Futon

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Futon in Giappone sui tatami
Futon ripiegati ed accantonati durante il giorno in un ryokan di Tokyo
Giapponesi che dormono su un futon con lo speciale cuscino denominato hakomakura (箱枕), che preserva l'elaborata acconciatura, in una foto del 1886 di Adolfo Farsari

Il termine futon (布団 oppure 蒲団 futon ?) vuol dire letteralmente "materasso arrotolato". È il materasso tradizionale della cultura giapponese, interamente in cotone, rigido, sottile e arrotolabile. È formato da diverse falde di cotone rivestite con una fodera trapuntata a mano e può avere vari spessori: a partire dai 6/7cm usati in Giappone fino allo spessore più diffuso in Occidente che è di 14cm (con 5 falde di cotone). Ne esistono varie misure: singolo (80/90 x200cm), a una piazza e mezza (120/140x200cm) e matrimoniale (160/180x200cm). È possibile anche trovare futon che associano al cotone degli strati di fibra di cocco che ne aumentano la traspirabilità e la rigidità complessiva, o degli strati di lattice che invece ne aumentano la morbidezza.

Manutenzione[modifica | modifica sorgente]

Almeno 3 volte la settimana, si consiglia di lasciare areare il futon al sole per dissipare l’eventuale umidità accumulata durante la notte e di batterlo in modo da riassestare il cotone al suo interno. In alternativa, se si è troppo occupati o non si ha la possibilità di lasciarlo areare in balcone, si può ricorrere al fon per futon (布団乾燥機 futonkansōki?), un elettrodomestico che soffiando aria calda all’interno del futon, ne garantisce in più o meno un'ora l’asciugatura completa, evitando l’insorgere di muffe e cattivi odori.

Uso tradizionale[modifica | modifica sorgente]

Nella tradizione giapponese, il futon viene normalmente poggiato sul tatami (stuoia di paglia di riso rivestita di giunco) e usato come giaciglio. Lo si prepara alla sera, prima di andare a dormire e, al mattino, dopo averlo lasciato areare e averlo battuto col “futon tataki” (attrezzo giapponese in bamboo simile al “battipanni”), si arrotola e si ripone negli armadi, per poter riconvertire la stanza ad altri usi. Il tipico set-futon giapponese comprende lo shikibuton, il materasso sottile e il kakebuton il piumino per coprirsi. L’uso del futon in Giappone risale ad epoche molto antiche. Alcuni ritengono che derivi dalla “goza”, la stuoia che veniva usata per dormire tra l'VIII e il XII secolo in Giappone (periodo Heian). Si ritiene che l’uso del futon si sia potuto affermare anche grazie alla consuetudine giapponese di togliere le scarpe non appena si entra in casa. Questo potrebbe spiegare la differenza rispetto ai modi di dormire europei. In Europa infatti, rimanendo con le scarpe all’interno delle case, è più opportuno e igienico ricorrere a mobili come letti e sedie piuttosto che dormire o sedere sul pavimento.

Il Futon in Occidente[modifica | modifica sorgente]

Con il diffondersi della cultura del biologico e dello stile d’arredamento giapponese in Occidente, è diventata sempre più frequente l’adozione del futon come materasso su cui riposare, in sostituzione dei tradizionali materassi a molle o in lattice. Si tratta di un prodotto biologico che vanta numerose proprietà ergonomiche: è interamente composto da materiali naturali non trattati e senza molle metalliche consente un riposo notturno tranquillo inoltre, si adatta al peso del corpo prendendo la forma delle naturali curvature della colonna vertebrale e evitando pressioni anomale sulla circolazione del sangue e sulle terminazioni nervose. Il futon è versatile e comodo: può essere usato per dormire, poggiato sui tatami come da tradizione giapponese oppure, se si preferisce, su reti a doghe in legno; può essere adoperato come seduta nei divani o come materassino trasportabile per meditazione e massaggi professionali.

Futon e Divani[modifica | modifica sorgente]

Il futon è anche un ottimo alleato dei divani-letto: usato come seduta e trasformato all’occorrenza in comodo letto. In questo caso lo spessore ideale è di 8/11cm ed è necessario che il futon sia realizzato esclusivamente con falde di cotone, senza alcuna aggiunta di strati di cocco o lattice che renderebbero meno flessibile il materasso, non consentendo di piegarlo.

Futon trasportabili[modifica | modifica sorgente]

Nella sua versione ripiegabile e trasportabile il futon è ampiamente usato dai professionisti dei massaggi e come tappetino per la meditazione. In questo caso lo spessore può essere di 6/7cm o, ancora più sottile, di 3/5cm. È perfetto per i massaggi Shiatsu, per il Reiki, per la ginnastica o per la meditazione.

Materiali impiegati e proprietà[modifica | modifica sorgente]

Un futon tradizionale viene confezionato secondo antiche tecniche orientali utilizzando strati di fibre di cotone grezzo di prima cardatura. Questo tipo di cotone garantisce un buon isolamento termico, trattenendo la temperatura corporea in inverno e rinfrescando in estate, un alto livello di traspirabilità e non dà allergie.[1]

Negli ultimi anni si sono diffusi anche futon realizzati con altri materiali:

  • Lattice - garantisce elasticità, durevolezza e resistenza. È autoventilato, trasmettendo freschezza, ed ha elevate proprietà antibatteriche[2]
  • Lana - fibra igroscopica che non trattiene l'umidità rilasciata dal corpo, è anche un buon termoregolatore; il corpo si mantiene asciutto in un clima gradevole.[3]
  • Fibra di cocco - opportunamente elaborata, conferisce al materasso buone rigidità e traspirabilità. La rigidità dello strato in cocco viene equilibrata con l'aggiunta di uno strato di materiale più soffice, da scegliere tra il lattice e speciali fibre sintetiche[4]
  • Fibre sintetiche - materiali sintetici di nuova generazione e riciclabili. La struttura a celle aperte garantisce traspirabilità e la dispersione del calore e dell’umidità generati dal corpo umano[5] Speciali versioni viscoelastiche si automodellano assorbendo il peso corporeo in maniera uniforme.[6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cotone, viverezen.it
  2. ^ Lattice, viverezen.it
  3. ^ Futon Lana, ekobed.com
  4. ^ Cocco, viverezen.it
  5. ^ Waterlily, onfuton.com
  6. ^ Waterlily viscoelastico, onfuton.com

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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