Clarias batrachus

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Clarias batrachus
Clarias batrachus.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Osteichthyes
Classe Actinopterygii
Sottoclasse Neopterygii
Infraclasse Teleostei
Superordine Ostariophysi
Ordine Siluriformes
Famiglia Clariidae
Genere Clarias
Specie C. batrachus
Nomenclatura binomiale
Clarias batrachus
(Linnaeus, 1758)

Clarias batrachus (Linnaeus, 1758) è un pesce siluriforme d'acqua dolce, appartenente alla famiglia Clariidae.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Originario del Sud-Est asiatico, vive in un'ampia varietà di ambienti (per lo più acque stagnanti o debolmente correnti, anche salmastre). È stato introdotto ed acclimatato in varie regioni tropicali del mondo, anche se recentemente sta subendo la concorrenza del più intraprendente cugino africano (Clarias gariepinus). È un pesce gatto caratterizzato da una notevole adattabilità (può sopravvivere fino a 10 °C ed in acque inquinate o quasi prive di ossigeno, spostandosi da un bacino all'altro "camminando" su terreno asciutto). Non ha particolari esigenze riguardo ai valori fisico-chimici dell'acqua (vive ottimamente anche in acqua di rubinetto), tuttavia tende a nascondersi in nascondigli sul fondo adeguati alla sua stazza.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Lunghezza: di taglia imponente, può raggiungere i 50 cm.

Può superare il chilogrammo di peso. La corporatura non differisce da quella di molte altre specie di pesce gatto.

Dimorfismo sessuale: le femmine sono leggermente più grosse e col ventre più gonfio.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Pacifico nei confronti dei suoi simili (si riunisce anche in piccoli gruppi), ma molto aggressivo nei confronti di tutti gli altri esseri viventi. Tuttavia può convivere con altri pesci di taglia almeno pari alla sua (grossi Ciclidi, Trichogaster e grandi Ciprinidi adulti come Balantiocheilus o Barbonymus, maxi-pesci di fondo algivori come Hypostomus e Pterygoplichthys) sempre comunque in zone ampie.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Le coppie si isolano e depongono le uova, il maschio le feconda e successivamente vengono abbandonate a loro stesse.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Onnivoro, molto vorace, preda ed attacca: pesci, anfibi ed ogni piccolo animale che possa ingoiare. Cresce rapidamente trascorrendo gran parte del suo tempo divorando pesci più piccoli.

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

È inserito nell'elenco delle 100 tra le specie invasive più dannose al mondo poiché a causa dell'introduzione a scopi alimentari, esemplari fuggiti hanno dato vita a popolazioni alloctone che decimano la fauna fluviale.

L'introduzione di questa specie alloctona, in altre parole estranea all'habitat, fa sì che entri in concorrenza con i grossi pesci autoctoni sia direttamente (divorandone uova ed avannotti) che indirettamente (sfruttando la stessa catena alimentare). Commercio ed allevamento di questa specie sono vietati in vari Paesi, come la Germania e diversi stati americani, per il rischio che possa diffondersi in natura.

Acquariofilia[modifica | modifica sorgente]

Conosciuto come pesce d'acquario sin dalla fine del XIX secolo, è allevato in vasche molto grandi di minimo 500 litri, nelle quali si è già tentata la riproduzione con successo. L'uomo ne ha selezionato due varietà, quella albina e quella "pezzata". In commercio si trovano solo individui giovani, sotto i 10 cm.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Allen, D.J., 2013, Clarias batrachus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • "Un vorace "pesce gatto"" in Il mio acquario, vol. 139, aprile 2010, p. 10.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Scheda su "Fishbase" [1];
  • Video e galleria fotografica di esemplari albini e non su "Naigo" [2];
  • Ricerca di analisi di tossicità dell'acqua per mezzo di esemplari di questa specie su "Agris.Fao" [3].
  • l'album di fotografie [4]