Caserma "Serafino Gnutti"

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Caserma "Serafino Gnutti"
Convento degli Umiliati
Stato Regno d'Italia (1805-1814)
Stato attuale Repubblica Italiana
Informazioni generali
Primo proprietario Ordine degli Umiliati
Funzione strategica caserma di presidio
Termine funzione strategica 1992 circa
Inizio costruzione 1236
Termine costruzione 1963
Condizione attuale dismessa
Proprietario attuale agenzia immobiliare (non specificata)
Visitabile no
Occupanti Esercito del Regno d'Italia (1805-1814), Imperial regio Esercito austro-ungarico, Regio Esercito, Wehrmacht, Esercito Nazionale Repubblicano, Esercito Italiano
Azioni di guerra Bombardamento del 2 marzo 1945

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La "Serafino Gnutti" era una caserma di Brescia. Insediata all'inizio dell'Ottocento nei locali del soppresso convento di San Bartolomeo in centro città, viene duramente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Rinata nel dopoguerra, è stata definitivamente chiusa nel 2009.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Aperta all'inizio dell'Ottocento nei locali del soppresso convento di San Bartolomeo in centro città[1], a partire dal 1812, vi si produssero armi da fuoco diventando l'Arsenale di Brescia. Qui venivano revisionate tutte le armi individuali in dotazione al Regio Esercito, come il fucile Vetterli-Vitali e il Carcano Mod. 91[2] nelle sue varie versioni. Una variante del Carcano, il Mod. 91 TS (Truppe Speciali), fu prodotta quasi esclusivamente qui fra il 1898 e il 1919.[3] Vi si producevano anche le corrispondenti munizioni da 6,5 × 52 mm.

Il 2 marzo 1945 l'installazione militare fu bersaglio di un massiccio bombardamento da parte di 71 B-24 Liberator dell'USAAF che fece danni in tutta la città. L'Arsenale fu raso al suolo e la chiesa di sant'Afra (oggi chiesa di Sant'Angela Merici), sita nelle immediate vicinanze, fu centrata da una bomba e crollò quasi completamente[4] travolgendo coloro che vi avevano cercato rifugio. Il computo totale delle vittime fu di 80 fra la popolazione civile.[5]

Dopo la Seconda guerra mondiale (1979) la caserma fu intitolata a Serafino Gnutti, Sottotenente degli Alpini, comandante di plotone del VI Reggimento Battaglione Alpini “Val Chiese”, caduto in Albania il 21 gennaio 1941 e decorato con Medaglia d'Oro al Valor Militare "alla memoria" nella Campagna di Grecia. Nella caserma "Gnutti" erano acquartierate le sezioni Comando e Trasmissioni della Brigata Meccanizzata "Brescia".

In seguito alla riorganizzazione post-Guerra fredda dell'Esercito Italiano, la Brigata fu sciolta e la caserma lasciata inutilizzata. L'edificio è stato quindi alienato dal Ministero della Difesa[6] nel luglio 2009 e messa all'asta l'anno successivo, nel luglio 2010. L'asta si è conclusa con l'acquisto del complesso da parte di un'impresa immobiliare per circa 9 milioni di euro[7].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Convento di Sant'Alessandro, serviti (1430 - 1797).
  2. ^ Academic Dictionaries - 6.5x52mm Mannlicher-Carcano. URL consultato il 5 agosto 2010.
  3. ^ www.exordinanza.net - Carcano 91 TS (Truppe Speciali). URL consultato il 5 agosto 2010.
  4. ^ Giornale di Brescia, 6 marzo 2010.
  5. ^ Giornale di Brescia, 12 marzo 2010.
  6. ^ Descrizione del complesso sul sito www.agenziademanio.it.
  7. ^ Articolo su quibrescia.it del 20 luglio 2010