Cambiamenti territoriali della Polonia dopo la seconda guerra mondiale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

I cambiamenti territoriali della Polonia dopo la seconda guerra mondiale furono molto importanti.

Nel 1945 il confine orientale della Polonia fu spostato verso ovest, a seguito delle decisioni prese durante la Conferenza di Teheran del 1943 per l'insistenza dell'Unione Sovietica in tal senso. I territori orientali, acquisiti dalla Polonia dopo la Guerra sovietico-polacca e che l'URSS aveva rioccupato nel 1939, (eccetto la regione di Bialystok), furono annessi dall'Unione sovietica e la maggior parte della popolazione polacca fu espulsa. Oggi questi territori fanno parte della Bielorussia, dell'Ucraina e della Lituania.

In compensazione alla Polonia furono assegnati alcuni ex territori tedeschi: i due terzi della parte meridionale della Prussia orientale, tutta la Pomerania, la Posnania e la Slesia, fino alla linea Oder-Neisse. La popolazione tedesca fu espulsa e queste regioni furono ripopolate con i polacchi espulsi dai territori orientali o provenienti dalla Polonia centrale. L'area di Zaolzie, annessa dalla Polonia dopo l'occupazione tedesca della Cecoslovacchia nel 1938, fu restituita a quest'ultima per volere di Stalin.

Confini nuovi e vecchi della Polonia, 1945

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Polonia Portale Polonia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Polonia