Arta

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Arta
comune
Άρτα
Antico ponte di Arta
Antico ponte di Arta
Localizzazione
Stato Grecia Grecia
Periferia Epiro
Unità periferica Arta
Amministrazione
Sindaco Ioannis Papalexis
Territorio
Coordinate 39°09′N 20°59′E / 39.15°N 20.983333°E39.15; 20.983333 (Arta)Coordinate: 39°09′N 20°59′E / 39.15°N 20.983333°E39.15; 20.983333 (Arta)
Altitudine 30 m s.l.m.
Superficie 457 km²
Abitanti 44 136 (2001)
Densità 96,58 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 47100
Prefisso 26810
Fuso orario UTC+2
Targa ΑΤ
Cartografia
Mappa di localizzazione: Grecia
Arta
Arta – Mappa
www.arta.gr Sito istituzionale
Antico ponte di Arta

Arta (in greco Άρτα) è un comune della Grecia situato nella periferia dell'Epiro (unità periferica di Arta) di 44.136 abitanti secondo i dati del censimento 2001[1].

A seguito della riforma amministrativa detta piano Kallikratis in vigore dal gennaio 2011[2] che ha abolito le prefetture e accorpato numerosi comuni, la superficie del comune è ora di 457 km² e la popolazione è passata da 23.863[3] a 44.136 abitanti.

È stata la capitale del Despotato d'Epiro durante il Medioevo, inoltre è famosa per i monasteri e le chiese bizantine costruite durante il tempo del Despotato di Epiro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Arta risale al Paleolitico. Il primo insediamento nell'area della città moderna risale al IX secolo a.C. Ambracia (l'antico nome di Arta) fu fondata dai Corinzi nel VII secolo a.C.

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grecia antica e Grecia romana.

Nel 295 a.C. Pirro, re dei Molossi fece di Ambracia la capitale del proprio regno, e la utilizzò come base di partenza per attaccare i Romani. Pirro riuscì ad ottenere grandi ma costose vittorie contro i romani, e divenne famoso per la frase "Vittoria di Pirro" che si riferisce alla Battaglia di Ausculum. Nel 146 a.C. Amvrakia divenne parte dell'Impero Romano e la provincia di Epiro fu rinominata Epirus Vetus, per distinguerla dall'Epirus Nova ad est. Non esiste menzione della città sotto il nome di Arta fino al 1082.

Era Bizantina/Ottomana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grecia bizantina e Grecia ottomana.

Nel 1204 dopo la caduta di Costantinopoli per opera dei Crociati, Arta divenne la capitale del Despotato di Epiro. Il Despotato di Epiro si estendeva fino a Dyrrhachium, e includeva l'intero nord-ovest delle Grecia, regioni della Tessaglia e la Macedonia nord-occidentale. Il fondatore del despotato fu Michele I d'Epiro (1205-1215), congiunto della famiglia imperiale Bizantini dei Comneni. Dopo breve conquiste della città da parte della famiglia Orsini (1318-1337), dell'Impero Serbo (1337 - 1359), dei clan Albanesi (1359-1416) e da regnanti Italiani (Carlo II Tocco, Leonardo III Tocco), i Turchi Ottomani conquistarono la città nel 1449 e la rinominarono "Narda". La città fu occupata dai Veneziani nel 1717 e dai francesi nel 1797. Gli Ottomani la rioccuparono nel 1799. La città fu effettivamente liberata dagli Ottomani e annessa alla Grecia nel 1881 dal Trattato di Berlino.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Epoca classica[modifica | modifica wikitesto]

La città moderna fu costruita sull'antica Ambracia. I resti dell'era classica includono le antiche mura, le rovine dell'antico tempio di Apollo, il piccolo teatro di Amvrakia e resti del cimitero sud-occidentale.

Epoca bizantina[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Parigoritria (fine del XIII secolo).

Il Castello di Arta fu costruito da Michele II d'Epiro a metà del XIII secolo. È un buon esempio dell'architettura Bizantina ed è ben conservato. La chiesa bizantina più importante è quella di Parigoritria, costruita nel periodo che va dal 1285 e il 1289 da Niceforo I d'Epiro e da sua moglie Anna Palaiologina Catacuzena. La chiesa di Santa Teodora è un altro fine esempio di architettura bizantina. È dedicata al protettore di Arta San Giorgio ed è l'unico edificio sopravvissuto dell'abbazia fondata del XIII secolo dalla regina del Despotato d'Epiro (Teodora), e funzionava come convento monacale. Dopo la morte del marito, Teodora stessa divenne una suora e fu sepolta nel tempio che prese il suo nome. Altri importanti monumenti bizantini includono le chiese di San Basilio (Hagios Vasilios), l'Abbazia di Kato Panagia, Hagios Vasilios del Ponte, Panagia Vlaherna, Panagia Brioni a Neohoraki, San Demetrio Katsouri a Plisioi, la Chiesa Rossa a Vourgareli, Panagia di Koronisia a Koronisia e la chiesa di Pantanassa a Filippiada.

Cattedrale ortodossa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di San Demetrio (Arta).

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Preistorico e di Antichità Classiche di Arta
  • Chiesa di Parigoritissa
  • Museo Popolare 'Skoufas'
  • Museo Storico 'Skoufas'
  • Museo Popolare privato a Kypseli.
  • Museo Archeologico di Koronisia

Istituto Tecnologico Educativo dell'Epiro[modifica | modifica wikitesto]

Il Technological Educational Institute of Epirus"" (T.E.I.) [1] ha il campus principale a la sede amministrativa in Arta e campus decentrati nelle tre principali città dell'Epiro, Giannina, Igoumenitsa e Preveza. Il T.E.I. ha quattro (4) Facoltà e tredici (13) Dipartimenti.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Arta è situata a NNO di Antirio, Messolongi e Agrinio, NE di Preveza, SSE di Giannina e SO di Trikala.

Regolari autolinee collegano Arta con tutte le principali città greche. (numerosi i bus giornalieri per Atene, tratta che necessita in genere di circa 5 ore).

La città è collegata con la GR-5 (Antirrio - Giannina) e con la GR-30 che collega Peta e Trikala.

Andamento demografico[modifica | modifica wikitesto]

Anno Popolazione Variazione
1981 20 004 -
1991 23 710 +3 706 (+18,53%)
2001 23 863 +153 (+0,65%)

Persone legate ad Arta[modifica | modifica wikitesto]

Associazioni Sportive[modifica | modifica wikitesto]

Pallamano

Basket

Calcio

Pallavolo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Popolazione comuni greci. URL consultato il 9 marzo 2011.
  2. ^ piano Kallikratis. URL consultato il 2 marzo 2011.
  3. ^ Censimento 2001. URL consultato il 2 marzo 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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