Jiri Pelikan

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Jiři Pelikan (Olomouc, 7 febbraio 1923Roma, 26 giugno 1999) è stato un attivista cecoslovacco, promotore della "Primavera di Praga" del 1968, condannato all'esilio in Italia, da dove si batté per il ripristino delle libertà democratiche nella Cecoslovacchia governata dal regime comunista.

Giornalista, entra nella gioventù comunista nel 1939 e partecipa alla Seconda guerra mondiale, durante la quale viene incarcerato dai nazisti. Dal 1955 al 1963 è presidente dell'Unione Studenti, successivamente è direttore della televisione cecoslovacca; dal 1964 al 1969 è deputato al Parlamento.

Nel 1968, allontanato dall'incarico di direttore tv, diventa consigliere d'ambasciata a Roma, dove chiede e ottiene l'asilo politico; otterrà la cittadinanza italiana nel 1977.

In Italia è stato europarlamentare del Partito Socialista Italiano, eletto alle elezioni europee del 1979, poi riconfermato nel 1984, per le liste del PSI. È stato membro della Commissione giuridica, della Commissione per le relazioni economiche esterne, della Delegazione per le relazioni con i paesi del Magreb, della Commissione per la gioventù, la cultura, l'educazione, l'informazione e lo sport, della Commissione per il regolamento e le petizioni, della Delegazione per le relazioni con i paesi membri dell'ASEAN e dell'Organizzazione interparlamentare dell'ASEAN (AIPO).

Ha aderito al gruppo parlamentare "Gruppo Socialista".


Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 100298679 LCCN: n50009027

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie