Emilio Rubbi

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on. Emilio Rubbi
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Emilio Rubbi
Luogo nascita Bologna
Data nascita 15 giugno 1930
Luogo morte Bologna
Data morte 1º giugno 2005
Professione Economista
Partito Democrazia Cristiana
Legislatura VII, VIII, IX
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Legislatura X

Emilio Rubbi (Bologna, 15 giugno 1930Bologna, 1º giugno 2005) è stato un economista e politico italiano, più volte sottosegretario in diversi governi degli anni ottanta e primi anni novanta.

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Iniziò il proprio impegno nel panorama politico nazionale nel 1956, ricoprendo il ruolo di amministratore de l'Avvenire d'Italia e dell'Azione Cattolica Italiana. Iscritto alla Democrazia Cristiana, nel 1970 entrò nel Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna. Nel 1976 venne eletto per la prima volta alla Camera dei deputati, dove fu rieletto nel 1979 e 1983. Fu eletto al Senato nel 1987. Nel 1993 fu nominato segretario amministrativo della DC, succedendo a Severino Citaristi[1].

Durante la sua esperienza parlamentare ricoprì i seguenti incarichi di governo:

  • Governo Spadolini I (luglio 1981 - agosto 1982): sottosegretario di stato al Bilancio dal 3 giugno 1982 al posto di Giovanni Goria;
  • Governo Spadolini II (agosto 1982 - dicembre 1982): sottosegretario al Bilancio e alla programmazione economica;
  • Governo Goria (luglio 1987 - aprile 1988): sottosegretario alla Presidenza del Consiglio;
  • Governo De Mita (aprile 1988 - luglio 1989): sottosegretario al Bilancio e alla programmazione economica. Dal 5 gennaio 1989 sottosegretario alla Presidenza del Consiglio;
  • Governo Andreotti VI (luglio 1989 - aprile 1991): sottosegretario al Tesoro;
  • Governo Andreotti VII (aprile 1991 - aprile 1992): sottosegretario al Tesoro.

Finita la sua attività parlamentare, fu presidente del Consorzio della Bonifica Renana, della Cassa di Risparmio in Bologna e degli Istituti Educativi di Bologna. Morì a Bologna nel 2005, all'età di 75 anni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vedi l'articolo Martinazzoli: la DC non si fa intimidire di Francesco Merlo, Corriere della Sera, 24 marzo 1993, p. 2, Archivio storico.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]