François-Nicolas Vincent

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François-Nicolas Vincent (Album du Centenaire)

François-Nicolas Vincent (Parigi, 1767Parigi, 24 marzo 1794) è stato un politico e rivoluzionario francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

François-Nicolas Vincent è stato una figura significativa nella Rivoluzione[1].

Figlio di un custode di un carcere parigino, è impiegato presso un avvocato per cinque anni. All'inizio della Rivoluzione, vive miseramente in una piccola stanza a Parigi, rue de Tournon. È il più giovane degli uomini seguaci di Jacques-René Hébert. Vincent, insieme al compagno Charles Philippe Ronsin, porta la rivoluzione nel paese, diventando rivoluzionario in missione. Si fa preso conoscere come un leader Sanculotto radicale e uno dei membri di spicco della fazione degli Hébertisti. Al suo ritorno a Parigi, Vincent è diventato uno dei primi membri del club dei Cordiglieri e fu presto eletto segretario-cancelliere.

Ascesa[modifica | modifica sorgente]

Elettore nella sezione del Teatro francese (Sezione Marat) nel 1792, entra dopo la Giornata del 10 agosto 1792 al Consiglio generale della Commune di Parigi, dove sostituisce Fabre d'Églantine, eletto alla Convenzione nazionale. Nominato in agosto commissario del Consiglio Direttivo, ha ottenuto al termine del suo incarico una posizione temporanea di capo dell'ufficio dei riferimenti al Ministero della Guerra.

Nominato Segretario dell'Assemblea elettorale di Parigi l'11 novembre 1792, ottenne, il 28 febbraio 1793, le funzioni di Commissario delle guerre, che rifiutò, preferendo rimanere a Parigi. Più tardi, fu nominato Commissario all'armata dell'ovest di Berruyer, funzione che sembra non abbia effettivamente occupato. In aprile 1793, al momento del suo arrivo presso il Ministero della guerra, Bouchotte lo nomina segretario generale del dipartimento della guerra, una funzione che mantenne fino al suo arresto il 27 frimaio anno II (17 dicembre 1793), su ordine del Comitato di sicurezza generale. Soprattutto con questa posizione riempie gli uffici del Ministero di patrioti rivoluzionari conclamati. È questo lavoro che ha permesso a Vincent di portare più potere ai sanculotti.

Internato alla prigione del Lussemburgo, è difeso da Hébert al Club dei giacobini il 1 nevoso anno II (21 dicembre 1793). Rilasciato il 2 febbraio 1794, intraprende la lotta degli Hébertisti contro gli Indulgenti di Danton e contro il governo rivoluzionario.

Caduta[modifica | modifica sorgente]

Jacques Hébert, redattore e editore del Le Père Duchesne, ha trascinato Vincent, tra gli altri, in una campagna contro quello che ritenevano la molle "moderazione" del Comitato di salute pubblica, insieme con i tentativi di sostegno alla campagna di "de-cristianizzazione" in Francia. Vincent ha sostenuto il rovesciamento di Maximilien Robespierre, e quando lui e i suoi compagni Hebertisti sono percepiti pericolosi per la loro opposizione, Robespierre ha reagito con gli arresti e il processo per "attività di tradimento". Gli Hebertisti, insieme ad alcuni dei loro amici e compagni, sono stati accusati di aver tentato di rovesciare il Comitato di salute pubblica per favorire il ristabilimento della monarchia e di cospirare con gli stranieri per abbattere la Repubblica. Nessuna prova tangibile è stata prodotta a sostegno di tali accuse ma, anche così, Vincent e i suoi compagni Hebertisti sono stati giudicati colpevoli e condannati a morte dopo un processo svoltosi tra il 21 e il 24 marzo.

Arrestato con Hébert nella notte tra il 13 e il 14 marzo, è condannato a morte dal Tribunale rivoluzionario per essere giustiziato con gli altri capi cordiglieri. François-Nicolas Vincent muore a 27 anni il 24 marzo 1794 (4 Germinale anno II) sotto la ghigliottina di Parigi. In questo giorno, accanto a lui sono ghigliottinati Jacques-René Hébert, i suoi compagni Antoine-François Momoro, Charles Philippe Ronsin, Anacharsis Cloots, François Desfieux, Jacob Pereira e Pierre-Ulric Dubuisson, lo speculatore belga Pierre-Jean Berthold de Prol e il banchiere olandese Jean Conrad de Kock[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Oxford History of the French Revolution; William Doyle; Clarendon Press, 1989; p.267. |"...Vincent, secretary general of the war ministry...."
  2. ^ Doyle, 1989; p.270. |"Il processo ha avuto luogo tra il 21 e il 24 marzo, il suo risultato era scontato. Tra coloro che sono andati al patibolo con "Pere Duchesne" (Hebert) nel pomeriggio della ventiquattresima erano Vincent, Ronsin, e il leader della sezione Marat, Momoro."

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) Jacques Guilhaumou, « Vincent François Nicolas », in Albert Soboul (dir.), Dictionnaire historique de la Révolution française, Paris, Presses universitaires de France, 1989 (rééd. Quadrige, 2005, p. 1092)
  • (DE) Simon Schama: "Der zaudernde Citoyen - Rückschritt und Fortschritt in der französischen Revolution", München, 1989.
  • (DE) Bernd Jeschonnek; "Revolution in Frankreich 1789 bis 1799 - Ein Lexikon"; Akademie-Verlag Berlin 1989; ISBN 3-05-000801-6
  • (EN) Adolphe Thiers, Frederic Shoberl, The History of the French Revolution (France,1866).
  • (EN) Henri Martin, Abby Landgon Alger, A popular History of France from the First Revolution to the Present Time (France, 1877).
  • (EN) Paul R. Hanson, Historical Dictionary of the French Revolution (Scarecrow Press,2004).
  • (EN) Andress, David. The Terror: The Merciless War for Freedom in Revolutionary France. (New York: Farrar, Straus and Giroux, 2006) ISBN 9780374273415
  • (EN) Andress, David. French Society in Revolution 1789-1799. (Manchester University Press, 1999) ISBN 9780719051913
  • (EN) Brown, Howard G. War, Revolution, and the Bureaucratic State: Politics and Army Administration in France 1791-1799. (Oxford: Oxford University Press, 1995) ISBN 9780198205425
  • (EN) Furet, François, and Mona Ozouf. A Critical Dictionary of the French Revolution. (Harvard University Press, 1989) ISBN 9780674177284
  • (EN) McNamara, Charles B. "The Hebertists; study of a French Revolutionary 'faction' in the reign of terror, 1793-1794". (New York: Fordham University, 1974).

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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