Hugh Everett III

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Hugh Everett III (Washington, 11 novembre 1930McLean, 19 luglio 1982) è stato un fisico statunitense.

Attivo principalmente all'Università di Princeton, è stato celebre tra i fisici per aver formulato per primo nel 1957 l'interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica. Il suo titolo originario era "Relative State" formulation of quantum mechanics. Solo successivamente fu ribattezzata, nella rielaborazione effettuata da Bryce DeWitt, con la denominazione suindicata [1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Everett poco dopo aver completato la tesi di dottorato, nella quale elaborò e presentò per la prima volta la sua interpretazione a realtà parallele (o a "molti mondi"), scoraggiato dallo scarso interesse e dai dubbi manifestati dalla maggior parte dei fisici quantistici verso la sua teoria, tra i quali anche il suo professore, sotto la cui cattedra redasse detta tesi: il famoso fisico John Wheeler[2], tralasciò gli studi di fisica teorica, pur senza abbandonare, quando richiesta, la difesa del suo nuovo modello quantistico (vedi il suo carteggio con Bryce DeWitt)[3] dirigendosi sulla disciplina matematica, e le sue rispettive applicazioni anche nell'ambito ingegneristico e in quello teorico strategico nell'ambito militare; infatti come matematico e logico contribuì alla teoria dei giochi, lavorando come analista della Difesa (Governo USA)[4]. Ha sviluppato notevolmente l'impiego dei moltiplicatori di Lagrange in ricerca operativa, che poi egli stesso per conto dell'IDA ha applicato. La sua competenza espressa nell'attività professionale gli fruttò un patrimonio pluri-milionario. Sposò Nancy Gore (poi divenuta Nancy Everett), con la quale ebbe due figli, Mark Oliver Everett (detto Mr. E), frontman della band americana Eels ed Elizabeth Everett.

Everett morì nel sonno a casa propria per un improvviso attacco cardiaco all'età di 51 anni.

Interpretazione della meccanica quantistica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica.

In meccanica quantistica, quando si effettua una misura sulla funzione d'onda di un sistema, questa collassa in un autostato dell'operatore corrispondente a quella misura; se lo stato iniziale è però una combinazione lineare di autostati, allora il sistema effettua in qualche modo una "scelta" su quale stato collassare, in base ai rispettivi pesi di probabilità. Secondo l'interpretazione di Everett, a ogni possibile "scelta" corrisponde un diverso universo: perciò, in un certo senso, non si realizza una sola tra tante possibilità, ma si realizzano sempre tutte. La sua formulazione denota uno stato dell'universo con un sistema complessivo isolato composto da un sottosistema osservabile e dal sistema restante che l'osserva: i quali evolvono insieme, scindendo l'iniziale universo nelle realtà conseguenti.[5]

Al momento, tuttavia, questa interessante ipotesi non è ancora in grado di fare predizioni, se non quelle già incluse nella meccanica quantistica "ordinaria". Non essendo dunque falsificabileverificabile, rientra più nell'ambito della speculazione metafisica ed epistemologica che della fisica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ S.A.Cameyo "Il bizzarro mondo dei quanti" cap.13, Springer-Verlag Italia, Milano2008.
  2. ^ Vedi per accenni storici e problematiche sulla teoria il noto saggio di David Deutsch (insigne fisico e attuale sostenitore della teoria): "La trama della realtà" cap.13°, e nello specifico pag.296 -Biblioteca Einaudi-1997.
  3. ^ Riportato in sintesi da D.Deutsch in op.cit. nel penultimo capitolo.
  4. ^ Da riquadro riassuntivo-biografico inserito nell'articolo di Jonathan J.Halliwell "La cosmologia quantistica e l'origine dell'universo" in: Spazio,Tempo e Relatività -Le Scienze quaderni- n°97,anno2000.
  5. ^ S.A.Camejo, op.cit. cap.13; Hugh Everett "Relative state, formulation quantum mechanics", Rev.Mod.Phys.29, (1957).

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