Incidenti stradali in Europa

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1leftarrow.pngVoce principale: Incidente stradale.

In Europa gli incidenti stradali sono una delle prime cause di morte, con più di 120 000 vittime all'anno. Questo fenomeno accomuna l'Europa alla gran parte dei paesi occidentali (si calcolano oltre un milione di morti all'anno sulle strade di tutto il mondo).

Grave incidente stradale a Copenaghen (Danimarca).

Tabella riassuntiva della mortalità stradale[modifica | modifica wikitesto]

Morti per 1 miliardo veicoli·km anno 2003 Morti per 1 miliardo veicoli·km anno 2003
Paese (in ordine alfabetico) Valore Paese (ri-ordinato per percentuale) Valore
Australia 8,0 Finlandia 7,6
Austria 11,7 Regno Unito 7,6
Belgio 16,3 Paesi Bassi 7,7
Canada 8,9 Australia 8,0
Repubblica Ceca 31,7 Norvegia 8,3
Danimarca 9,7 Svezia 8,3
Finlandia 7,6 Svizzera 8,8
Francia 10,9 Canada 8,9
Germania 9,7 Stati Uniti 9,4
Grecia 26,7 Danimarca 9,7
Islanda 16,0 Germania 9,7
Irlanda 10,9 Francia 10,9
Italia 10,9 Irlanda 10,9
Giappone 11,2 Italia 10,9
Corea 26,0 Giappone 11,2
Paesi Bassi 7,7 Austria 11,7
Nuova Zelanda 12,4 Nuova Zelanda 12,4
Norvegia 8,3 Islanda 16,0
Slovacchia 46,9 Belgio 16,3
Slovenia 16,7 Slovenia 16,7
Svezia 8,3 Corea 26,0
Svizzera 8,8 Grecia 26,7
Regno Unito 7,6 Repubblica Ceca 31,7
Stati Uniti 9,4 Slovacchia 46,9

fonte: International Road Traffic and Accident Database (IRTAD); tutti i paesi sono presentati con le percentuali di mortalità medie.

Fact Sheet EURO/03/04 (Copenaghen, Roma, 6 aprile 2004)[modifica | modifica wikitesto]

Documento della World Health Organization dell'ONU[modifica | modifica wikitesto]

Le ferite da incidenti di traffico uccidono quasi 350 persone al giorno, o più di 127.000 ogni anno nella regione europea monitorata dall'Organizzazione mondiale della sanità.

È come se un evento catastrofico uccidesse la popolazione di una città di medie dimensioni ogni anno.
Almeno 2,4 milioni di persone vengono ferite oppure rese disabili in incidenti stradali ogni anno.

Di questi 2 milioni di incidenti stradali annuali, circa il 65% avviene in città e villaggi, dove pedoni e ciclisti sono particolarmente esposti. L'evidenza sulla mortalità stradale è presentata nel "World report on road traffic injury prevention", che pubblicato dallo WHO e dalla Banca Mondiale il 7 aprile 2006, Giornata mondiale della salute (World Health Day), e nella pubblicazione "Preventing road traffic injury: a public health perspective for Europe", preparata dalla WHO Regional Office for Europe.

La quantità di morti e la disabilità causata dalle ferite da traffico le rende un problema di salute predominante. Ma la morte e le ferite sulle strade non sono eventi casuali. Determinando quali siano i fattori di rischio che conducono agli incidenti e come prevenirli è il principale obiettivo dello studio Europeo. Questo identifica le misure che si sa per certo che funzionino ed evidenzia il "gap" tra la conoscenza e la sua implementazione: "È arrivato il momento - si sostiene - di smettere di considerare le morti da traffico e le ferite come una conseguenza inevitabile dell'utilizzo delle strade: tali eventi sono prevenibili".

Altre statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Secondo fonti statistiche, sono 6500 i soli bambini che muoiono annualmente per incidenti legati alla circolazione stradale, questo secondo i dati indicativi forniti dal Dr. Marc Danzon, direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per l'Europa.

La velocità è il maggiore assassino sulle strade e secondo l'Unione Europea (EU) il ridurre la velocità media di guida di 3 km/h salverebbe attorno a 5000-6000 vite ogni anno e preverrebbe attorno a 120.000-140.000 incidenti, risparmiando 20 miliardi di euro in costi. In contrasto, portando la velocità nei centri cittadini da 30 km/h a 50 km/h aumenta il rischio di morte per i pedoni di 8 volte.

Considerazioni pratiche[modifica | modifica wikitesto]

Nella regione europea del OMS, i minorenni pagano il prezzo più alto. Gli incidenti stradali sono la causa di morte principale per giovani tra i 5-29 anni. Questo gruppo rende conto di più del 30% delle vittime d'incidenti. In questo gruppo di età, i giovani rappresentano l'80% delle vittime. Alta velocità stradale e elevato tasso di alcol etilico durante la guida sono i maggiori fattori di rischio.

Attribuire un costo economico alla perdita di vite è arduo, ma ragionevoli stime mostrano che la perdita economica causata dagli incidenti di traffico ammonterebbe a circa il 2% del PIL. Per l'Unione Europea, questo significa circa 180 miliardi di euro all'anno. Secondo il documento "Preventing road traffic injury: a public health perspective for Europe", i paesi dell'Europa centrale ed orientale sono ancora più severamente colpiti rispetto all'Europa occidentale.

Il grande carico sociale delle ferite da traffico si aggiunge ad altri effetti nocivi per la salute relativi al trasporto, come quelle risultanti dall'inquinamento, il rumore, l'incremento degli stili di vita sedentari ed i cambiamenti climatici globali.

La sicurezza sulle strade è un aspetto inevitabile del trasporto sostenibile ed un argomento centrale per il settore sanitario. Lo studio europeo affronta il problema di come la sanità pubblica può creare un sistema dei trasporti salubre e di salvare vite.

I due rapporti dell'OMS mostrano due cardini del nuovo pensiero sulla sicurezza stradale:

  • Rifiutare di accettare le morti e le lesioni severe come conseguenze degli incidenti di traffico
  • Modificare le strade prevedendo la vulnerabilità delle persone

L'obiettivo è galvanizzare i paesi nelle Regione Europea del OMS per diffondere queste idee. "La dedica del Giorno Mondiale della Salute del 2004 alla sicurezza stradale segna l'inizio della consapevolezza della tassa di morte che sopportano le nostre comunità, e della applicazione del nuovo pensiero in alcuni Stati Membri.

Sviluppi storici[modifica | modifica wikitesto]

Grazie al progresso tecnologico successivo all'introduzione del crash test, e con la lenta ma graduale introduzione di dispositivi di sicurezza come le cinture di sicurezza, il numero di decessi per incidenti stradali smise di crescere intorno all'inizio degli anni settanta, a dispetto del fatto che il numero di automobili in circolazione e di incidenti continuava a salire. Dal 1970-71, dunque, i decessi in Europa tendono a diminuire. [1] [2]

Associazione Italiana Familiari e Vittime della STRADA[modifica | modifica wikitesto]

L'AiFVS onlus, Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus, nasce come comitato nel 1998 con l'obiettivo di fermare la strage stradale e dare giustizia ai superstiti, perché nessuno meglio di chi sulla strada ha perso la salute, o dei familiari di chi ha perso la vita, può testimoniare quanto siano gravi il lutto e la perdita per la famiglia e per la società, e che a questo primario diritto di testimonianza corrisponde il dovere morale che la stessa sorte non tocchi ad altri innocenti. Aderisce poco dopo alla Federazione Europea Vittime della Strada[1], si costituisce come organizzazione non lucrativa di utilità sociale (onlus) l'8.4.2000; nel marzo 2001 viene riconosciuta con decreto del Ministero dei LL.PP di comprovata esperienza nel settore della sicurezza stradale ed abilitata a collaborare all'educazione stradale nelle scuole; nel settembre 2003 con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali viene iscritta nel Registro Nazionale delle associazioni di promozione sociale e legittimata a costituirsi parte civile nei processi per le finalità dell'Associazione. Con oltre 120 sedi in Italia, per una capillare assistenza alle vittime, promuove, attraverso la presenza in fiere, convegni, banchetti nelle piazze, la sicurezza stradale, la moderazione della velocità, l'alta visibilità, la costruzione delle zone 30. Il presidente è Giuseppa Cassaniti Mastrojeni.

Unione Vittime della Strada[modifica | modifica wikitesto]

L'UVIS, ovvero l'Unione Vittime della Strada è un'associazione non profit italiana che inizia ad operare nel 1999. Gli scopi istituzionali dell'associazione sono contenuti nella "Carta di Milano per il rispetto della Vita sulla strada"[2], promulgata il 20 novembre 2011 in occasione della Giornata mondiale del ricordo delle vittime della strada[3]:

  • prevenzione degli incidenti stradali;
  • promozione della sicurezza stradale;
  • promozione di riforme legislative volte a favorire l'adozione di standard di sicurezza stradale più elevati;
  • assistenza gratuita delle vittime della strada sia da un punto di vista psicologico che giuridico;
  • promozione di una corretta informazione riguardo alle norme del codice della strada.

L'associazione gestisce un servizio di assistenza alla vittime della strada ("SOS UVIS") attraverso il proprio sito internet.

Nel dicembre del 2011 ha partecipato alla campagna di sensibilizzazione contro l'abuso di alcol "Rednoze", promossa dal Movimento delle associazioni di volontariato italiano (MODAVI)[4]. La campagna pubblicizzava un inesistente spray orale che avrebbe avuto la capacità di ingannare l'etilometro)Newsg sul sito Gadget-Wired.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ FEVR
  2. ^ Carta di Milano sul sito UVIS
  3. ^ http://www.worlddayofremembrance.org/
  4. ^ http://www.modavi.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • World report on road traffic injury prevention.
  • Preventing road traffic injury: a public health perspective for Europe

(Pubblicazioni disponibili online sin dal Giorno Mondiale della Salute, World Health Day, del 7 aprile 2004).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]