Ave, Caesar, morituri te salutant

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L'Ave, Caesar, morituri te salutant indirizzato dai gladiatori a Vitellio, nella visione artistica di Jean-Léon Gérôme (1859)

Ave, Caesar, morituri te salutant (lett. Ave, Cesare, coloro che stanno per morire - i morituri - ti salutano) è, per tradizione, considerata la frase latina che i gladiatori indirizzavano all'imperatore prima dell'inizio dei giochi gladiatòri.

Equivoci[modifica | modifica wikitesto]

Una tale tradizione non ha attestazioni letterarie se non in Svetonio, De Vita Caesarum, 5 (Divus Claudius), 21, 6.

L'originale svetoniano è tuttavia leggermente diverso dalla forma tràdita: "Ave imperator, morituri te salutant!"[1]. L'invocazione è rivolta all'imperatore romano Claudio ed è pronunciata non da gladiatori ma da condannati a morte che in un'occasione unica e molto particolare, la celebrazione nel 52 dell'inizio della bonifica del Fucino, si apprestavano a partecipare alle Naumachie appositamente indette dall'imperatore Claudio.

L'interpretazione tradizionale è quindi da considerarsi molto probabilmente errata in assenza di ulteriori attestazioni a supporto.

Uso corrente[modifica | modifica wikitesto]

Oggi la frase è usata con tono scherzoso e sdrammatizzante quando si incomincia un'attività o un'azione rischiosa e dall'esito incerto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Testo latino e traduzione inglese su LacusCurtius

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]