Confessioni di una maschera

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Confessioni di una maschera
Titolo originale Kamen no kokuhaku
Autore Yukio Mishima
1ª ed. originale 1948
1ª ed. italiana 1969
Genere romanzo
Sottogenere autobiografia
Lingua originale giapponese
Ambientazione Giappone, primo '900
Protagonisti Mishima (mai nominato)

Confessioni di una maschera è una sorta di romanzo autobiografico puerile dell'autore Yukio Mishima. Narrato in prima persona, il protagonista racconta, senza mai citare il proprio nome, la storia della sua infanzia ed adolescenza e dello sviluppo della propria omosessualità all'inizio celata, fino alla completa accettazione della stessa. Dallo stile ancora acerbo, può considerarsi una sorta di "prequel" a Colori proibiti.[senza fonte]

La parola "maschera" del titolo deriva dal modo in cui Kochan è costretto a sviluppare una propria falsa personalità usata per presentarsi agli altri. Crede che tutti intorno a lui siano obbligati a nascondere i propri veri sentimenti gli uni nei confronti degli altri, partecipando così a una grande universale "mascherata".

Trama[modifica | modifica sorgente]

All'inizio Kochan è un bambino che si trova a crescere all'interno d'una società dal militarismo esasperato ed immediatamente, causa la sua sensibilità di carattere, ha qualche difficoltà ad inserirsi nel gruppo scolastico. Il piccolo Kochan è nato con una costituzione gracile ed un fisico non certo forte e resistente tanto che, proprio a causa della sua debolezza, viene tenuto lontano dai ragazzi della sua età, allevato ed accudito morbosamente dalla nonna, una vecchia dura e rigorosa.

Quest'infanzia iper-protetta ed isolata da tutto ha molto probabilmente creato le condizioni basilari per le future suggestioni e fantasie di morte, sesso e violenza del protagonista (come lui stesso avrà modo di confessare nel corso della storia). Il ragazzo, appena entrato nella pubertà, sente subito una forte attrazione per i coetanei del suo stesso sesso, dopo rammenta che già da bambino era rimasto affascinato dai petti nudi sudati degli uomini durante le varie celebrazioni e manifestazioni per strada.

Nella prima parte del romanzo Kochan ancora non ammette apertamente neppure con se stesso ch'egli sia attratto sessualmente dagli altri uomini, nascondendo tutto ciò sotto un'ammirazione generica nei confronti della mascolinità e della forza, sia in ambito militare che sportivo.

Richiamerà poi il ricordo di un libro illustrato che gli era capitato d'aver tra le mani all'età di quattro anni: quanto lo attraeva l'eroico cavaliere dall'aspetto occidentale, quasi fosse per lui già un'immagine di tipo pornografico. Dopo che la sua baby sitter gli dice che quello da lui chiamato eroe a cavallo è in realtà Giovanna d'Arco, rimane infastidito dal fatto che una donna si fosse travestita da uomo e l'avesse ingannato (avendolo fino ad allora considerato come un autentico modello di virilità).

Dopo aver scoperto la masturbazione attraverso un quadro raffigurante San Sebastiano trafitto dalle frecce, sviluppa un acuto interesse nei confronti del corpo dell'amico e compagno di scuola Omi. Crescendo cercherà d'innamorarsi di una ragazza di nome Sonoko, ma è continuamente tormentato dalla sua tendenza omosessuale latente, continuamente sottoposta a sollecitazione: non potrà mai sinceramente dimostrare il suo più autentico sentimento amoroso nei confronti degli altri maschi come lui.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]