Choirokoitia

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Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Choirokoitia
(EN) Choirokoitia
Khirokitia1.jpg
Tipo Culturali
Criterio (ii) (iii) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1998
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Choirokoitia è un sito archeologico che si trova sull'isola di Cipro, nel Mar Mediterraneo. Il sito, che risale al Neolitico ed è uno dei più importanti del Mediterraneo orientale, è stato inserito nel 1998 nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

P. Dikaios scoprì il sito di Choirokoitia nel 1934 e portò avanti sei campagne di scavo fino al 1946, a nome del Dipartimento per le Antichità. Ulteriori scavi vennero condotti nel corso degli anni settanta ma furono interrotti a causa dell'invasione turca dell'isola. Gli scavi vennero ripresi solo nel 1977 da parte di un gruppo francese. Il sito è stato abitato dal VII al IV millennio a.C.

Il sito[modifica | modifica sorgente]

L'insediamento di Choirokoitia si trova sul pendio di una collina nella valle del fiume Maroni, a circa 6 chilometri dalla costa meridionale di Cipro. Gli antichi abitanti praticavano un'antica forma di agricoltura e allevamento di sussistenza. Si tratta di un villaggio "chiuso", tagliato fuori dal mondo esterno per mezzo di grandi mura di pietra (spesse fino a due metri e mezzo e alte fino a tre metri), che lo circondavano su ogni lato tranne che dalla parte del fiume. Probabilmente vi erano altri punti di accesso attraverso le mura, ma non ne resta alcuna traccia.

Gli edifici[modifica | modifica sorgente]

Gli edifici costruiti all'interno della cinta muraria consistono di strutture circolari ammassate le une sulle altre. Queste costruzioni avevano spesso una base in pietra e raggiungevano proporzioni notevoli mediante l'aggiunta di ulteriori strati di pietre. Il loro diametro esterno varia fra 2,3 e 9,2 metri, mentre quello interno varia fra soli 1,4 e 4,8 metri. Recentemente è stato ritrovato un tetto collassato di forma piatta, che ha smentito l'ipotesi precedentemente avanzata che i tetti delle case fossero tutti di forma sferica.

Le divisioni interne di ogni capanna variavano a seconda dell'utilizzo che se ne doveva fare. Si pensa, in base a ritrovamenti archeologici, che alcune di queste costruzioni fossero dotate di un piano superiore, sorretto da pilastri. La teoria più comunemente accettata è che ognuna di queste costruzioni fosse una sorta di stanza, tutte raggruppate intorno ad un cortile centrale aperto, e che tutte insieme formassero la casa.

Gli abitanti[modifica | modifica sorgente]

Con ogni probabilità la popolazione del villaggio non ha mai superato le poche centinaia di unità; gli uomini avevano un'altezza media di circa 1,60 metri e le donne di circa 1,50. La mortalità infantile doveva essere molto alta e l'aspettativa di vita raggiungeva a stento i 22 anni. Gli uomini più anziani avevano probabilmente 35 anni e le donne 33, e i morti venivano sepolti in posizione rannicchiata al di sotto del pavimento delle case. A volte sono stati trovati nelle tombe resti di offerte di cibo, il che lascia supporre che ci fosse una qualche forma di culto dei morti.

Questa società, la più antica che si conosca sull'isola di Cipro, era molto ben organizzata, soprattutto nell'agricoltura (principalmente cereali), allevamento (cervi, pecore, capre e maiali) e raccolta di frutti che crescevano spontaneamente nella foresta nei pressi del villaggio (principalmente pistacchi, fichi, olive e prugne).

Per ragioni a noi sconosciute, intorno al 6000 a.C. il villaggio venne improvvisamente abbandonato. Sembra che il sito sia stato disabitato per 1.500 anni fino allo stanziamento di un altro gruppo, quello di Sotira.

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