Battaglia di Rain

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Battaglia di Rain
La battaglia di Rain
La battaglia di Rain
Data 15 aprile 1632
Luogo Rain, Baviera
Esito Vittoria svedese
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
40.000 circa 20.000 circa
Perdite
2.000 circa tra morti e feriti 3.000 circa tra morti e feriti
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La battaglia di Rain si svolse il 15 aprile 1632 in Baviera, nel corso della fase svedese della guerra dei trent'anni. L'esercito della Lega Cattolica, al comando di Johann Tserclaes, conte di Tilly, venne battuto nel tentativo di impedire all'esercito svedese del re Gustavo II Adolfo di attraversare il fiume Lech; lo stesso conte di Tilly venne ferito a morte in combattimento.

Eventi precedenti e piano svedese[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la grande vittoria riportata nella battaglia di Breitenfeld, Gustavo Adolfo si diresse verso occidente, ponendo i quartieri invernali presso la città di Magonza, creando un campo fortificato che divenne noto come Gustavusburg. Trascorso l'inverno, egli diede il via alla campagna del 1632, dirigendosi verso la Baviera; qui trovò l'esercito della Lega Cattolica che occupava una posizione difensiva dominante il passaggio sul fiume Lech. Gli svedesi procedettero alla costruzione di un ponte di barche, presso la cittadina di Rain, e Gustavo predispose un piano che, nelle sue intenzioni, non solo avrebbe permesso di attraversare il fiume, ma avrebbe anche portato alla distruzione dell'esercito avversario. Tale piano, articolato in due fasi, dimostra le capacità tattiche di Gustavo Adolfo, che formulò un piano semplice ma efficace che non riuscì solo per circostanze che non potevano essere previste.

I movimenti previsti dal piano svedese erano:

  1. Un'avanzata intrapresa da parte dell'esercito svedese, composta in gran parte da fanteria, che avrebbe attraversato il fiume e impegnato frontalmente l'avversario, trincerato su di una altura; questo avrebbe attirato l'attenzione delle truppe cattoliche, mentre la testa di ponte formata sarebbe stata protetta dalla vantaggiosa conformazione della sponda del fiume, che formava una sorta di penisola facilmente difendibile.
  2. Una marcia della cavalleria svedese, che, attraversando il fiume circa 10 km più a sud, avrebbe aggirato l'ala sinistra cattolica, e caricato sul fianco e sul retro le truppe avversarie, impegnate nel respingere la testa di ponte; questo avrebbe provocato il collasso dell'esercito avversario e la sua distruzione.

Svolgimento della battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Per mettere in pratica la prima parte del piano, circa trecento uomini facenti parte del corpo finlandese dell'Hakkapeliitta furono inviati attraverso il fiume sotto un pesante fuoco, dove scavarono ripari in terra per alcune batterie di artiglieria; una volta piazzati, questi cannoni protessero efficacemente l'attraversamento del resto della fanteria svedese. Nel frattempo, la cavalleria, senza incontrare alcuna opposizione, attraversava il fiume a sud, come previsto dal piano.

Una volta che tutte le forze svedesi ebbero attraversato il fiume, Gustavo ordinò un assalto che riuscì a catturare la collina; durante questo scontro, il conte di Tilly fu ferito mortalmente ad una gamba da una palla di cannone, e dovette abbandonare il comando, che venne assunto dal suo secondo, Johann von Aldringen. Tuttavia, anche Aldringen venne ferito, subendo una frattura del cranio, e il comando fu rilevato dall'Elettore di Baviera Massimiliano I, che ordinò la ritirata per salvare l'esercito, lasciando in mano avversaria i bagagli e l'artiglieria.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Lo scontro vide perdite considerevoli e sostanzialmente equivalenti da entrambe le parti; questo fu dovuto ai pesanti scontri frontali verificatisi durante l'attraversamento e l'assalto alla collina. Probabilmente, il ferimento di Tilly e di Aldringen furono i fattori che salvarono l'esercito cattolico da una distruzione completa, in quanto la perdita dei due principali comandanti convinse Massimiliano ad ordinare la ritirata molto prima di quanto previsto dal piano svedese, sottraendo quindi le forze cattoliche alla manovra accerchiante della cavalleria di Gustavo.

La vittoria lasciò tuttavia agli svedesi il domino pressoché completo sulla Baviera: il 17 maggio venne occupata Monaco, e Massimiliano fu costretto a fuggire in territorio asburgico, a Salisburgo; anche i domini asburgici erano però minacciati dagli svedesi, e solo dopo la battaglia di Lützen la minaccia diminuì.

È da notare che la manovra aggirante di Gustavo Adolfo venne poi riproposta dal generale svedese Johan Banér durante la battaglia di Wittstock del 1635.