La parola amore esiste

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La parola amore esiste
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1998
Durata 87 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Mimmo Calopresti
Soggetto Heidrun Schleef e Mimmo Calopresti
Sceneggiatura Francesco Bruni, Doriana Leondeff, Heidrun Schleef e Mimmo Calopresti
Fotografia Alessandro Pesci
Montaggio Massimo Fiocchi
Musiche Franco Piersanti
Scenografia Alessandro Marrazzo
Interpreti e personaggi

La parola amore esiste è un film del 1998 diretto da Mimmo Calopresti.

È stato presentato nella Quinzaine des Réalisateurs al 51º Festival di Cannes.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Angela, una trentenne borghese, frequenta lo studio di uno psicoanalista, spinta dalle molte incertezze, paure e fisse che le hanno segnato e al tempo stesso riempito la vita. Nello stesso condominio dello studio incontra Marco, un insegnante di violoncello e se ne innamora; comincia ad inviargli lettere d'amore anonime, a spiarlo da lontano, ma il tutto si rivela inutile perché Marco si invaghisce di una sua allieva, credendola autrice delle lettere e dando vita ad un malinteso. Angela decide di terminare i colloqui con lo psicoanalista, reputandoli inutili o peggio ancora nocivi e, su consiglio della madre, si ritira in una clinica privata fuori città, sperando di ritrovare la serenità che le manca. Ma anche quest'ultima scelta non si rivela azzeccata e, in compagnia di Sara, una degente della clinica innamorata del suo avvocato, prende la decisione di ritornarsene a casa. Durante il viaggio di ritorno, Marco ed Angela si incontrano per puro caso e tutti e tre intraprendono insieme un tratto di strada, con la verità sulle lettere che salta inevitabilmente fuori. Sara, colta dall'ansia e consapevole di non essere ancora pronta per tornare a casa, decide di tornarsene alla clinica; la macchina di Marco resta senza benzina, lui ed Angela, rimasti soli, la spingono a mano fino ad una pompa di benzina.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

  • Commedia fine di nevrosi incrociate dove i temi sono sfiorati con la leggerezza delle mezze tinte, di tono francese più che italiano. Ottima la Bruni Tedeschi. Commento del dizionario Morandini che assegna al film tre stelle su cinque di giudizio.[2]
  • Tutto è al proprio posto, sussurrato, pulito, discreto, puntuale. Riconferma di Bentivoglio e magnifica sorpresa per la straordinaria Bruni Tedeschi .Commento del dizionario Farinotti che assegna al film tre stelle su cinque di giudizio [3]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Quinzaine 1998, quinzaine-realisateurs.com. URL consultato l'11 agosto 2011.
  2. ^ Commento de Il Morandini su Mymovies.it
  3. ^ Il Farinotti 2009 su mymovies.it[1]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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