Ducula rosacea

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Piccione imperiale testarosa
Pink-headed Imperial Pigeon (8074116303).jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 NT it.svg
Prossimo alla minaccia (nt)[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Ordine Columbiformes
Famiglia Columbidae
Sottofamiglia Raphinae
Tribù Ptilinopini
Genere Ducula
Specie D. rosacea
Nomenclatura binomiale
Ducula rosacea
(Temminck, 1836)

Il piccione imperiale testarosa (Ducula rosacea Temminck, 1836) è un uccello della famiglia dei Columbidi[2].

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il piccione imperiale testarosa è lungo 39–44 cm e pesa 360-395 g[3]. La colorazione generale è grigio rosato mentre le ali, le parti superiori sono grigio scuro, le ali hanno dei leggeri riflessi bluastri[3]. L'iride è marrone scuro, la pelle attorno agli occhi è rossa, il becco grigio e le zampe rosse[3]. I sessi sono simili[3].

Biologia[modifica | modifica sorgente]

La sua principale fonte di cibo è rappresentata dai frutti di ficus. Si raggruppa in stormi di 20 individui[3].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Il piccione imperiale testarosa è un tipico abitante delle zone di bassa quota raggiungendo talvolta i 1200 metri. Il suo habitat è costituito dalle foreste primarie, secondarie e aree coltivate rimanendo nella parte alta degli alberi[3]. La sua ampia distribuzione include in genere le isole di piccole dimensioni e le zone costiere del mare di Giava e di Flores, Piccole Isole della Sonda e isolotti circostanti[3].

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

La IUCN classifica D. rosacea come specie prossima alla minaccia[1].

Si tratta di una specie comune e non timorosa poiché si adatta anche nelle zone trasformate dall'uomo[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) BirdLife International 2012, Ducula rosacea in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Columbidae in IOC World Bird Names (ver 4.2), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato il 19 maggio 2014.
  3. ^ a b c d e f g h David Gibbs, Eustace Barnes and John Cox, Pigeons and Doves – A Guide to the Pigeons and Doves of the World, Sussex, Pica Press, 2001, ISBN 90-74345-26-3.

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