Guan Yu

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Guān Yǔ

Guān Yǔ, Zi Yunchang (162219), è stato un generale e guerriero cinese, vissuto nella Cina antica.

Guān Yǔ  (关羽sempl., 關羽trad., Guān Yǔ pinyin, Kuan Yu Wade-Giles) zi yúncháng  (云长sempl., 云長trad., yúncháng pinyin, yun chang Wade-Giles) è un eroe Cinese le cui imprese sono state rese famose dal Romanzo dei Tre Regni. In seguito è stato divinizzato con i nomi di Imperatore Guān  (关帝sempl., 關帝trad., Guāndì pinyin, Kuan Ti Wade-Giles), abbreviazione del titolo Taoista Santo Imperatore Guān  (关圣帝君sempl., 關聖帝君trad., guānshèngdìjūnpinyin, Kuan sheng ti chun Wade-Giles), ed anche Signore Guān  (关公sempl., 關公trad., Guāngōng pinyin, Kuan Kung Wade-Giles).

Fonti Storiche sulla Vita di Guān Yǔ[modifica | modifica sorgente]

Il più autorevole resoconto sulla vita di Guān Yǔ è le Cronache dei Tre Regni  (三国志sempl., 三國志trad., sānguózhì pinyin, san kuo chi Wade-Giles).

Aspetto Fisico[modifica | modifica sorgente]

Statua che raffigura Guan Yu

Nelle fonti storiche non esistono descrizioni dell'aspetto di Guān Yǔ, se non la sua barba che è descritta nelle Cronache dei Tre Regni. Tradizionalmente è dipinto con il volto rosso ed una lunga barba. La faccia rossa deriva dalla sua descrizione nel primo capitolo del Romanzo dei Tre Regni, infatti il romanzo ne racconta l'incontro con Liu Bei e dice che Guān Yǔ aveva una barba di 46 centimetri e il viso del colore del frutto del giuggiolo nero, occhi come quelli di Fenice e sopracciglia cispose; con un'aria dignitosa ed apparenza maestosa. È spesso rappresentato con un vestito verde sotto l'armatura, mentre impugna una "Lama crescente del Drago Verde", Qing Long Yan Yue Dao - 青龍偃月刀, che in suo onore fu chiamata Guandao del peso di 18,25 kg.

Gli Inizi[modifica | modifica sorgente]

Le Cronache dei Tre Regni[1] riferiscono che Guān Yǔ è nato a Xie  (sempl., trad., Xiè pinyin, Hsie Wade-Giles), nella Prefettura di Hedong  (河东郡sempl., 河東郡trad., hédōngjùn pinyin, He Tong Chun Wade-Giles), che attualmente è la città di Yuncheng nella provincia di Shanxi, inoltre asseriscono che egli era particolarmente versato nella lettura del Zuo Zhuan  (左氏传sempl., 左氏傳trad., zuǒshìzhuàn pinyin, Tsuo Shi Chuan Wade-Giles). Più avanti negli anni fu costretto ad andarsene dalla propria città dopo aver commesso un grave crimine e si trasferì nella Prefettura di Zhuo  (涿郡sempl., 涿郡trad., zhuōjùn pinyin, Chuo chun Wade-Giles), attuale città di Zhuozhou nella provincia di Hebei. Quando, nel 180 A.c., scoppia la Rivolta dei Turbanti Gialli, Guān Yǔ e Zhang Fei si unirono alla milizia volontaria creata da Liu Bei e tutti assieme aiutarono Zou Jing  (邹靖sempl., 鄒靖trad., Zōu Jìng pinyin, Chou Ching Wade-Giles) a sopprimere la rivolta[2]. Liu Bei fu premiato con la nomina a governatore di Pingyuan (平原), mentre Guān Yǔ e Zhang Fei furono messi sotto il suo comando come condottieri di distaccamenti di soldati[3].

Sconfisse in duello una trentina di ufficiali nemici) sia nel guidare eserciti, fu una delle figure chiave del regno di Shu (蜀, Shǔ), nato verso il 220. Dopo mille battaglie, venne infine catturato in una trappola tesa da Lu Meng, uno dei comandanti del regno di Wú (吴, 222-280) e, rifiutando la resa, venne giustiziato. Si dice che prima di morire disse "Se non posso uccidere Lu Meng da vivo, lo farò da morto!" La leggenda racconta che così accadde: il suo fantasma inseguì Lu Meng, portandolo alla morte. Tra le sue vittime ricordiamo il potentissimo generale di Dong Zhou Hua Xiong, i generali di Yuan Shao, Yan Liang e Wen Chou e molti ufficiali Wei, tra cui Qin Qi, Bian Xin e Kong Xiu. Sconfisse in duello inoltre Yu Jin. Insieme a Zhang Fei e Liu Bei sconfisse Lu Bu a Hu Lao, salvando Gongsun Zan.

Nella mitologia cinese è considerato dio della guerra e delle arti marziali mistiche, anche se tuttavia si tratta di una divinità amante della pace e poco propensa a spargere sangue dei deboli.

Kuan Yu nella cultura moderna[modifica | modifica sorgente]

  • Nella serie di videogiochi Dynasty Warriors è uno degli eroi giocabili con il regno di Shu.
  • Nel videogioco Smite Kuan Yu, the Saint of War, è uno degli Dei giocabili.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ nelle annotazioni al volume 39 江表傳 jiāng biǎo zhuàn
  2. ^ Cronache dei Tre Regni capitoli 32 e 36
  3. ^ Cronache dei Tre Regni cap. 36

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