Giovanni Verità

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Don Giovanni Verità in un ritratto di Silvestro Lega

Giovanni Verità, detto "don Zvàn" (Modigliana, 18 febbraio 1807Modigliana, 26 novembre 1885), è stato un presbitero italiano ardente patriota italiano ed avversario del potere temporale del "Papa Re" nel periodo risorgimentale.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ordinato sacerdote nel 1829, iscritto alla "Giovane Italia" l'anno seguente, si schierò apertamente con i carbonari e partecipò a diverse rivolte popolari, per questo la sua figura fu molto discussa.

Don Giovanni aiutò moltissimi cospiratori recuperandoli grazie a finte battute di caccia nelle foreste intorno a Modigliana, divenuta punto di riferimento per i patrioti inseguiti dalle guardie pontificie, in quanto in zona di confine tra lo Stato Pontificio ed il Granducato di Toscana.

Il sacerdote aiutò la fuga di Giuseppe Garibaldi e di Giovanni Battista Culiolo (alias "capitano Leggero"[1]), suo luogotenente, inseguiti dagli austriaci. La notte del 21 agosto 1849 don Giovanni li incontrò sul monte Trebbio e poi li nascose in casa propria a Modigliana. Successivamente li aiutò a raggiungere il Granducato, perché potessero imbarcarsi a Livorno.

Quando morì, il 26 novembre del 1885, gli furono negati i funerali religiosi, vista la sua non obbedienza al Papa.

La sua casa natale ospita oggi il «Museo Comunale Don Giovanni Verità», dedicato alla sua figura.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giovanni Battista Culiolo, de La Maddalena noto anche come "capitano Leggero" in riferimento al suo passato di uomo di mare; divenne combattente di terra al fianco di Garibaldi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Enrico Croci; Don Giovanni Verita e il patriottismo religioso nel risorgimento. Milano,
  • Alfredo Oriani; Don Giovanni Verità e altri scritti sul 1848-49. Vol. XVI di Contemporanea, studi e testi, Ravenna, Longo, 1999.
  • Piero Zama; Don Giovanni Verità prete garibaldino. Faenza, Lega, 1967.
  • Piero Zama; Il cosiddetto "testamento" di don Giovanni Verità, nel 64º anniversario della morte: 26 novembre 1885-26 novembre 1949. Faenza, Lega, 1949. Vallardi, 1945.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]