Collège international de philosophie

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Il Collège International de Philosophie (CIPh), fondato nel 1983 sotto l'impulso di François Châtelet, Jacques Derrida, Jean-Pierre Faye, Dominique Lecourt e sul versante politico sostenuto dall’allora Presidente della repubblica François Mitterand e dai ministri Jack Lang e Jean-Pierre Chevènement, è un organismo di ricerca e di formazione alla ricerca aperto al pubblico. Sito a Parigi, al numero 1 della rue Descartes, sede storica dell’École Polytechnique, nel quinto arrondissement, il CIPh funziona sul modello delle “università aperte”, dalle quali nondimeno si distingue per la preoccupazione di dare accesso, per un pubblico largo e variegato, alla ricerca filosofica in movimento condotta da liberi ricercatori e ricercatrici, di diversi orientamenti, piuttosto che a un sapere già costituito. Il CIPh organizza, lungo tutto il corso dell’anno, seminari, simposi, conferenze, giornate di studio, dibatti, presentazione di libri o incontri di riflessione.


Presentazione.

L'assemblea collegiale del CIPh è costituita non da professori, ma da «direttori di programma» (DP), titolo voluto da Jacques Derrida per segnare una differenza rispetto all'università. I DP sono eletti, per competizione aperta, per una durata di sei anni non rinnovabile, su presentazione di un Programma di ricerca specifico, che forma così il progetto di lavoro della loro "cattedra". Il numero dei DP è limitato a cinquanta. Non è richiesta alcuna condizione statutaria per diventare Direttore di programma: la selezione si effettua sull'unica base dei programmi presentati; perciò il CIPh accoglie ricercatori provenienti dall'università, ma anche dall'insegnamento secondario o dalle “classi preparatorie” (insegnanti che preparano all’accesso alle “Grandes Ecoles”: École Normale Supérieure, École Polytechnique ecc.), come anche filosofi "non-professionisti" (artisti, medici, ricercatori, provenienti da altre discipline...). Il limite di tempo delle direzioni di programma permette di rinnovare regolarmente gli orientamenti filosofici dell'assemblea collegiale.

L'assemblea collegiale è presieduta da uno dei direttori di programma, che dalla fondazione esercita questa funzione per non più di tre anni.

I presidenti sono stati: Jacques Derrida, Jean-François Lyotard, Miguel Abensour, Liliane Escoubas, Philippe Lacoue-Labarthe, Michel Deguy, Paul Henry, François Jullien, Jean-Claude Milner, François Noudelmann, Bruno Clément e Mathieu Potte-Bonville. L'attuale Presidente dell'Assemblea Collegiale è Diogo Sardinha.

La rivista pubblicata dal Collège è “Rue Descartes”, edita dalle PUF fin dal 1983. Dal n°71 “Rue Descartes” è diventata una rivista digitale on-line.

Il Collège International de Philosophie è costituito giuridicamente sotto forma associativa (Associazione secondo la legge 1901, riconosciuta di interesse pubblico). I Ministeri dell'insegnamento superiore e della Ricerca e dell'Educazione nazionale concorrono al suo finanziamento. I ricercatori che intervengono non sono retribuiti per la loro partecipazione. Localizzandolo al margine delle istituzioni accademiche, i fondatori del Collège International de Philosophie ne hanno voluto fare un luogo in cui possano essere interrogati i limiti di queste istituzioni. Così Jacques Derrida dichiarava, nel 1983: «il Collège resterà un'istituzione paradossale e singolare: assenza di cattedra, presenza di stranieri nelle istanze di riflessione e di decisione, come anche nei gruppi di lavoro; selezione rigorosa dei progetti di ricerca, in un luogo che non dovrebbe diventare tuttavia un "centro di studi avanzati", aristocratico e chiuso, e neppure un centro di insegnamento superiore; apertura alle competenze tecniche e artistiche; reclutamento senza considerazione di titolo accademico;  interesse costante per i problemi dell'insegnamento primario e secondario, che saranno trattati anche dai primi interessati, ecc.». Pertanto, i fondatori del Collège International de Philosophie non hanno inteso voler introdurre tra questo luogo critico e l'università, una forma «di esteriorità e ancor meno di rivalità», ma piuttosto creare «uno strumento ulteriore a disposizione di altre istituzioni (università, licei, collegi, EHESS, Alti Studi, Collège de France, CNRS, ecc.), come  anche a coloro che lavorano fuori dell’istituzione, in poche parole: un luogo aperto alle sperimentazioni, alle esplorazioni, agli incontri e ai dibattiti».

Tuttavia, percepita come una possibile "alternativa" all'università "classica", l'esistenza di questa istituzione è stata regolarmente contestata da una parte della comunità filosofica, e ha sollevato obiezioni che concernono, al tempo stesso, la collocazione del Collège International de Philosophie nel paesaggio istituzionale francese e gli orientamenti intellettuali dei lavori che si trovano svolti al suo interno. Così, la creazione del Collège International de philosophie è per il filosofo Jacques Bouveresse, ad esempio, causa di una certa perplessità: «Da questo punto di vista, la creazione del Collège International de Philosophie mi sembra rappresentare, prima di tutto, un chiodo in più piantato nella bara dell'università, già molto mal messa, alla quale sarebbe importante proprio dare i mezzi materiali e intellettuali per costituire realmente quello "spazio di libertà" che è supposta essere e che non può essere, invece,cercato dovunque altrove». Si potrebbe obiettare a questa argomentazione del «chiodo e della bara», il fatto che tra i fondatori del CIPh e, insieme, tra i Direttori di programma che si sono succeduti per oltre trent' anni, c'è sempre stato un buon numero di universitari che hanno trovato in questo luogo transdisciplinare un crogiolo in cui sviluppare ancor più il loro dibattito filosofico critico e l'apertura ad ogni genere di pubblico, non solo agli studenti che mirano a ottenere un diploma. È un elemento fondamentale di distinzione del CIPh, quest’ultimo del pubblico, che arricchisce, probabilmente, il panorama culturale della filosofia in Francia e nel mondo, fornendogli una base democratica ulteriore, preziosa. Non si tratta di "concorrenza" con l'università, dunque: tanto più che il CIPh ha appena allacciato una relazione istituzionale con il nuovo 'Polo' universitario di "Paris-Lumières", Saint-Denis e Nanterre. Resta, inoltre, il fatto che il CIPh non intacca affatto le risorse materiali di un'altra istituzione di ricerca: funziona con una dotazione di 240 000 euro annui, ossia circa 1000 volte meno di un'università parigina media.

Nell'ottobre 2014, il Collège International de Philosophie non ha ricevuto questo finanziamento modesto per l'anno civile in corso, rischiando di finire con un vuoto di bilancio e, per questa semplice ragione, di chiudere i battenti.

Di conseguenza, è oggi in corso una battaglia in difesa della sua esistenza, condotta presso la stampa e le diverse sedi istituzionali, la quale ha messo capo a una Petizione che il pubblico interessato è caldamente invitato a firmare :

Per il diritto alla filosofia per tutti.

Salviamo lo spazio civico del Collège international de philosophie

Senza una decisione del potere statale francese, il Collège international de philosophie chiuderà i battenti il prossimo mese di novembre, dopo 30 anni di attività e di lavoro creativo nelle più diverse e affermate reti culturali internazionali. Uno spazio di esperienze, di ricerca innovativa e di formazione originale è condannato a scomparire. La mannaia del ministero della ricerca e dell’educazione si è abbattuta : la sovvenzione ordinaria di 240000 euro verrà ben presto ritirata. Il Collège ha immediatamente bisogno di questa cifra per coprire i quattro stipendi del personale amministrativo che si troveranno altrimenti senza lavoro. Ne ha bisogno, inoltre, per il suo funzionamento minimo, per sostenere le proprie attività in Francia e all’estero, coordinate dai suoi 50 membri titolari (direttori di programma), che svolgono tutti il proprio lavoro senza alcuna remunerazione.

Associazione senza scopo di lucro e riconosciuta di utilità pubblica, il Collège international de philosophie è nato nel 1983 dalla convergenza della volontà politica dello Stato francese e dell’esigenza incondizionata di pensiero critico, veicolata da intellettuali e filosofi del calibro di François Chatelet, Jacques Derrida, Jean-Pierre Faye e Dominique Lecourt. Accanto agli organi di insegnamento superiore e della ricerca, il Collège ha costantemente mantenuto le proprie promesse. Il Collège non difende alcuna filosofia ufficiale. Sviluppa le proprie attività con mezzi irrisori se confrontati alla quantità e qualità della sua produzione e dell’impatto che questa ha sulla vita intellettuale della comunità scientifica, sulla filosofia in particolare e sulle scienze umane più in generale. Con l’esigenza di un pensiero critico come sua unica condizione, il Collège favorisce gli scambi tra filosofi, intellettuali, scrittori, scienziati e artisti con la società civile. Partecipa alla costruzione di uno spazio pubblico in cui il pensiero critico viene esercitato e continuamente rinnovato in piena libertà, oltrepassando le barriere nazionali, linguistiche e disciplinari.

Lo scorso anno, il Collège ha offerto 720 ore di attività seminariali pubbliche e gratuite. Ha organizzato convegni, giornate di studio, dibattiti con autori. Con quattro numeri l’anno, la sua rivista Rue Descartes, gratuita e integralmente accessibile on-line, ha visto moltiplicare il numero dei lettori in modo esponenziale.

Il Collège è attualmente associato all’«Université Paris-Lumières», composta dalle Università di Paris 8 e Paris-Ouest Nanterre, il CNRS e altre istituzioni culturali. La dotazione che il ministero aveva promesso, attraverso l’Université Paris-Lumières, non è stata versata, senza alcuna giustificazione. Il Collège si trova così sull’orlo del fallimento.

Chiediamo il mantenimento del finanziamento per la  «ricerca» di 240000 euro annui, che renderà possibile il funzionamento ordinario del Collège. Appellandoci al diritto alla filosofia per tutte/i, in una società democratica, chiediamo inoltre che le condizioni minime per il funzionamento del Collège siano garantite indefinitamente per il futuro.

Potremo affermare che oggi, in Francia, esiste una volontà politica disposta a impegnarsi chiaramente in difesa di una ricerca libera e dalla più ampia portata ? Il nostro obiettivo è che il Collège possa accogliere ancora per molti anni nuove generazioni di pensatori, provenienti da tutto il mondo, e impegnati a sviluppare una dimensione di ricerca critica, libera e aperta a tutte/i.

Paris, 17 ottobre 2014

L’Assemblea collegiale del Collège International de Philosophie''.

collectif@ciph.org

Link alla petizione on-line:

https://www.change.org/p/madame-najat-vallaud-belkacem-sauvons-l-espace-civique-du-collège-international-de-philosophie-pour-le-droit-à-la-philosophie-pour-tous

Alcuni professori che hanno insegnato al Collège[modifica | modifica wikitesto]

Nota: il titolo esatto, voluto da Jacques Derrida al fine di marcare la differenza con l'Università, è "Directeur de programme". I Direttori sono eletti, tramite una competizione aperta, su presentazione di un programma specifico che costituirà il corso della "cattedra".

Assemblea collegiale attuale[modifica | modifica wikitesto]

Direttori di programma in Francia

  • Salim Abdelmadjid
  • Isabelle Alfandary
  • Gilles Barroux
  • Christophe Beal
  • Ali Benmakhlouf
  • Philippe Büttgen
  • Julien Copin
  • Luigi Delia
  • Ghislain Deslandes
  • David Dubois
  • Safaa Fathy
  • Anoush Ganjipour
  • Marie Gil
  • Éric Guichard
  • Julie Henry
  • Franck Jedrzejewski
  • Nadia Yala Kisukidi
  • Christian Laval
  • Jérôme Lèbre
  • Anne Lefebvre
  • Carlos Lobo
  • Seloua Luste Boulbina
  • Joëlle Marelli
  • Laura Odello
  • Claire Pagès
  • Luca Paltrinieri
  • Xavier Papaïs
  • Marc Pavlopoulos
  • Stéphane Pujol
  • Barbara Safarova
  • Emmanuel Salanskis
  • Guillaume Sibertin-Blanc
  • Ferhat Taylan
  • Bruno Verrecchia

Direttori di programma all'estero

  • Marie-Claire Caloz-Tschopp
  • Filippo Del Lucchese
  • Andrew Feenberg
  • Dandan Jiang
  • Luc Ngowet
  • Roberto Nigro
  • Soraya Nour Sckell
  • Yuji Nishiyama
  • Andrea Pinotti
  • Paolo Quintili
  • Gabriel Rockhill
  • Margit Ruffing
  • Fernando Santoro
  • Diogo Sardinha (Président de l'Assemblée Collégiale)
  • Ashley Thompson

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]