Carnegiea gigantea

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Saguaro
Saguaro3.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Caryophyllales
Famiglia Cactaceae
Sottofamiglia Cactoideae
Tribù Pachycereeae
Genere Carnegiea
Specie C. gigantea
Nomenclatura binomiale
Carnegiea gigantea
(Britton & Rose), 1908

La Carnegiea gigantea o saguaro (Britton & Rose, 1908) è un cactus di grandi dimensioni che cresce nel deserto di Sonora, nel sud dell'Arizona, e nell'area adiacente del Messico. Viene indicato anche con i nomi di cactus a candelabro e cactus gigante.

È l'unica specie del genere Carnegiea. Le fu dato questo nome per ricordare Andrew Carnegie (1835 - 1919), industriale e filantropo statunitense.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Esemplare di C.gigantea in fiore

I saguari hanno tronco verde carnoso e colonnare, con alcune ramificazioni e con l'aspetto tipico dei cactus.

Il tronco ha crescita molto lenta - la prima ramificazione richiede anche 75 anni - ma può raggiungere altezze imponenti. Il saguaro più alto esistente oggi supera i 13 m di altezza e i 3 m di circonferenza.

Le foglie sono ridotte a piccole spine.

I fiori sbocciano di notte ad aprile o maggio e vengono impollinati da pipistrelli, insetti e uccelli.

I frutti maturano alla fine di giugno, sono rossi e succosi.

Subito dopo le rare piogge le radici poco profonde del saguaro raccolgono tutta l'acqua possibile. Le pieghe del corpo sono fatte in modo da contenere l'acqua, il fusto quindi si gonfia in modo notevole ed arriva a contenere anche 5 tonnellate di acqua per sopravvivere fino alla pioggia successiva. Così gonfio il saguaro sembra quasi una pianta diversa da quella iniziale.

I saguari possono vivere fino a 300 anni.[1]

Protezione[modifica | modifica sorgente]

Saguari nel deserto del Sonora

Il saguaro è considerato specie minacciata, per la ristrettezza del suo areale e anche per la lentezza nella crescita e nella propagazione.

Oggi è protetto dalla legge.[senza fonte]

Una parte del deserto di Sonora è stata eretta a monumento nazionale fin dal 1933 e a parco nazionale dal 1994. Non a caso, il parco si chiama Saguaro National Park.

Altre informazioni[modifica | modifica sorgente]

Alcune specie di picchi scavano dei buchi nei saguari per nidificare. Poiché ogni anno creano nuovi nidi, i buchi abbandonati vengono usati da altri animali, soprattutto uccelli notturni.

Per centinaia di anni gli abitanti del deserto di Sonora hanno fatto uso dei prodotti naturali del saguaro. Nell'estate il saguaro produce una messe copiosa di frutti succosi simili a fichi. Gli indiani Tohono O'Odham utilizzavano grandi pali per raccogliere questi frutti con cui preparavano marmellate, sciroppi e vino per le cerimonie religiose. Il saguaro dava inoltre ai Tohono O'Odham semi edibili e costole di legno per costruire ripari e recinti.

Il saguaro contiene alcaloidi psicoattivi, la carnegina e l'arizonina.

Il fiore del saguaro è il fiore simbolo dell'Arizona.

In Europa è possibile ammirare un saguaro di grandi dimensioni all'ingresso del giardino botanico dell'isola di Maiorca.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome saguaro deriva da un'errata pronuncia, da parte degli spagnoli, del nome che ha questa pianta nella lingua india locale.[senza fonte]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Carnegia gigantea

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Benson, L. (1981). The Cacti of Arizona. University of Arizona Press. ISBN 0-8165-0509-8

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Voci correlate[modifica | modifica sorgente]