Crisi di Timor Est del 1999
La Crisi di Timor Est del 1999 cominciò con attacchi di anti-indipendentisti contro la popolazione civile, per poi degenerare in atti di violenza più generalizzati nell'intero paese, e in particolare nella capitale Dili. La violenza scoppiò dopo che la maggior parte dei cittadini votanti scelse l'indipendenza dall'Indonesia attraverso il referendum. Si stima che circa 1.400 civili siano morti. Una forza delle Nazioni Unite detta InterFET composta principalmente da personale di difesa australiano fu dispiegato in Timor Est per stabilire e mantenere la pace.
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[modifica] Dettagli
[modifica] Referendum
Nel 1999, il governo indonesiano ha deciso, spinto da pressioni internazionali, d'indire un referendum per stabilire il futuro di Timor Est. Il Portogallo, antico colonizzatore della parte orientale dell'isola, ha cominciato ad attirare dalla propria parte alcuni stati alleati, prima all'interno dell'Unione Europea, e poi da ogni altra parte del mondo, per mettere sotto pressione l'Indonesia. Il referendum, svoltosi il 30 agosto, ha dato una chiara maggioranza (78.5%) a favore dell'indipendenza, rifiutando l'offerta alternativa di costituire una provincia autonoma dell'Indonesia, denominata Regione Autonoma Speciale di Timor Est.
[modifica] Violenze
Subito dopo quest'evento, la Milizia di Timor-Est favorevole all'integrazione, supportata dalle forze militari indonesiane, cominciò una campagna di violenze e guerriglia contro la popolazione civile. All'incirca 1.400 timoresi furono uccisi e 300.000 furono condotti a forza nella zona occidentale dell'isola come rifugiati. La maggior parte delle infrastrutture della nuova nazione, così come le case, i sistemi d'irrigazione e di forniture idriche, elettriche e le scuole furono distrutte. Secondo Noam Chomsky: "In un mese, queste massicce operazioni militari uccisero circa 2.000 persone, violentarono centinaia di donne e ragazze, sfollarono tre quarti della popolazione, e demolirono il 75% delle infrastrutture del paese".
[modifica] InterFET
Il 20 settembre 1999 le forze australiane per il mantenimento della pace della Forza Internazionale di Timor Est (INTERFET) si dispiegarono nel paese, e misero fine alle violenze. Gli attivisti in Portogallo, Australia, Stati Uniti, e ovunque spinsero i governi a prendere parte, col presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, per la trattativa con l'Indonesia, grazie all'aiuto di aiuti concessi dal Fondo Monetario Internazionale per fare fronte alla crisi finanziaria asiatica.
Il governo indonesiano acconsentì al ritiro delle sue truppe e accettò una forza internazionale a Timor per portare le cose alla normalità. Era chiaro che le Nazioni Unite non avevano sufficienti risorse per combattere le forze militari direttamente. Tuttavia Le Nazioni Unite autorizzarono la creazione di una forza internazionale conosciuta come INTERFET, con la risoluzione numero 1264 del Consiglio di Sicurezza [1]. Le truppe furono formate da 17 nazioni, con circa 9.900 uomini in totale. 4.400 provenivano dall'Australia, ed i restanti soprattutto dal Sud-Est Asiatico [2]. La forza fu comandata dal Generale Maggiore Peter Cosgrove. Le truppe sbarcarono a Timor Est il 20 settembre del 1999.