Cancrinos

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Cancrinos
Cancrinos claviger.JPG
Cancrinos claviger
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Phylum Arthropoda
Subphylum Crustacea
Classe Malacostraca
Ordine Decapoda
Famiglia Cancrinidae
Genere Cancrinos

Il cancrino (gen. Cancrinos) è un crostaceo estinto, appartenente ai decapodi. Visse tra il Giurassico superiore e il Cretaceo superiore (circa 150 - 90 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in Germania e in Libano. È considerato uno stretto parente delle attuali cicale di mare (gen. Scyllarus).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Questo strano crostaceo aveva un aspetto particolare: il corpo, lungo tra i 10 e i 20 centimetri, era piuttosto simile a quello di un'aragosta, ma differiva notevolmente da quest'ultima a causa della forma delle seconde antenne, che erano appiattite nella parte finale; questo particolare richiama vagamente la condizione presente nelle attuali cicale di mare (Scyllarus e Scyllarides). Al contrario di queste forme, tuttavia, Cancrinos possedeva ancora una caratteristica ancestrale: le antenne erano composte da molti segmenti e non erano ridotte a un solo elemento.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

I fossili di Cancrinos sono rari, e il loro stato di conservazione è spesso imperfetto. Il primo a descrivere Cancrinos, nel 1839, fu il conte Georg zu Münster, sulla base di fossili ritrovati nel giacimento di Solnhofen in Germania. Lo studioso ritenne che vi fossero due specie, C. claviger e C. latipes, differenti per la taglia delle antenne; successivi studi hanno invece posto in sinonimia le due specie. Anche se Munster non riuscì a trovare alcun parente vivente di Cancrinos nella descrizione originale, nel 1984 Reinhard Forster propose che Cancrinos fosse una forma di transizione tra le aragoste e le cicale di mare, ipotesi corroborata da ulteriori studi (Garassino e Schweigert, 2006).

Altri esemplari, ritrovati in Libano in strati del Cretaceo superiore, sono stati attribuiti a un'altra specie, C. libanensis.

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Fossile di Cancrinos latipes (=C. claviger)

Poiché sono stati ritrovati fossili di esemplari immaturi, è nota parte dello sviluppo di Cancrinos, anche se non è chiaro se gli esemplari più piccoli fossero nello stadio di puerulus o fossero giovani. Gli esemplari più giovani possiedono antenne meno piatte, più simili a quelle delle aragoste. Cancrinos, quindi, esibisce una forma di eterocronia nota come peramorfosi; si presume che questa ontogenia rifletta la filogenesi di Cancrinos, e che rappresenti un parziale sviluppo da una forma ancestrale simile alle aragoste verso la più evoluta forma simile alle cicale di mare.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Georg zu Münster (1839). Decapoda Macroura. Abbildung und Beschreibung der fossilen langschwänzigen Krebse in den Kalkschiefern von Baiern. Beiträge zur Petrefacten-Kunde. 2. Bayreuth, Germany. pp. 43–45.
  • Reinhard Förster (1984). "Bärenkrebse (Crustacea, Decapoda) aus dem Cenoman des Libanon und dem Eozän Italiens". Mitteilungen der Bayerischen Staatssammlung für Paläontologie und historische Geologie 24: 57–66.
  • Alessandro Garassino & Günter Schweigert (2006). "The Upper Jurassic Solnhofen decapod crustacean fauna: review of the types from old descriptions. Part I. Infraorders Astacidea, Thalassinidea, and Palinura". Memorie della Società Italiana di Scienze Naturali e del Museo Civico di Storia Naturale di Milano 34.
  • Alessandro Garassino & Günter Schweigert (2006). "Cretasergestes sahelalmaensis n. gen., n. sp. (Crustacea, Decapoda, Sergestidae) and Cancrinos libanensis n. sp. (Crustacea, Decapoda, Palinuridae) from the Late Cretaceous (Cenomanian) of Lebanon". Atti della Società italiana di scienze naturali e del museo civico di storia naturale di Milano 147.
  • Joachim T. Haug, Carolin Haug, Dieter Waloszed, Andreas Maas, Matthias Wulf & Günter Schweigert (2009). "Development in Mesozoic scyllarids and implications for the evolution of Achelata (Reptantia, Decapoda, Crustacea)". Palaeodiversity 2: 97–110.
  • Joachim T. Haug, Carolin Haug, Dieter Waloszek & Günter Schweigert (2011). "The importance of lithographic limestones for revealing ontogenies in fossil crustaceans" (PDF). Swiss Journal of Geoscience 104 (Suppl. 1): S85–S98. DOI:10.1007/s00015-010-0033-1.