Giallo a Venezia

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Giallo a Venezia
Giallo a venezia titolo.jpg
i titoli di testa del film
Titolo originale Giallo a Venezia
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1979
Durata 90 min (CUT), 100 min (UNCUT)
Colore colore
Audio sonoro
Genere thriller, erotico, orrore, splatter
Regia Mario Landi
Sceneggiatura Aldo Serio
Produttore Gabriele Crisanti
Casa di produzione Elea Cinematografica
Distribuzione (Italia) Stefano Film
Fotografia Franco Villa
Montaggio Mario Salvatori
Musiche Berto Pisano
Scenografia Nunzio De Angelis
Costumi Itala Giardina
Trucco Mauro Gavazzi
Interpreti e personaggi

Giallo a Venezia è un film horror italiano del 1979, diretto da Mario Landi e prodotto da Gabriele Crisanti. La collaborazione fra regista e produttore si rinnoverà anche l'anno successivo, con il film Patrick vive ancora.

Trama[modifica | modifica sorgente]

A Venezia, la polizia viene informata della presenza dei cadaveri di due coniugi, Flavia e Fabio, vicino al canale della Giudecca. La squadra mobile giunta sul posto, capitanata dal commissario De Pol e dal fido medico legale Alberto, comincia a fare una prima analisi del caso: l'uomo è stato pugnalato con un oggetto non identificato e possiede nelle sue tasche della droga, e la donna, nonostante il suo corpo sia fuori dall'acqua, sembra essere morta per annegamento, particolare che rende perplesso il commissario. De Pol nota di essere osservato da un vecchio che abita lì vicino e spedisce il brigadiere Maestrin ad interrogarlo, ma la cosa non produce alcuna utilità per le indagini. Dall'esito dell'autopsia risulta che Flavia ha avuto un rapporto sessuale prima di morire e l'arma del delitto viene identificata in un grosso paio di forbici.
De Pol interroga Marzia, un'amica della coppia, la quale racconta di certi strani comportamenti sessuali tenuti da Fabio e di come questi coinvolgeva la compagna per soddisfare i propri piaceri. Durante l'interrogatorio Marzia riceve delle chiamate minatorie da parte del suo ultimo spasimante, il quale dopo la rottura della relazione continua a tormentarla, ma la donna non lo vuole denunciare, nella speranza che si stufi.
Il telefono di Marzia viene messo sotto controllo e la sua casa perquisita mentre lei si reca in un bar per incontrare un suo amico, Marco Dezan, uno spacciatore vecchia conoscenza di De Pol, per riferirgli gli ultimi avvenimenti, non sapendo però di essere spiata da qualcuno; Maestrin trova una lettera di minacce di morte rivolte alla donna ed alcune diapositive raffiguranti un'orgia che comprende Fabio, Flavia, Marzia, Marco e una prostituta. E proprio quest’ultima nella notte viene uccisa con violente sforbiciate alla vagina da un uomo che indossa scuri occhiale da sole, lo stesso che aveva pedinato Marzia durante il giorno.
De Pol convoca Marzia e Marco, tuttavia i due posseggono un alibi per il giorno del delitto della Giudecca e non aggiungono altro. Il commissario chiede consigli ad Alberto per cercare di comprendere la personalità di Fabio al fine di provare a trovare una pista da seguire per far procedere le indagini che sono bloccate. Ma la soffiata giusta viene fornita da un’anziana e De Pol viene a sapere che Flavia frequentava spesso un disegnatore, Bruno Nielsen. Il commissario si reca ad interrogarlo: l'uomo era l’ex amante di Flavia, innamorato ancora di lei, ed un suo grande confidente. Flavia l'aveva cercato recentemente per sfogarsi delle scioccanti esperienze a cui veniva sottoposta dal marito: da gesta di esibizionismo a violenti amplessi notturni e diurni, le richieste di Fabio si facevano sempre più umilianti, come farsi palpeggiare in un cinema a luci rosse o sedurre un giovane garzone masturbandolo. Nonostante ciò Flavia non riesciva ad opporsi al consorte dato l’amore che provava per lui, benché eseguisse controvoglia le sue volontà.
Quella stessa notte Marco va da Marzia e i due finiscono con l’avere un rapporto sessuale, inconsapevoli di essere osservati dall'uomo con gli occhiali scuri. Questi attacca Marco quando ritorna a casa, gli spara, lo cosparge di benzina e gli dà fuoco; viene però ferito da una guardia notturna e perde la sua pistola. Dopodiché va a casa di Marzia, la picchia, la lega al tavolo e la sevizia orribilmente, amputandogli con una sega una gamba mentre lei è ancora cosciente. Il suo corpo viene ritrovato nel frigorifero la mattina seguente dalla donna delle pulizie.
Maestrin riesce a rintracciare il nome del proprietario della pistola: Andrea Caron, uno studente universitario. De Pol e il brigadiere irrompono in casa sua e il commissario nota subito una ferita da arma da fuoco alla mano. Portato in questura, interrogato e messo alle strette dal commissario, che gli mostra il paio di forbici dell'omicidio della prostituta trovate in un doppio fondo del suo armadio, Andrea impazzisce e delirando si prende la colpa gli ultimi tre omicidi col movente della profonda gelosia che lui provava nei confronti di Marzia, ma non si assume la responsabilità di quello della Giudecca.
De Pol allora punta su di Bruno, l’unico indiziato che è rimasto; il disegnatore racconta che il giorno del delitto Flavia gli aveva telefonato: pareva che i rapporti con Fabio si fossero calmati ed erano andati alla Giudecca a far compere, per rinnovare l'arredamento. Lì De Pol rivede il vecchio interrogato da Maestrin, il quale dichiara di aver visto Fabio costringere un'altra volta Flavia a prostituirsi con due operai, avendo precedentemente promesso di farsi curare se lei l’avesse accontentato. Rintracciati i due uomini De Pol riesce finalmente ad avere il quadro completo della vicenda: Flavia, traumatizzata profondamente dall'esperienza vissuta, pugnala a morte Fabio con un paio di forbici appena acquistate e si suicida buttandosi nel canale. Bruno, appena giunto sul posto, tenta di salvarla trascinandola fuori dall'acqua, ma la donna è ormai morta e l'uomo prende con sé l'arma del delitto.

Il film[modifica | modifica sorgente]

Landi, noto per aver diretto Gino Cervi ne Le inchieste del commissario Maigret, dirige un film horror-thriller-splatter-erotico in cui la storia è un pretesto per mostrare scene ai limiti dell'hard e uccisioni violentissime (a una donna viene amputata la gamba e poi messa in frigo, ad una prostituta conficcato un coltello nella vagina). Della pellicola esistono una versione CUT di 90 minuti ed una più estesa di 100 minuti, nella quale è presente un contenuto pornografico più esplicito.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Edito in home video da Star video, è considerato uno dei film più violenti del cinema italiano[senza fonte].

In Germania è stato bandito per anni.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]