Ivan Isaevič Bolotnikov

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Inizio dello scontro fra l'armata di Bolotnikov contro le truppe dello zar presso Niznye Kotly nei dintorni di Mosca, dipinto di Ernest Ernestovič Lissner

Ivan Isaevič Bolotnikov in russo: Иван Исаевич Болотников? (... – Mosca, 1608) è stato un rivoluzionario russo, capo della rivolta di Bolotnikov, episodio del Periodo dei torbidi.

Bolotnikov nacque servo della gleba ma fuggì presso i Cosacchi del Don. Fu catturato poco più tardi dai Tatari della Crimea e venduto come schiavo ai turchi, che ne fecero un prigioniero; riuscì però ad evadere e raggiungere Venezia, da cui tornò in Russia passando per la Germania e la Polonia. Giunse nella città di Poutivl (nell'odierna Ucraina) mentre scoppiava una rivolta popolare. Bolotnikov prende la testa della sollevazione che si dà come obiettivo abbattere lo zar Vassili Chouiski. I suoi ranghi si accrescono rapidamente: erano composti da servi, paesani liberi, cosacchi e altre categorie di popolazione compresi molti boiardi e kniaz'. Nei suoi proclami, non chiama solo alla lotta per rovesciare lo zar, ma reclama anche ugualmente l'abolizione della servitù. Al culmine della sollevazione, controllava più di 70 città nel sudest e nel sud della Russia e il bacino medio e inferiore del Volga. In ottobre-novembre 1606 assediò Mosca, ma venne sconfitto e si dovette ritirare a Kaluga. I suoi proclami rivoluzionari contro i boiardi avevano finito per alienargli le simpatie della piccola nobiltà che l'aveva un tempo sostenuto. Nel 1607, fu sconfitto e catturato presso Tula; imprigionato a Kargopol, Bolotnikov fu accecato e annegato nel 1608.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Enciclopedia dei personaggi storici, Storia Illustrata, Arnoldo Mondadori Editore, 1970, p. 102
biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie