La linea della bellezza

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La linea della bellezza
Titolo originale The Line of Beauty
Autore Alan Hollinghurst
1ª ed. originale 2004
Genere romanzo
Lingua originale inglese

La linea della bellezza è un romanzo dello scrittore inglese Alan Hollinghurst: con questa opera, l'autore si è aggiudicato il Booker Prize nel 2004.

Il titolo[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo deve il suo titolo ad un saggio del pittore satirico inglese William Hogarth. In L'analisi della bellezza (1753) Hogart descriveva la bellezza come un'entità decorativa ma non strutturale, paragonandola quindi alla linea architettonica e pittorica della doppia curva, o curva a S.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Siamo nel boom dei lisergici anni ottanta e il giovane Nick Guest, brillante neolaureato a Oxford, è un privilegiato: grazie alle amicizie strette al college vive a Londra, ospite nella casa della famiglia Fedden, il cui patriarca, Gerald, è un deputato conservatore, eletto al Parlamento dopo l'Elezione Generale del 1983. Innamorato fino all'adorazione di Margaret Tatcher, come tutti i suoi compagni di partito, Gerald si gode la ricchezza, la fama e il prestigio in un momento troppo cristallino per non essere destinato a frantumarsi. Parallelamente, Nick, esteta innamorato della bellezza ed infatuato del lusso, intreccia prima una relazione burrascosa con un giovane impiegato di colore e, in seguito, si lega ad un suo vecchio compagno di Oxford, Wani Ouradi, figlio di un miliardario libanese. Dopo una breve apparizione in scena di Margaret Tatcher in persona, durante un azzimato ballo di società, il mondo dei Fedden inizia a sgretolarsi, roso da scandali economici e sessuali e la stessa relazione fra Nick e Wani viene sbandierata sulle pagine dei giornali, suscitando l'ira conservatrice della famiglia Fedden e svelando l'impietosa ipocrisia del loro finto liberalismo. E mentre gli anni '80 volgono alla fine e lo spettro dell'AIDS inizia a mietere vittime, Nick si accorge in un pomeriggio d'autunno di che bene effimero e sfuggente, e proprio per questo meraviglioso, sia la bellezza.

Commento[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima parte del romanzo, "L'accordo dell'amore", Hollinghurst si sofferma sull'educazione sentimentale del giovane Nick, gay e fine esteta, con un giovane proletario che lo inizia all'amore e al sesso in modo rude e sbozzato. Nella seconda parte, "Da che dipenderà tanta bellezza?", il quadro si amplia e abbraccia gli interi anni '80, gli anni della cocaina, della speculazione economica, di Margaret Tatcher: il tono di questa sezione è quello ironico e caustico di una satira sociale. Ma lo spettro della decadenza - perché tanta bellezza non può che essere anche selvaggiamente effimera - aspetta dietro l'angolo di una strada.

Nella terza parte, "La fine della strada", lo sfacelo delle illusione è completo: infranto lo specchio - refrain costante del libro -, il mondo dorato della famiglia Fedden si rivela per quello che è, un microcosmo di potere e ipocrisia, veleni e scandali occultati. E la triade sesso-droga-ricchezza si mostra come un serpente che si mangia la coda: l'AIDS inizia a mietere vittime e l'opinione pubblica deve scontrarsi coi propri scheletri nell'armadio.

Nel finale del libro, Nick Guest, che già sente su di sé l'ombra dell'oblio e della morte, contempla il mondo che, nonostante tutto, continua a scorrere e prova un amore sconfinato per tutta questa bellezza.

Come pensava William Beckwith alla fine del precedente romanzo La biblioteca della piscina (non a caso ambientato nell'estate del 1983, l'ultima del suo tipo che mai ci sarebbe stata): "Tante cose erano finite, tante erano andate storte o male; eppure lo splendido pomeriggio di giugno continuava inesorabile, diventava più sereno, più cristallino".