Coniglio grigio di Carmagnola

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Coniglio grigio di Carmagnola
Coniglio grigio di Carmagnola
Origini
Luogo d'origine Italia Italia
Regione Piemonte
Zona di produzione Carmagnola, Piobesi e Vigone
Dettagli
Categoria secondo piatto
Riconoscimento P.A.T.
Settore Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione
 

Il coniglio grigio di Carmagnola è compreso tra i prodotti agroalimentari tradizionali italiani.

Areale[modifica | modifica sorgente]

È allevato a Carmagnola, Piobesi e Vigone, in provincia di Torino.

È l'unica razza di coniglio piemontese di cui sia rimasta qualche traccia: molto diffusa fino alla fine degli anni Cinquanta e poi praticamente scomparsa fino al lavoro di recupero genetico realizzato dal Dipartimento di Scienze Zootecniche dell'Università di Torino e dall'Istituto Professionale per l'Agricoltura e l'Ambiente di Verzuolo. Ora la città di Carmagnola, nucleo storico di diffusione di questa razza, ha un "Centro comunale per la diffusione e valorizzazione del Coniglio Grigio di Carmagnola", al quale è possibile rivolgersi per avere una coppia di animali da ripopolamento e alcuni allevatori locali lo riproducono con successo.

Come dice il nome, questa razza ha pelliccia soffice, folta, grigia (un poco più chiara sul ventre, sugli arti e nella parte terminale della coda) con una macchiolina triangolare più chiara sulla nuca. Di taglia media, con un corpo allungato e lombi muscolosi. La salute molto delicata e la pelle sottilissima lo rendono molto difficile da allevare nelle comuni gabbie: l'ideale è un recinto con un pezzetto di prato e un piccolo ricovero in caso di intemperie, lontano da correnti, umidità e dal sovraffollamento degli allevamenti intensivi.

L'alimentazione migliore è a base di erba e mangimi naturali, la macellazione deve avvenire quando raggiunge un peso tra i 3,5 e i 5,5 chilogrammi per i maschi e i 3,5 e i 4 chilogrammi per le femmine.

Caratteri organolettici[modifica | modifica sorgente]

Ragù di Coniglio grigio di Carmagnola

Il coniglio Grigio di Carmagnola si segnala innanzi tutto per l'ottima resa: la sua struttura ossea è molto fine e la massa muscolare superiore a quella delle altre razze. Le carni sono fini, tenere, sapide, particolarmente bianche e per niente stoppose. Un tempo il coniglio ai peperoni fatto con le carni del Grigio di Carmagnola era un piatto immancabile in ogni menù delle osterie piemontesi, così come il coniglio all'Arneis nel Roero, piatto antico ed erede diretto della lepre al civet (dalle squisite carni marinate nel sangue e nel vino). Varianti più moderne lo propongono in agrodolce, al cioccolato, in salsa d'uovo.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Pagano Toscano G., Benatti G., Zoccarato I., Contributo alla conservazione di una popolazione locale di conigli grigi, Coniglicoltura, 1983, 11, 51-54.

Zoccarato I., Pagano toscano G., Benati G., Una razza di conigli Grigi da conservare: valore zootecnico e possibilità di miglioramento, Coniglicoltura, 1986; 2, 41-43.

Pagano Toscano G., Zoccarato., BenattiG., Lazzaroni C., Caratterizzazione e valorizzazione dei una popolazione locale di conigli, Ann. Acc. Di Agricoltura di Torino, 1991, 133, 85-89.

Lazzaroni C., Leveroni Calvi S., Valutazione del seme del coniglio Grigio di Carmagnola: primi risultati, Comunicazione 7º Convegno Unità di Ricerca Coordinata CNR “Allevamento Piccole Specie”, Cesena, 29-30 marzo 1995.

Lazzaroni Cl, Pagano Toscano G., Il mantello nel coniglio Grigio di Carmagnola: risultati di una selezione fenotipica, Rivista di coniglicoltura, 1998, 1, 33.35.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bollettino ufficiale Regione Piemonte