal senso di colpa per un crimine indicibile, rivedono l'autore nel periodo successivo al fallimento del suo matrimonio quando decise di dedicarsi alla composizione dell'opera.

Nel 1848 Robert Schumann iniziò a comporre le musiche di scena per Manfred. Nacque così una partitura con un’ouverture e 15 numeri suddivisi in 3 parti con 8 melologhi (dove cioè il testo è recitato su un accompagnamento musicale), 4 cori, 2 brani vocali ed un intermezzo strumentale. Il compositore scriveva a Liszt: «Bisognerebbe annunciarlo al pubblico non come opera o Singspiel o melologo, bensì come «poema drammatico con musica. Sarebbe qualcosa di completamente nuovo e mai udito». La sola ouverture venne eseguita per la prima volta al Gewandhaus di Lipsia il 14 marzo 1852, poi fu Liszt a dirigere l’intero lavoro il 13 giugno successivo a Weimar. Čajkovskij ne trasse una sinfonia nel 1885, mentre nel 1973 Carmelo Bene ne fece una sua versione per il teatro.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Manfred è un giovane nobile esperto di magia e di letteratura, che proviene dall'Inghilterra. Egli non sopporta l'esistenza, tanto meno ciò che succede nel mondo. Solo il suo amore per Astarte lo tiene in vita e lo costringe ad affrontare un duro viaggio quando lei muore. Manfred non sa come ritrovare la sua amata e così intraprende attraverso le Alpi numerosi viaggi, completamente inutili. Desideroso di morire, egli tenta il suicidio, ma a causa dei suoi poteri magici egli non perisce mai. Ormai allo stremo delle forze Manfred invoca l'aiuto dell'amata Astarte affinché questa gli porti il sonno eterno dopo la sua morte. Astarte non gli promette nulla e lo congeda con una frase: "Manfredi, addio!". Manfred perisce nel dolore e nelle lacrime.

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