Jan Władysław Woś

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Woś nel 1996.

Jan Władysław Woś (Varsavia, 19 aprile 1939) è uno storico, docente universitario, saggista, scrittore, bibliofilo e collezionista polacco.

Indice

Biografia [modifica]

Si è laureato nel 1967 presso la Facoltà di Filosofia dell'Università di Varsavia con una tesi sulle concezioni filosofiche di Dante Alighieri. Qui ha avuto come insegnanti Jan Legowicz, Leszek Kołakowski e Adam Schaff. Ha poi studiato a Milano, Lovanio, Firenze, Pisa e Napoli.

Woś al Cairo nel 1979.

A Lovanio ha collaborato a un lavoro d’équipe sulla tipologia delle fonti medievali (“Typologie des sources du Moyen Âge occidental”), diretto Fernand Van Steenberghen e da Léopold Genicot. Si è perfezionato in latino medievale e umanistico presso la Scuola Normale Superiore di Pisa con Guido Martellotti (1970-72). È stato borsista della Fondazione Alexander von Humboldt (Alexander von Humboldt Stiftung). Ha insegnato come professore di Storia dell'Europa orientale nelle Università di Pisa (1976-1987), Heidelberg (1985-1986), Trento (1987-2009) e Venezia (1990-91). Ha partecipato a spedizioni antropologiche in Africa e Amazzonia.

Al centro delle sue ricerche sono la storia della Polonia nel Cinquecento e la storia della Chiesa e delle relazioni polacco-italiane. È autore di numerosi saggi e libri in diverse lingue, principalmente in italiano. Accanto all'impegno didattico e scientifico ha svolto un'intensa attività divulgativa della storia e della cultura della Polonia, attraverso seminari, conferenze e articoli di giornale. Nel marzo 1990 ha fondato l'Associazione Culturale Italia-Polonia di Trento e il Centro di Documentazione sulla storia dell'Europa orientale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Trento, con una biblioteca specializzata.

Ewa Olszewska-Borys
(medaglia in bronzo, 1992)

Dal 1987 è cittadino italiano. Nel 2002 gli è stata conferita la laurea honoris causa della Polish University Abroad di Londra[1].

È membro della Société Historique et Littéraire Polonaise - Bibliothèque Polonaise de Paris e della Polskie Towarzystwo Naukowe na Obczyźnie (Polish Society of Arts and Sciences Abroad) di Londra. Possiede una vasta collezione di incisioni a tematica polacca, di pergamene (che datano dal X al XVI secolo) e di carte geografiche della Polonia[2].

Volumi miscellanei di saggi in suo onore sono stati pubblicati in occasione del cinquantesimo[3], sessantesimo[4] e settantesimo[5] compleanno.

Dal settembre 1955 tiene un diario del quale sono stati pubblicati frammenti.[6]

Dal 2008 è in pensione e dallo stesso anno ha iniziato a scrivere racconti, saggi storici e corrispondenze su mostre nella sua lingua natale, pubblicati sulle principali riviste letterarie polacche, come Twórczość, Akcent, Odra.

È autore di un volume di ricordi del periodo liceale relativo agli anni 1954-1958 pubblicato dalla casa editrice Państwowy Instytut Wydawniczy.[7]

Una raccolta di suoi racconti, con alcuni testi autobiografici, è stata pubblicata nel 2012 dalle edizioni Test di Lublino.[8]

Opere principali [modifica]

  • Andreas Laskarz und seine Einführungsrede für die Schameitengesandtschaft, Pisa 1972.
  • Dispute giuridiche nella lotta tra la Polonia e l'Ordine Teutonico (Introduzione allo studio di Paulus Wladimiri), presentazione di C. Violante, Firenze, Licosa, 1979.
  • Itinerario in Polonia del 1596 di Giovanni Paolo Mucante cerimoniere pontificio (Parte prima: Cracovia), (Fonti e studi di storia legislazione e tecnica degli archivi moderni, 18), Roma, Centro di ricerca pergamene medioevali e protocolli notarili, 1981.
  • Vincenzo da Kielce, O.P., La “Vita minor” di S. Stanislao vescovo, intr., trad. e note di Jan Władysław Woś, ed. riv., Siena, Cantagalli, 19832.
  • Die Nuntiatur des Annibale di Capua in Polen von 1586 bis 1591 im Spiegel seiner Briefe, “Zeitschrift für Ostforschung”, anno 35 (1986), fasc. 3, pp. 346–402.
  • In finibus Christianitatis. Figure e momenti di storia della Polonia medioevale e moderna, Firenze, Città di Vita, 1988.
  • La Polonia. Studi storici, Pisa, Giardini, 1992.
  • Alessandro di Masovia vescovo-principe di Trento (1423-1444). Un profilo introduttivo. Nuova ed. riv. e ampl., Pisa, Giardini, 19942.
  • Die Entstehung der Universität Krakau, Trient, Editrice Università degli Studi di Trento, 19942.
  • La nonciature en Pologne de l'archevêque Hannibal de Capoue (1586-1591), Trento, Editrice Università degli Studi di Trento, 1995.
  • Adalbert et Stanislas saints patrons de la Pologne, Avant-propos de card. J. Glemp, Paris, Éditions du Dialogue, 1998.
  • Silva rerum. Sulla storia dell'Europa orientale e le relazioni italo-polacche, Trento, Editrice Università degli Studi di Trento, 2001.
  • Santa Sede e corona polacca nella corrispondenza di Annibale di Capua (1586-1591), Trento, Editrice Università degli Studi di Trento, 2004.
  • “Florenza bella tutto il vulgo canta”. Testimonianze di viaggiatori polacchi, Trento, Editrice Università degli Studi di Trento, 2006.
  • Nuncjusz, “Twórczość”, anno 65 (2009), n. 7 (764), pp. 88–101.
  • Ze wspomnień ucznia Liceum Kołłątaja w Warszawie (1954-1958), Warszawa, PIW, 2011.

Racconti [modifica]

  • Homer, “Akcent. Literatura i Sztuka”, anno 30 (2009), n. 1 (115), pp. 46–62.
  • Sympozjum w Cassino, “Odra”, anno 49 (2009), n. 11 (575), pp. 78–84.
  • Kwiatuszek Pana Jezusa, “Akcent. Literatura i Sztuka”, anno 31 (2010), n. 2 (120), pp. 59–70.
  • Wieczór z niespodziankami, “Twórczość”, anno 66 (2010), n. 10 (779), pp. 20–36.
  • Ogrodnik, “Akcent. Literatura i Sztuka”, anno 32 (2011), n. 3 (125), pp. 86–93.

Collegamenti esterni [modifica]

Onorificenze [modifica]

Croce di Comandante dell'Ordine della Polonia Restituta - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Comandante dell'Ordine della Polonia Restituta
— 1999

Note [modifica]

  1. ^ Cfr. Hic est permagnus dies festus. Przemówienie wygłoszone w Londynie 19 lipca 2002 z okazji nadania tytułu doktora honoris causa przez Polski Uniwersytet na Obczyźnie (Discorso pronunciato a Londra il 19 luglio 2002 in occasione del conferimento del titolo di dottore honoris causa da parte dell'Università Polacca all'Estero), London, The Polish University Abroad, 2002.
  2. ^ P. Bellini, Carte geografiche della Polonia (sec. XVI-XIX). Dalla collezione di Jan Władysław Woś, Trento, Editrice Università degli Studi di Trento, 1995.
  3. ^ Studi offerti a Jan Władysław Woś, a c. di G. Bianchi, Firenze, La Mandragora, 1989.
  4. ^ Studi in onore di Jan Władysław Woś per il suo 60º compleanno, a c. di P. Bellini, Trento, Centro Studi sulla Storia dell'Europa orientale, 1999.
  5. ^ Un intellettuale polacco sulle strade d'Europa. Studi in onore di Jan Władysław Woś in occasione del suo 70º compleanno, a c. di A. Biagini, F. Dante, Roma, Edizioni Nuova Cultura, 2010.
  6. ^ Jan Władysław Woś, Dziennik 1955-1956, Trento, Editrice Università degli Studi di Trento, 1997; Id., Londra 2006. Taccuino di viaggio, Trento, Editrice Università degli Studi di Trento, 2007; Id., Zapiski rzymskie. Wybrane fragmenty z roku 1974, “Odra” anno 2010, n. 12 (586), pp.48-59; Id., Dziennik włoski, “Twórczość”, anno 2012, n. 8 (801), pp. 52-88.
  7. ^ Jan Władysław Woś, Ze wspomnień ucznia Liceum Kołłątaja w Warszawie (1954-1958), Warszawa, PIW, 2011.
  8. ^ Jan Władysław Woś, Sympozjum w Cassino i inne opowiadania, Lublin, Test, 2012.
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