LOOM

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Loom
Loom.png
Immagine della versione VGA in inglese.
Sviluppo Lucas Arts
Pubblicazione Lucas Arts
Ideazione Brian Moriarty
Data di pubblicazione 1990
Genere Avventura grafica
Tema fantasy
Piattaforma Amiga, MS-DOS, Mac OS, Atari ST, TurboGrafx 16
Supporto floppy disk, CD-Rom

LOOM è un'avventura grafica prodotta e pubblicata nel 1990 dalla Lucasfilm Games (ora nota come LucasArts). È stato il quarto gioco ad usare il motore di gioco SCUMM. A capo del progetto fu Brian Moriarty, un ex dipendente della Infocom ed autore di alcune avventure testuali divenute dei classici, come Wishbringer (1985), Trinity (1986) e Beyond Zork (1987).

Trama[modifica | modifica sorgente]

In un mondo antico, la gente vive chiusa nel proprio clan e disdegna i contatti con altri popoli. Una donna appartenente alla corporazione dei tessitori decide di sfruttare il più grande segreto del proprio clan, e "tesse" nel destino la nascita di un figlio. In seguito a questa grave colpa, viene immediatamente bandita dal villaggio ma il bambino, Bobbin Threadbare, rimane nel clan accudito dalla madre adottiva Hetchel. Il giorno del diciassettesimo compleanno di Bobbin, Hetchel viene trasformata in un cigno per castigo dagli anziani della gilda, che subito dopo vengono anch'essi misteriosamente trasformati in uccelli e fuggono attraverso un varco dimensionale, subito seguiti da Hetchel. Bobbin si trova costretto a imparare le arti magiche e a viaggiare per il mondo cercando di fermare l'avvento del Caos.

Modalità di gioco[modifica | modifica sorgente]

Sul classico modello di interfaccia delle avventure grafiche è stato innestato un elemento innovativo: le azioni devono essere svolte riproducendo un motivo musicale. Gli scenari suggeriscono nuovi motivi (nel contesto del gioco sono chiamati "trame", proponendo così un parallelo con il mondo dei tessitori) che possono essere suonati, una volta raggiunto il sufficiente livello di esperienza, per ripetere i fenomeni osservati. La melodia, ripetuta al contrario, può essere utilizzata per ottenere l'effetto opposto; le azioni non "invertibili" sono associate a un motivo con costrutto palindromo.

Seguiti[modifica | modifica sorgente]

Loom fu un buon successo commerciale, almeno a quanto riporta l'autore Brian Moriarty.[1] Non era tuttavia stato pianificato alcun sequel, benché Moriarty, a gioco ultimato, cominciò a partorire qualche idea su due possibili seguiti.[1] Il primo gioco si sarebbe intitolato Forge, con protagonista Rusty Nailbender, il giovane fabbro che Bobbin incontra nel primo gioco. Aiutato proprio dal tessitore (sotto forma di cigno), Rusty avrebbe dovuto strappare la Forgia dalle grinfie del Caos, che se ne appropria in Loom, trasformandola nella sua fortezza volante. L'ultimo capitolo avrebbe dovuto chiamarsi The Fold, con personaggio principale la pastoressa Fleece Firmflanks. La trilogia sarebbe culminata con una battaglia di dimensioni epiche, con Rusty, Fleece, gli anziani tessitori e tutte le gilde unite sotto un'unica bandiera per sconfiggere Caos. Dopo la vittoria, Bobbin sarebbe divenuto capo dei tessitori, mentre Fleece e Rusty si sarebbero sposati. Tuttavia Moriarty era già impegnato con altri progetti e perse presto interesse per questi due potenziali seguiti. Nessun altro si sentiva in grado di portarli avanti in sua vece e perciò tutto quanto fu abbandonato.

Negli anni ci sono stati alcuni tentativi da parte dei fan di creare sequel amatoriali, per la gran parte con storie totalmente originali. Nessuno di questi progetti è arrivato però alla conclusione.

Attualmente, il team Quill O' The Wisp sta lavorando al progetto freeware Forge: Loom Sequel, di cui è già stato rilasciato il primo capitolo (Forge: Chapter One). Il gioco segue in modo preciso i pochi elementi della storia delineati da Moriarty, e cerca di mantenere centrale l'originalità dell'interfaccia, che era sempre stata uno dei punti di forza di Loom. In Forge: Loom Sequel, anziché suonare le trame per mezzo di un bastone, il giovane Rusty interagisce con l'ambiente disegnando diagrammi per mezzo dei Guanti dei Fabbri.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Brian Moriarty - Interview - Adventure Classic Gaming, 15 settembre 2006. URL consultato il 29 maggio 2012.
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