Cniva

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Invasioni dei Carpi e Goti di Cniva negli anni 249-251.

Cniva (prima del 249 – dopo il 253) re e condottiero della popolazione germanica dei Goti (probabilmente i Tervingi).

Invase l'Impero romano, conquistando la città di Filippopoli (oggi Plovdiv) e uccidendo nella battaglia di Abritto (in Bulgaria, nei pressi del Danubio) l'imperatore romano Decio e suo figlio, Erennio Etrusco, che avevano tentato di impedirgli di uscire dai confini dell'Impero.

La storia[modifica | modifica wikitesto]

Cniva iniziò la sua invasione dell'Impero romano quando, attraversato il Danubio, invase la Mesia. Pose poi l'assedio alla città di Nicopoli, dove gli si fece incontro l'esercito romano. I goti si diressero allora a Filippopoli, inseguiti dai romani. A un certo punto, Cniva invertì la marcia delle sue truppe e piombò di sorpresa sull'accampamento dei romani, sconfiggendoli. Assediò poi Filippoli, che cadde dopo aver opposto una strenua resistenza: i goti massacrarono 100.000 persone e fecero molti prigionieri. Dopo numerosi preparativi, l'imperatore Decio cercò di bloccare la ritirata dei goti verso il Danubio e diede loro battaglia, ma, preso in una sacca, fu sconfitto e ucciso insieme al figlio Erennio Etrusco ad Abritto 251).

Il nuovo imperatore romano, Treboniano Gallo, permise a Cniva e ai Goti di tornarsene oltre il Danubio col bottino conquistato e accettò di pagare un tributo affinché restassero al di fuori dei confini dell'Impero.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Edward Gibbon, History of the Decline and Fall of the Roman Empire, 10.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]