Antef II

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Antef II
Stele funeraria di Antef II. New York, Metropolitan Museum of Art.
Stele funeraria di Antef II. New York, Metropolitan Museum of Art.
Re dell'Alto e Basso Egitto
Incoronazione 2121 a.C.[1]
Predecessore Merikara (X dinastia)/Antef I (XI dinastia)
Successore Antef III
Morte 2072 a.C.[2]
Luogo di sepoltura necropoli di el-Tarif
Dinastia XI dinastia egizia
Padre Mentuhotep I
Figli Antef III

Antef II ( Hor Wah-ankh; ... – 2072 a.C.) è stato un faraone della XI dinastia egizia.


Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fratello minore di Antef I e figlio di Mentuhotep I, una volta asceso al trono continuò la lotta con il regno herakleopolita, guidato da Uakhara Kheti, per il controllo del Medio Egitto. Durante il suo regno lo scontro con Herakleopolis fu comunque soprattutto una guerra di confine intervallata da periodi di coesistenza pacifica, durante i quali Antef II fu un attivo costruttore e restauratore di templi.
Il suo nome ci è tramandato da varie fonti tra cui il Papiro Abbott e la sala degli antenati di Karnak dove il nome compare più volte, rendendo difficoltosa l'esatta collocazione.

Particolare della stele dei cani. Cairo, Museo Egizio.

La durata del regno di Antef II ci è giunta dalla sua stele funeraria, eretta in commemorazione del suo 50º anno di regno, mentre un'altra stele, detta Stele dei cani, informa sui suoi progressi nella conquista dell'Alto e Medio Egitto. Verso nord infatti conquistò Abydos e Thinis e al termine del suo regno la sua autorità era riconosciuta fino al X nomos dell'Alto Egitto.
Per quanto riguarda il confine meridionale, alcuni reperti a suo nome rinvenuti nel santuario del nomarca Hekaib ad Elefantina (tra i quali una statua che lo raffigura mentre indossa il mantello della festa sed) dimostrano che l'influenza tebana doveva estendersi almeno fin laggiù, anche se ci sono notizie di una spedizione armata da lui inviata nella Bassa Nubia.

Questo sovrano venne certamente sepolto in una tomba a saff del cosiddetto cimitero degli Antef ad el-Tarif, presso Tebe; da qui provengono infatti le due stele sopra citate. Sappiamo inoltre dal Papiro Abbott che un'ispezione delle tombe reali compiuta sotto il regno di Ramesse IX, quasi un millennio dopo, trovò il sepolcro ancora inviolato.


Liste Reali[modifica | modifica wikitesto]

Nome Horo Sala degli antenati di Karnak Canone Reale Anni di regno
Wah-ankh 11
Hiero Ca1.png
W25 N35 HASH
Hiero Ca2.svg

in(i) - In...
5.14
Hiero Ca1.png
HASH
Hiero Ca2.svg

49


Titolatura[modifica | modifica wikitesto]

Titolo Traslitterazione Significato Nome Traslitterazione Lettura (italiano) Significato
G5
ḥr Horo
V29 S34
Srxtail.jpg
w3h anḫ Wah-ankh Rafforzatore della vita
G16
nbty (nebti) Le due Signore

G8
ḥr nbw Horo d'oro

M23
X1
L2
X1
nsw bjty Colui che regna
sul giunco
e sull'ape
Hiero Ca1.svg
Hiero Ca2.svg
G39 N5
s3 Rˁ Figlio di Ra
Hiero Ca1.svg
W25 aA N35
X1
I9
Hiero Ca2.svg
in(i) t=f 3ˁ (Initef) - Intef Aha Che agisce come il padre / grande come il padre

In alcuni testi (papiro Abbott) il nome compare nella seguente forma:

<
G39 N5 W25 n&t&f aA
>

s3 rˁ in(i) t.f ˁ3 - Sa Ra Intef aha (Figlio di Ra, Intef, grande come suo padre - oppure - Figlio di Ra, grande nell'azione come suo padre).


Altre datazioni[modifica | modifica wikitesto]

Autore Anni di regno
Grimal 2118 a.C. -2069 a.C.[3]
Malek 2107 a.C. -2058 a.C.[4]
von Beckerath 2103 a.C. - 2054 a.C.[5]


Predecessore Signore dell'Alto e del Basso Egitto Successore Double crown.svg
Merikara (X dinastia)/Antef I(XI dinastia) Medio Regno Antef III

Dinastie contemporanee
X dinastia egizia (Uakhara Kheti)


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cimmino Franco, Dizionario delle dinastie faraoniche, pag 470
  2. ^ Cimmino Franco, Dizionario delle dinastie faraoniche, pag 470
  3. ^ Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag 118
  4. ^ (con John Baines), Atlante dell'antico Egitto, ed. italiana a cura di Alessandro Roccati, Istituto geografico De Agostini, 1980 (ed. orig.: Atlas of Ancient Egypt, Facts on File, 1980)
  5. ^ Chronologie des Pharaonischen Ägypten (Chronology of the Egyptian Pharaohs), Mainz am Rhein: Verlag Philipp von Zabern. (1997)


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, Milano, Bompiani, 2003, pp. 138-139, ISBN 88-452-5531-X.
  • Alan Gardiner, La civiltà egizia, (Einaudi, Torino, 1997), Oxford University Press, 1961, p. 112, ISBN 88-06-13913-4.
  • Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, 9ª ed., Roma-Bari, Biblioteca Storica Laterza, 2011, pp. 190-205, ISBN 978-88-420-5651-5.
  • W.C. Hayes, The Middle Kingdom in Egypt, in The Cambridge Ancient History vol 1 part 2: Early History of the Middle East, Cambridge, University Press, 1971 (2006), pp. 475-478, ISBN 0-521-07791-5.


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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]