Malthusianesimo

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Il malthusianesimo è una dottrina economica che, rifacendosi all'economista inglese Thomas Malthus, attribuisce principalmente alla pressione demografica la diffusione della povertà e della fame nel mondo.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Disparità tra risorse prodotte e aumento geometrico della popolazione[modifica | modifica wikitesto]

La teoria malthusiana si fa assertrice di un energico controllo delle nascite e auspica il ricorso a strumenti tesi a disincentivare la natalità, al fine di evitare il deterioramento dell'ecosistema terrestre e l'erosione delle risorse naturali non rinnovabili. Ralph Waldo Emerson criticò il malthusianesimo osservando che esso non contemplava l'incremento della capacità inventiva e tecnologica dell'essere umano.

Nel Saggio sul principio della popolazione, scritto nel 1798, Malthus sostiene che la crescita demografica non è ricchezza per lo stato, come credeva la maggior parte degli studiosi dell'epoca, mentre il più recente cornucopianesimo ha sostenuto la tesi opposta, pensando alla crescita esponenziale della popolazione come a un fatto positivo per lo sviluppo umano.

Malthus afferma che mentre la crescita della popolazione è geometrica, quella dei mezzi di sussistenza è solo aritmetica. Una tale diversa progressione condurrebbe a uno squilibrio tra risorse disponibili, in particolar modo quelle alimentari, e capacità di soddisfare una sempre maggiore crescita demografica. La produzione delle risorse non potrà sostenere la crescita della popolazione: una sempre maggiore presenza di esseri umani produrrà, proporzionalmente, una sempre minore disponibilità di risorse sufficienti a sfamarli.

Tutto ciò può portare, secondo Malthus, a un progressivo immiserimento della popolazione.

Freni demografici[modifica | modifica wikitesto]

Per prevenire tale povertà possono essere efficaci freni "preventivi" (ovvero freni che agiscono ex ante prevenendo l'abnorme sviluppo demografico) che pongano impedimenti morali alla riproduzione (come il posticipo dell'età matrimoniale e la castità prematrimoniale) [1], ovvero freni repressivi (come le guerre, carestie e epidemie) [2]. Le classi dirigenti del tempo furono propense per questi motivi, e in considerazione della necessità di un argine all'incremento demografico, a giustificare le condizioni di precarietà in cui versava la popolazione. [senza fonte]

Malthus considerava dannosa la politica assistenziale dell'Inghilterra nei confronti dei poveri: questa non faceva altro che aumentare lo sviluppo demografico, foriero di una dannosa sovrappopolazione.[3]

Con il termine "malthusianesimo" o "neo-malthusianesimo" (termine associato a un risveglio della teoria malthusiana in coincidenza con il dibattito portato dalla convocazione, su impulso dell'ONU, della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo a Bucarest nel 1974) vengono oggi indicate quelle teorie che, ispirandosi a Malthus, attribuiscono la povertà allo squilibrio tra la crescita della popolazione e lo sviluppo delle risorse[4].

Inoltre, i fattori demografici, il sovrappopolamento e lo squilibrio popolazione-economia sarebbero ritenuti i responsabili dei movimenti migratori.

Uno dei primi critici delle teorie malthusiane fu Karl Marx ne Il Capitale definendo l'"Essay on Population" «un superficiale plagio, declamazione da scolaro o meglio da prete, delle opere di Defoe, Sir James Steuart, Townsend, Franklin, Wallace, etc., e non contiene ‘neanche una sola posizione originale’» [5]; e altri motivarono in modo scientifico che il progresso nella scienza e nella tecnologia avrebbero consentito una crescita esponenziale indefinita della popolazione. "Non vi sono limiti allo sviluppo" è l'espressione, in polemica con lo slogan del Club di Roma, di una serie di articoli pubblicati nel corso degli ultimi decenni da parte del movimento internazionale di Lyndon LaRouche al fine di dimostrare la fondatezza di queste motivazioni e proporre una politica coerente di progresso e sviluppo, oltreché denunciare le vere intenzioni che animano le politiche di austerità [6] [7] [8] [9].


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ad esempio a pag. 20 dell'edizione del 1798 ([1]): "The preventive check appears to operate in some degree through all the ranks of society in England. There are some men, even in the highest rank, who are prevented from marrying by the idea of the expenses that they must retrench, and the fancied pleasures that they must deprive themselves of, on the supposition of having a family.
  2. ^ A pag. 23: "The positive check to population, by which I mean the check that represses an increase which is already begun, is confined chiefly, though not perhaps solely, to the lowest orders of society."
  3. ^ Ad esempio a pag. 24 dice "To remedy the frequent distresses of the common people, the poor laws of England have been instituted; but it is to be feared, that though they may have alleviated a little the intensity of individual misfortune, they have spread the general evil over a much larger surface."
  4. ^ Salvatore Calafiore, I problemi demografici senza ideologia Elapsus Cultural Webzine
  5. ^ K. Marx, Il capitale : critica dell'economia politica, a cura di Eugenio Sbardella, Roma, Newton Compton, 2010, libro I, nota 75. ISBN 978-88-541-1167-7
  6. ^ Steven Bardwell, The World Needs 10 Billion People. A Scientific Refutation of 'Global 2000'., Fusion, Vol. 4, N. 11, September 1981, pp. 24-33 [2]
  7. ^ Lyndon H. LaRouche Jr., Helga Zepp-LaRouche et al., There Are No Limits to Growth, 1983 [3]
  8. ^ Ralf Schauerhammer, Why There Really Are No Limits to Growth, 21st Century Science and Technology, Spring 2002 [4]
  9. ^ Jason Ross, Meghan Rouillard, Creating a Fusion Economy: There Are No Limits to Growth, Executive Intelligence Review, Vol. 40, No. 44, November 8, 2013 [5]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pasquale Rossi, Compendio di geografia generale, Bari, Cacucci 2010 ISBN 8884229677

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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