Duomo di Salisburgo

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Duomo dei Santi Ruperto e Virgilio
Domkirche St. Rupert und Virgil
La facciata
La facciata
Stato Austria Austria
Land Flag of Salzburg (state).svg Salisburghese
Località AUT Salzburg (Stadt) COA.svg Salisburgo
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Arcidiocesi di Salisburgo
Consacrazione prima 774, attuale 1628
Stile architettonico Barocco
Inizio costruzione 1598
Completamento 1628

Il Duomo dei Santi Ruperto e Virgilio (in tedesco: Domkirche St. Rupert und Virgil) è la cattedrale cattolica della città di Salisburgo, consacrata a Ruperto di Salisburgo ed a Virgilio di Salisburgo, vescovi di questa sede.

La cattedrale delimita tre vaste piazze: Residenplatz e Kapitelplatz, lungo i fianchi e la Domplatz davanti alla facciata che può accogliere circa 10.000 persone. Sui cancelli d'ingresso della cattedrale, sono indicate le date di tre consacrazioni della chiesa: 774, 1628 e 1959.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La prima basilica costruita era in stile romanico ed era ripartita in tre navate e fu iniziata e portata a termine dal vescovo san Virgilio, che la consacrò il 25 settembre 774.[1] La notte tra il 4 ed il 5 aprile 1167 scoppiò un grande incendio che la distrusse completamente: essa venne ricostruita successivamente sotto l'arcivescovo Corrado III, con una struttura più grande ed a cinque navate, facendo del duomo di Salisburgo la cattedrale ancora oggi più grande della cerchia delle Alpi. Tale incendio venne considerato doloso per l'epoca, forse per volere di Federico Barbarossa, a seguito di una politica a lui opposta condotta dagli arcivescovi di Salisburgo.[senza fonte]

Dopo un nuovo incendio della cattedrale romanica nel 1598, l'arcivescovo Wolf Dietrich von Raitenau, vedendo che la vecchia struttura era fortemente danneggiata, diede ordine di abbattere completamente quello che era rimasto della struttura assieme a 55 case della città al fine di creare una cattedrale ancora più grande e di ricavare lo spazio necessario alla costruzione della grande piazza antistante la chiesa. La base della cattedrale venne costruita dall'italiano Vincenzo Scamozzi ma il successore di Wolf Dietrich, Markus Sitticus von Hohenems assunse poi come architetto Santino Solari che decise di rimaneggiare l'aspetto della cattedrale così come progettato dal suo predecessore riducendone notevolmente anche le dimensioni e la spesa. Questo nuovo edificio venne completato nel 1628 ed il 25 settembre di quello stesso anno venne consacrato dall'arcivescovo Paris von Lodron.

Nel 1682 all'interno della cattedrale, nell'ambito delle celebrazioni per il 1100º anniversario dell'arcidiocesi di Salisburgo venne eseguita per la prima volta la Missa Salisburgensis a 53 voci.

Il 16 ottobre 1944 una bomba colpì la cupola e parte del transetto danneggiandoli e dal 1945 al 1959 i salisburghesi furono impegnati nella ricostruzione e nella ristrutturazione del tempio.

I sei incendi della cattedrale[modifica | modifica sorgente]

La cattedrale di Salisburgo ha anche uno sfortunato primato, quello di aver sostenuto nella sua lunga storia ben 6 incendi:

  • 1127: scoppiò un incendio che distrusse parte della città, la chiesa collegiata di San Pietro e la cattedrale;
  • 1167: incendio probabilmente doloso che distrusse buona parte della cattedrale;
  • 1312: grande incendio che sprigionò grande calore al punto da fondere le campane;
  • 1598: incendio nella notte tra l'11 e il 12 dicembre. A questo atto seguì la ricostruzione barocca della cattedrale;
  • 1859: un altro incendio scoppiato per la negligenza prestata durante i lavori di ristrutturazione della soffitta;
  • 1944: 16 ottobre, una bomba americana colpì la cattedrale. La cupola crollò.

Esterno[modifica | modifica sorgente]

La facciata[modifica | modifica sorgente]

La "Porta della Speranza" del duomo di Salisburgo, eseguita da Ewald Mataré.

La facciata della cattedrale di Salisburgo, nelle forme composte del primo barocco, è tripartita e realizzata in marmo di Untersberger e calcare a vista. Prima dei tre portali che si aprono sulla facciata della cattedrale si trovano quattro grandi statue raffiguranti i santi Pietro e Paolo realizzati da Bernhard Michael Mandl, mentre sui lati si trovano San Roberto e San Vigilio, coopatroni della cattedrale. Dietro i quattro personaggi principali è l'ingresso della cattedrale. Le tre porte in bronzo della cattedrale sono state realizzate tra il 1957 ed 1958 da Giacomo Manzù (Porta dell'Amore), quella centrale, da Toni Schneider- Manzell (Porta della fede) quella di sinistra e da Ewald Mataré (Porta della Speranza), quella di destra.

Nella balaustra che si trova al secondo ordine, si trovano le statue dei quattro evangelisti mentre sopra il timpano della finestra si trovano il Leone e il Capricorno, gli animali che compaiono degli stemmi araldici di Paris von Lodron e di Markus Sittikus von Hohenems. Sopra la finestra centrale si trovano due angeli che tengono una corona. Sul frontone della cattedrale si trovano sulla sinistra Mosè con le tavole delle leggi, a destra Elia e in centro la statua di Cristo Salvatore. Queste tre figure sono state realizzate intorno al 1660 da Tommaso da Garona.

Le torri campanarie[modifica | modifica sorgente]

La facciata accoglie ai lati due torri campanarie, alte 82 m., edificate nel 1655, tripartite a loro volta come la cattedrale. Al secondo ordine si trova per ogni torre un orologio. La Marienglocke e la Virgilglocke sono le campane più antiche ancora oggi presenti nel concerto campanario della cattedrale e vennero realizzate in coincidenza con la ricostruzione barocca della cattedrale.

Il 24 settembre 1961 vennero consacrate altre nuove campane realizzate a Salisburgo tra cui la Salvatorglocke una delle più grandi campane al mondo e la seconda più grande d'Austria dopo quella del duomo di Vienna. Tutte le campane hanno un peso complessivo di 32.443 kg.

  • Salvatorglocke (1961), realizzata da Franz Oberascher, 2790 mm di diametro, 14.256 kg, torre Nord, iscrizione: "Ti lodiamo o Dio, Signore, Tu, Noi ti lodiamo, padre di incommensurabile maestà, il vero e unico Figlio evocato dallo Spirito Santo. Noi lodiamo il tuo nome per sempre. "]
  • Rupertglocke (1961), realizzata da Franz Oberascher, 2330 mm di diametro, 8273 kg, torre Sud, iscrizione: "San Roberto, patrono della nostra Arcidiocesi, dacci la fede!"
  • Mariaglocke (1628), realizzata da Johann Wolfgang Neidhart, 1830 mm di diametro, 4004 kg, torre Sud, iscrizione: [ "Santa Maria, Porta del cielo, aprite il vostro sostegno risparmiateci dai vili attacchi dei nostri nemici al suono di questo metallo, consacrata nel nome glorioso di Paris von Lodron, principe e arcivescovo di Salisburgo nell'anno di grazia 1628 "]
  • Josephglocke (1961), realizzata da Franz Oberascher, 1560 mm di diametro, 2517 kg, torre Sud, iscrizione: "San Giuseppe chiamato da Dio a tutelare il lavoro della gente. Che tu ci protegga dalle tempeste. "
  • Virgilglocke (1628), realizzata da Johann Wolfgang Neidhart, 1360 mm di diametro, 1648 kg, torre Sud, iscrizione: [ San Virgilio, patrono degli insegnanti e dei fedeli! Consentici di condurre diligentemente il tuo gregge e di salvarci dalla peste, dalla carestia, dalla guerra e dalla persecuzione, consacrata da Paris von Lodron, principe e arcivescovo di Salisburgo, l'anno di grazia 1628 "]
  • Leonhardglocke (1961), realizzata da Franz Oberascher, 1190 mm di diametro, 1025 kg, torre Sud, iscrizione: "Dio salvi i contadini di Salisburgo".
  • Barbaraglocke (1961), realizzata da Franz Oberascher, 1040 mm di diametro, 715 kg, torre Sud "Santa Barbara, patrona dei moribondi, prega per noi!"

Interno[modifica | modifica sorgente]

L'interno è a navata unica, affiancata da quattro profonde cappelle laterali interconnesse attraverso archi a tutto sesto, transetto e cupola sulla crociera.

Navata[modifica | modifica sorgente]

La navata, lunga 101 metri e alta 32 metri, che si prolunga con un ulteriore nartece sotto il portico, presenta dei dipinti sul soffitto ad affresco realizzati da Donato Mascagni e Ignazio Solari che mostrano scene della vita e della passione di Cristo, il tutto in 15 grandi quadri definiti che illustrano la passione e la morte, 10 piccoli estratti che mostrano la vita di Cristo, da Le Nozze di Cana a Gesù tentato sul monte. I dipinti sono corredati da stucchi della bottega di Giuseppe Bassarino e vennero terminati nel 1628 circa.

Cappelle[modifica | modifica sorgente]

Entrambi i lati della navata presentano una serie di cappelle nella quali si trova uno specifico altare. Sulla parete nord dell'altare maggiore si trova la cappella del battesimo di Cristo ove ha sede il fonte battesimale che è un calco in bronzo realizzato nel 1959 da Toni Schneider Manzell dell'originale gotico del 1321. Esso poggia su un leone di bronzo proveniente dalla precedente cattedrale e risalente alla seconda metà del XII secolo. Nel 1756 vi fu battezzato il compositore Wolfgang Amadeus Mozart.[2] Le altre cappelle a nord sono quelle di Sant'Anna, della trasfigurazione di Cristo e quella del Crocifisso. Sulla parete sud vi sono le cappelle di San Rocco e Sebastiano, San Carlo Borromeo, San Martino e San Girolamo. I dipinti dei primi tre altari sulla parete sud sono opera di Johann Heinrich Schonfeld.

Altare maggiore[modifica | modifica sorgente]

Veduta dell'altare del duomo di Salisburgo e di parte dei transetti laterali (foto panoramica)

L'altare maggiore è del 1628 ed è attribuito all'architetto Santino Solari che ha curato come abbiamo visto la riprogettazione barocca della cattedrale.

Esso è completamente in marmo ed accoglie una pala d'altare che illustra la risurrezione di Cristo, dipinta da Donato Mascagni. Sopra l'altare si trovano le statue dei patroni della chiesa San Roberto e san Virgilio, oltre alle allegorie della religione e della carità. Tra le diverse figure si trova una scritta in latino "Notas mihi fecisti vias vitae" (Si, mi mostrasti la via della vita). Sul timpano dell'altare maggiore ci sono tre angeli. Quelli sul frontone recano una croce dorata.

A destra ed a sinistra dell'altare maggiore si trovano gli epitaffi degli arcivescovi Markus Sittikus von Hohenems († 1619) e Paris von Lodron († 1653), circondati secondo il gusto dell'epoca da simboli di morte e putti a lutto. Per ogni epitaffio si trova un medaglione con un ritratto dipinto su rame dell'arcivescovo. Nel timpano dell'epitaffio si trova anche uno stemma accartocciato dell'ecclesiastico.

Transetto[modifica | modifica sorgente]

Nel transetto trasversale, che misura 69 metri, si trovano due altari: quello di sinistra è dedicato a san Francesco e quello di destra alla Madonna della Neve.

La cappella di San Francesco accoglie una pala d'altare della Trasfigurazione di san Francesco d'Assisi realizzata probabilmente attorno al 1628 da Donato Mascagni. Il tabernacolo è in ottone dorato e argento, fiancheggiato dalle statue dei quattro evangelisti. A destra ed a sinistra dell'altare di questa cappella vi sono l'epitaffio in marmo dei vescovi Leopold Anton von Firmian († 1744), Guidobald von Thun († 1668), Max Gandolph von Kuenburg († 1687) e Jakob Ernst von Liechtenstein-Kastelkorn († 1747). Sulle pareti e sul soffitto vi sono scene della vita e della morte di san Francesco d'Assisi.

Nel transetto destro vi è un altare con una pala d'altare di Ignazio Solari raffigurante santa Maria della Neve e una copia della Madonna miracolosa di Altötting. Accanto all'altare hanno trovato posto gli epitaffi in marmo degli arcivescovi Andreas Jakob von Dietrichstein († 1753), Johann Ernst von Thun († 1709), Franz Anton von Harrach († 1727) e Sigmund III von Schrattenbach († 1771). Sulle pareti e sul soffitto si trovano dipinti della vita e dell'ascensione di Maria.

La cupola: vista interna degli affreschi

Cupola[modifica | modifica sorgente]

La cupola della cattedrale, alta 71 metri,è suddivisa ad ottagoni dipinti con scene del Vecchio Testamento realizzate nel 1955 per copiare gli originali dipinti da Donato Mascagni e da Ignazio Solari e andati distrutti con il crollo del 1944. Sulle vele della cupola si trovano le raffigurazioni dei quattro evangelisti.

Organi a canne[modifica | modifica sorgente]

Organo maggiore[modifica | modifica sorgente]

Già nel 1705 venne costruito un primo organo a 42 registri, il quale venne rinnovato successivamente nel 1718 che è rimasto sostanzialmente invariato sino al 1842-1845 in base alle esigenze della musica sacra del tempo.

L'organo principale, circondato da angioletti muniti di strumenti musicali ed incoronato da Rupert e Virgil, venne costruito nel 1988 dalla ditta svizzera F. A. Metzler con un totale di 58 registri suddivisi fra le tre tastiere, di 56 note ciascuna, e la pedaliera, di 30. La sua disposizione fonica è la seguente:

Prima tastiera - Hauptwerk
Principal 16'
Octave 8'
Hohlflöte 8'
Viola 8'
Grossquinte 5.1/3'
Octave 4'
Nachthorn 4'
Terz 3.1/5'
Quinte 2.2/3'
Superoctave 2'
Mixtur Major IV-V
Mixtur Minor V-VI
Cornet V
Trompete 16'
Trompete 8'
Clairon 4'
Seconda tastiera - Schwellwerk
Bourdon 16'
Principal 8'
Gedackt 8'
Salicional 8'
Piffaro 8'
Octave 4'
Flauta 4'
Gemshorn 4'
Nasard 2.2/3'
Doublette 2'
Tierce 1.3/5'
Mixtur V
Fagott 16'
Trompete 8'
Schalmey 8'
Tremulant
Terza tastiera - Rückpositiv
Quintade 16'
Praestant 8'
Coppel 8
Holzflöte 8'
Principal 4'
Rohrflöte 4'
Octave 2'
Waldflöte 2'
Larigot 1.1/3'
Sifflöte 1'
Scharf IV-V
Sesquialtera II
Krummhorn 8'
Vox Humana 8'
Tremulant
Zimbelstern
Pedal
Principal 32'
Praestant 16'
Holzprincipal 16'
Subbaß 16'
Octavbaß 8'
Spitzflöte 8'
Octave 4'
Bauernflöte 2'
Hintersatz VI
Bombarde 16'
Fagott 16'
Trompete 8'
Clairon 4'

Organi della crociera[modifica | modifica sorgente]

Nel 1990, a ridosso dei quattro pilastri che sorreggono la cupola sono stati creati quattro ballatoi sorretti da mensole in marmo ed è stato stabilito di installare sopra ognuno di questi un organo a canne. I quattro strumenti, pur essendo esteticamente identici, dal punto di vista fonico si ispirano a differenti correnti musicali.

Evangelienorgel[modifica | modifica sorgente]

Situato sul pilastro a nord-est, alla sinistra dell'abside maggiore, l'Evangelienorgel è stato costruito nel 1991 dalla ditta organaria tirolese Pirchner Orgelbau. A trasmissione meccanica, ha due tastiere di 51 note ciascuna ed una pedaliera di 27. La sua disposizione fonica è la seguente:

Prima tastiera - Hauptwerk
Prinzipal 8'
Viola 8'
Oktav 4'
Nachthorn 4'
Nasat 2.2/3'
Oktav 2'
Mixtur 1.1/3'
Seconda tastiera - Nebenwerk
Copel 8'
Rohrflöte 4'
Prinzipal 2'
Cornet 2.2/3'
Pedal
Subbaß 16'
Oktavbaß 8'
Posaune 8'
Epistelorgel[modifica | modifica sorgente]

L'Epistelorgel, situato sul pilastro alla destra dell'abside maggiore, ha le medesime caratteristiche dell'Evangelienorgel, ma da questo si differenzia per i registri e per la presenza dell'ottava scavezza nelle due tastiere e nella pedaliera. La sua disposizione fonica è la seguente:

Prima tastiera - Hauptwerk
Prinzipal 8'
Bleigedackt 8'
Oktav 4'
Spitzflöte 4'
Quint 2.2/3'
Oktav 2'
Mixtur 1.1/3'
Seconda tastiera - Nebenwerk
Copel 8'
Gedackt 4'
Prinzipal 2'
Nasat 1.1/3'
Pedal
Subbaß 16'
Oktavbaß 8'
Quintbaß 5.1/3'
Venezianische Orgel[modifica | modifica sorgente]

Nel 1995 è stato installato in Cornu Evangelii intorno la colonna sud-est, un organo a canne costruito dall' organaro italiano Franz Zanin. Ispirato agli organi callidiani, ha due tastiere di 56 tasti (Do1-Fa5) con prima ottava corta, tasti spezzati per Re#/Mib e Sol#/Lab, ed una pedaliera di 22 tasti (Do1-Si2) con prima ottava corta, tasti spezzati per Re#/Mib e Sol#/Lab. Divisione tra Bassi e Soprani fra Do3/Do#3. La sua disposizione fonica è la seguente:

Prima tastiera - Positivo
Principale Bassi/Soprani
Ottava
Quinta Decima
Decima Nona
Vigesima Seconda
Flauto in VIII bassi/soprani
Cornetta Soprani
Tromboncini bassi/soprani
Seconda tastiera - Grand'Organo
Principale bassi/soprani
Ottava
Quinta Decima
Decima Nona
Vigesima Seconda
Vigesima Sesta
Vigesima Nona
Trigesima Terza e Sesta (solo nei bassi)
Voce umana (dal Do#3)
Flauto in VIII bassi/soprani
Flauto in XII bassi/soprani
Cornetta Soprani
Violoncelli bassi/soprani
Pedale
Contrabassi 16'
Tromboni 8'
Ottava di Contrabassi 8'
Tamburo
Campanelli
Renaissance-Orgel[modifica | modifica sorgente]

In Cornu Epistolae, intorno la colonna sud-ovest, si trova un altro organo a canne, anch'esso costruito nel 1995 dall' organaro italiano Francesco Zanin. Ispirato agli organi rinascimentali italiani, possiede 2 consolles: una posta in posizione centrale composta di un manuale di 59 tasti (Fa-1/Do5) con tasti spezzati per Re#/Mib e Sol#/Lab e pedaliera di 20 tasti (Fa-1/Re2); l'altra posta sulla sinistra, avente la funzione di Organo Continuo, comprendente una tastiera di 45 tasti (Do1-Do5) con prima ottava corta e pedaliera di 8 tasti (Do1-Si1). Le disposizioni foniche sono le seguenti:

Manual
Principale 12' Bassi/Soprani
Ottava
Quinta Decima
Decima Nona
Vigesima Seconda
Vigesima Sesta
Vigesima Nona
Trigesima Terza e Sesta
Voce umana 12' (da Do#3)
Flauto in VIII Bassi/Soprani
Cornamuse 12' Bassi/Soprani
Tremolante
Usignoli
Continuo Werk
Bordone 8'
Flauta in VIII 4'
Principale 2'


Pedal
privo di registri propri

Cripta[modifica | modifica sorgente]

Se nella cattedrale si trovano gli epitaffi degli arcivescovi salisburghesi dalla ricostruzione della chiesa in stile barocco, le loro salme, assieme a quelle dei loro predecessori e successori si trovano nell'area ipogea della chiesa.

La cripta, realizzata in stile romanico e risalente al progetto della prima cattedrale, accoglie le salme di molti degli arcivescovi di Salisburgo che sono sigillate da lastre di marmo rosa con inciso il loro nome e sovrastate dallo stemma arcivescovile.

Galleria di immagini[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mario Sgarbossa, I Santi e i Beati della Chiesa d'Occidente e d'Oriente, II edizione, Edizioni Paoline, Milano, 2000, ISBN 88-315-1585-3. p. 669
  2. ^ Duomo di Salisburgo : chiese/conventi/monasteri - duomo - top 10 - cattedrale - punti di interesse A - Z : Duomo di Salisburgo : salzburg.info

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Franz Fuhrmann: Salzburger Dom. 18. Auflage. Christliche Kunststätten Österreichs, Nr. 4. St. Peter, Salzburg 1999.
  • Ferdinand Grell: Das Salzburger Dombüchlein – zum 350-jährigen Bestand des Doms, geweiht von Paris Lodron am 25. September 1628. Verlag der Salzburger Druckerei, Salzburg 1978, ISBN 3-85338-125-1.
  • Wolfgang Lippmann: Der Salzburger Dom 1598–1630: unter besonderer Berücksichtigung der Auftraggeber und des kulturgeschichtlichen Umfeldes. VDG, Weimar 1999, ISBN 3-89739-059-0. Zugleich: Dissertation. Universität Bonn 1992 unter dem Titel: Der Salzburger Dom und die italienische Kirchenbaukunst nördlich der Alpen um 1600.
  • Johannes Neuhardt: Der Dom zu Salzburg: offizieller Führer des Domkapitels. Fotos: Kurt Gramer. 2. Auflage. Große Kunstführer, Nr. 78. Schnell & Steiner, Regensburg 1998, ISBN 3-7954-1139-4.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Coordinate: 47°47′52.34″N 13°02′47.9″E / 47.797872°N 13.046639°E47.797872; 13.046639