Bonoman

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Bonoman
Dati amministrativi
Lingue parlate Lingue Akan
Capitale Begho
Politica
Forma di governo Monarchia
Nascita XI secolo
Fine XIX secolo
Causa Scioglimento
Territorio e popolazione
Bacino geografico Ghana
Religione e società
Religioni preminenti Culto degli antenati
Evoluzione storica
Preceduto da Sahel
Succeduto da Impero Ashanti
Testa memoriale Akan, XVII secolo, Ghana. Esposta presso il Metropolitan Museum of Art di New York

Bonoman (stato Bono) fu uno stato commerciale creato dagli Abron, che alla fine portò ricchezza agli Akan.

Bonoman fu un impero medievale Akan, situato in quell ache oggi è la Regione di Brong-Ahafo in Ghana ed in Costa d'Avorio orientale. Viene solitamente accettata l'ipotesi che sottogruppi degli Akan siano migrate partendo da questo stato in vari periodi, per creare nuovi stati Akan in cerca di oro. Il commercio dell'oro, che esplose a Bonoman all'inizio del XII secolo, fu la sorgente del potere e della ricchezza Akan nella regione, all'inizio del Medioevo.[1]

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Si dice che il popolo di Bonoman provenisse da nord, da quello che oggi è chiamato Sahel.[2]

Centri di commercio utilizzati dallo stato[modifica | modifica wikitesto]

Bono Manso[modifica | modifica wikitesto]

Bono Manso (noto anche come Bono Mansu) fu un'area commerciale situata nell'antico stato di Bonoman, e un importante centro in quella che oggi è la regione ghanese di Brong-Ahafo. Situato poco a sud del fiume Volta Nero, nella zona di transizione tra savanna e foresta, la città era frequentata da carovane provenienti da Djenné, facendo parte delle vie commerciali trans-sahariane. Tra i beni commerciati c'erano cola, sale, cuoio ed oro; l'oro era la più importante delle merci commerciate a partire dalla metà del XIV secolo.[1][3][4]

Begho[modifica | modifica wikitesto]

Begho (Bighu o Bitu) fu un'antica città di mercato situate poco a sud del Volta Nero, tra savanna e foresta (attuale Ghana, parte nord-occidentale della regione di Brong-Ahafo). La città, come Bono-Manso, fu molto importante come porto franco frequentato dalle carovane settentrionali provenienti dal Mali a partire dal 1100. Vi si commerciava avorio, sale, cuoio, oro, cola, abiti e leghe di rame.[4]

Gli scavi archeologici hanno portato alla luce strutture in muratura datate tra il 1350 ed il 1750, oltre a ceramiche di ogni tipo, pipe e prove di lavorazione del ferro. Con una probabile popolazione di oltre 10000 persone, Begho era una delle città più popolose della parte meridionale dell'Africa occidentale al tempo dell'arrivo dei portoghesi nel 1471.[4]

Bonduku[modifica | modifica wikitesto]

Anche Bonduku era un centro di commercio dell'impero di Bonoman. Diede origine allo stato di Gyaman, chiamato anche regno di Jamang. Lo stato esistette tra il 1450 ed il 1895, e si trovava negli attuali Ghana e Costa d'Avorio.

Struttura delle città di Bonoman[modifica | modifica wikitesto]

Basandosi sugli scavi, sulla datazione al carbonio e sulle tradizioni orali locali, Effah-Gyamfi (1985) ipotizzò tre distinte fasi urbane. Secondo lui nella prima fase (XIII/XV secolo) il centro urbano era relativamente piccolo, e le città erano popolate da migliaia di persone, ma tutte vivevano nel centro urbano. Gli edifici erano di canne. La ceramica dipinta di questo periodo è stata ritrovata in un raggio di 3,3 km.

Nella seconda fase (XVI/XVII secolo) il centro urbano era più grande, composto soprattutto da case distribuite e da un nucleo rappresentato al mercato. Esistono molte prove che dimostrano i commerci su lunga tratta, come ad esempio le perle di vetro e la ceramica mica rivestita, entrambi risalenti a questo periodo.

Influenza sulla cultura Akan[modifica | modifica wikitesto]

Vari aspetti della cultura di Akan derivano da Bonoman, tra cui l'uso dell'ombrello per i re, le spade della nazione, gli sgabelli, l'oreficeria, la tessitura, ecc.[5]

Caduta di Bonoman[modifica | modifica wikitesto]

La caduta dei vari stati Abron avvenne durante la nascita dei più potenti imperi Akan, soprattutto dell'impero di Ashanti. Molti fattori indebolirono queste nazioni, tra cui i conflitti per il potere, per le tasse, e la mancanza di accesso diretto alla costa che stava aumentando l'influenza di molti stati Akan. Alla fine del XIX secolo, l'intera Bonoman divenne parte dell'impero Ashanti.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Djibril Tamsir Niane, Africa from the twelfth to the sixteenth century, Unesco. International Scientific Committee for the Drafting of a General History of Africa., pag. 334
  2. ^ Atlas of the Human Journey, The Genographic Project. URL consultato il 10 gennaio 2009.
  3. ^ Effah-Gyamfi, Kwaku (1987). "Archaeology and the study of early African towns: the West African case, especially Ghana". West African Journal of Archaeology
  4. ^ a b c Crossland, L. B. (1989). Pottery from the Begho-B2 site, Ghana. African occasional papers. 4. Calgary: University of Calgary Press. ISBN 0919813844.
  5. ^ a b Kwasi Konadu, Kwasi Konadu, Indigenous medicine and knowledge in African society, Routledge, 2007. Pag. 30

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • James Anquandah, Ghana: early towns & the development of urban culture: an archaeological view in Alexis B. A. Adande e Emmanuel Arinze (a cura di), Museums & urban culture in West Africa, Oxford, James Currey, 2002, pp. 9–16, ISBN 0-85255-276-9.
  • L. B. Crossland, Pottery from the Begho-B2 site, Ghana in African occasional papers, vol. 4, Calgary, University of Calgary Press, 1989, ISBN 0919813844.
  • Kwaku Effah-Gyamfi, Archaeology and the study of early African towns: the West African case, especially Ghana in West African Journal of Archaeology, vol. 17, 1987, pp. 229–241.
  • Jack Goody, The Mande and the Akan Hinterland in J. Vansina, R. Mauny e L. V. Thomas (a cura di), The Historian in Tropical Africa, Londra, Oxford University, 1964, pp. 192–218.
  • Timothy Insoll, The Archaeology of Islam in Sub-Saharan Africa, New York, Cambridge University Press, 2003, ISBN 0-521-65702-4.
  • Effah-Gyamfi, Kwaku (1979) Traditional history of the Bono State Legon: Institute of African Studies, University of Ghana.
  • Effah-Gyamfi, Kwaku (1985) Bono Manso: an archaeological investigation into early Akan urbanism (African occasional papers, no. 2) Calgary: Dipartimento di Archeologia, University of Calgary Press. ISBN 0-919813-27-5
  • Meyerowitz, Eva L.R. (1949) 'Bono-Mansu, the earliest centre of civilisation in the Gold Coast', Proceedings of the III International West African Conference, 118–120.