Complemento oggetto interno

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La nozione di complemento oggetto interno rappresenta una specificazione su basi semantiche della nozione di complemento oggetto[1].

Di norma, i verbi detti "intransitivi" non hanno altro argomento oltre al soggetto. Alcuni verbi intransitivi possono però avere dei complementi oggetti, detti "interni". Così, ad esempio:

«Lucia dorme sonni tranquilli
«Marco visse una vita di stenti

Come si vede, normalmente l'oggetto interno ha un significato affine al verbo di cui diviene argomento o persino la stessa radice, ed è inoltre accompagnato da un aggettivo[2][3].

Di norma, è possibile sostituire il complemento oggetto interno con un avverbio (lessicalmente legato per derivazione all'aggettivo che sostituisce): così, da Vivere una vita infelice si può passare a Vivere infelicemente[2].

In latino, l'oggetto interno prende il caso accusativo. Così, ad esempio[2]:

«Vivis vitam beatam. = Tu vivi una vita felice.»

In alcuni nomi composti da verbo e sostantivo, il sostantivo ha una funzione simile a quella dell'oggetto interno: così, ad esempio, in paracqua, parasole, tire-bouchon[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gian Luigi Beccaria (a cura di), Dizionario di linguistica, ed. Einaudi, Torino, 2004, ISBN 978-88-06-16942-8, p. 546.
  2. ^ a b c Bergamino Rita, Analisi logica della proposizione e del periodo in italiano e in latino, Alfredo Guida Editore, Napoli, p. 33.
  3. ^ Scheda sul complemento oggetto in lingua italiana, su treccani.it.
  4. ^ Giuseppe Sergio, Parole di moda. Il «Corriere delle dame» e il lessico della moda nell'Ottocento, FrancoAngeli, 2010, p. 207.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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