La ballata del Cerutti
| La ballata del Cerutti | |
|---|---|
| Artista | Giorgio Gaber |
| Autore/i | Giorgio Gaber-Umberto Simonetta |
| Genere | Musica leggera |
| Pubblicazione | |
| Incisione | - |
| Data | 1960 |
| Durata | - |
La ballata del Cerutti è stato probabilmente il primo grande successo di Giorgio Gaber, che scrisse il brano in coppia con Umberto Simonetta, ambientando il protagonista della canzone nel Giambellino il quartiere milanese ove Gaber abitava al tempo e la sua figura è rimasta nella memoria collettiva come esempio di balordo venendo per questo utilizzata anche in racconti noir ambientati nel milanese [1].
Il brano (Gaber-Simonetta, 1960) è probabilmente in re maggiore, anche se la versione più facilmente reperibile sembra essere in mi bemolle maggiore. Il tempo è un 4/4, e la sua struttura è
Intro (parlato) - Rit. - Strofa 2 - Rit. - Strofa 1 - Strofa 2 - Rit. - Strofa 1 - Strofa 2 - Rit. - Outro
Il brano è una ballata, come del resto già indicato nel titolo stesso e nell'introduzione; viene usata una chitarra in stile banjo, e la successione di accordi ricorda molto il country & western. In realtà non c'è nemmeno una grandissima differenza tra strofa e ritornello, proprio come in una tipica ballata. Andando più nel dettaglio, vediamo le strutture armoniche presenti.
Indice |
[modifica] Intro
L'introduzione è parlata, mentre in sottofondo vengono eseguiti gli accordi della Strofa 2. La storia è ambientata nella periferia milanese dei primi anni sessanta, il protagonista è chiamato con cognome e nome (come se si dovesse fare l'appello o avere una citazione in tribunale), il nome - Gino Cerutti - è comunissimo e non fa certo immaginare un personaggio straordinario.
[modifica] Ritornello
|Re | | La |Re | Sim7 |Mi7 La7 |
Re: I V I vi V-di-V V
|Re Sol |Re |Mi7 La7 |Re Sol |Re | La7 ||
Re: I IV I V-di-V V I IV I V
Il ritornello è formato da 10 battute, e con una serie di accenti particolare: si inizia a cantare ad esempio a metà della battuta prima di quella iniziale, che tra l'altro è quasi "senza accordi": si aspetta il colpo di grancassa per sottolineare che è proprio il Cerutti Gino! Gli accordi sono quelli standard per una ballata: l'unica variante, che comunque non è poi così strana, consiste nella cadenza un po' allungata. Per due volte, infatti, viene utilizzato il Mi7, mentre in questa tonalità dovrebbe apparire il mi minore. Lasciarlo in maggiore rafforza la cadenza finale, così come il passaggio Re-Sol-Re sottolinea il termine del ritornello, in attesa della ripresa della strofa... indicata dall'accordo di La7.
[modifica] Strofa 1 e Strofa 2
|Re | |Mi7 |La7 |
Re: I V-di-V V
|Re Sol |Re |Mi7 La7 |Re Sol |Re Sol |Re | La7 ||
Re: I IV I V-di-V V I IV I IV I V
Nella strofa si riprende più o meno la struttura degli accordi del ritornello, anche se nella prima parte si rimane per qualche battuta fermi sulla tonica. Il finale viene molto allungato, come se il narratore avesse bisogno di un po' di tempo per ricordarsi come va avanti la storia. È interessante notare che la prima volta viene cantata una sola strofa, e che quando arriva il ritornello si lascia perdere lo stacchetto musicale. La struttura degli accordi diventa così
|Re | |Mi7 |La7 |
Re: I V-di-V V
|Re Sol |Re |Mi7 La7 |Re ||
Re: I IV I V-di-V V I
[modifica] Coda
Il finale della canzone riprende gli accordi del ritornello, ma con semplici strappate e cantata ad libitum, fino alla cadenza finale che riprende il tempo iniziale.
[modifica] Note
- ^ Si veda per esempio Massimo Cassani, Sottotraccia. Le inchieste del commissario Micuzzi, Sironi Editore, 2008